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L’Europa non giri lo sguardo altrove. Quello che sta accadendo in Catalogna riguarda tutto il Continente

Anche l’Italia faccia la sua parte per superare questo scontro istituzionale. È questo l’auspicio che abbiamo espresso la scorsa settimana incontrando alla Camera il rappresentante del governo catalano nel nostro Paese
DAL BLOG
Di Franco Panizza - 26 settembre 2017

Segretario politico del Patt e Senatore nella XVII legislatura 

L’Unione Europea e l’Italia non restino indifferenti su quanto sta accadendo in Catalogna. Bisogna intervenire sul Governo di Madrid per ripristinare la strada del dialogo e del confronto. Bisogna riconoscere alla Catalogna quegli spazi di autogoverno che sono stati compromessi dopo la sentenza del Tribunale costituzionale sullo Statuto di Autonomia già in vigore da quattro anni.

 

Da allora, il Governo spagnolo non ha mai voluto riaprire un confronto con la Catalogna. Eppure con la sentenza era stato smontato l’intero impianto autonomistico dello Statuto: cancellati tutti i riferimenti alla Catalogna come Nazione, si era proceduti con la rivisitazione di tutte le parti legate alla lingua, alla giustizia e al fisco.

 

Se dopo la sentenza il Governo spagnolo si fosse seduto al tavolo con quello catalano, oggi, probabilmente, non ci troveremmo in questa situazione. Gli arresti delle scorse settimane sono un atto di repressione, il punto di degenerazione della chiusura da parte di Madrid a qualsiasi ipotesi di trattativa.  

 

Quel che è certo è che nessuno può mettere in discussione la particolarità storica e culturale della Catalogna, la necessità e il diritto a forme più avanzate di autogoverno.

 

Il primo statuto di autonomia risale al 1979, un anno dopo la promulgazione della nuova Costituzione. Proprio a voler rimarcare la specificità di questa terra, nel contesto del profondo rinnovamento istituzionale dopo la fine del franchismo. Eppure quello Statuto non ha mai trovato corretta applicazione.

 

Fino a giungere, dopo quasi trent'anni, a quello entrato in vigore nel 2006 e che è stato compromesso dall’intervento del Tribunale Costituzionale, nonostante la ratifica del Parlamento spagnolo e la promulgazione da parte del Re.

 

Anche l’Italia faccia la sua parte per superare questo scontro istituzionale. È questo l’auspicio che, anche come autonomisti trentini abbiamo espresso la scorsa settimana incontrando alla Camera il rappresentante del governo catalano nel nostro Paese. Ed è per questo che abbiamo presentato un’interpellanza urgente al Presidente Gentiloni.

 

Alla data del referendum mancano pochissimi giorni. Con uno scontro istituzionale di tale portata, le conseguenze possono rivelarsi imprevedibili. L’Europa allora non giri lo sguardo altrove. Quello che sta accadendo non riguarda solo la Catalogna e la Spagna, ma tutto il Continente.

 

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