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Salviamo la scuola di Amatrice e siano rispettati anche i sentimenti dei tanti trentini impegnati nella ricostruzione

Credo che tutte le volte in cui in aula al Senato si parla di terremoto uno dei primi pensieri deve andare prima alle popolazioni colpite e poi alla Protezione Civile, alla rete dei volontari, ai vigili del fuoco, agli alpini, agli operatori del Soccorso Alpino
DAL BLOG
Di Franco Panizza - 05 aprile 2017

Segretario politico del Patt e Senatore nella XVII legislatura 

Una proposta al sindaco di Amatrice Pirozzi: non smantelli la scuola che il Trentino ha donato. È il simbolo della ricostruzione e la si può tranquillamente destinare ad altre attività.

Credo che tutte le volte in cui in aula al Senato si parla di terremoto uno dei primi pensieri deve andare prima alle popolazioni colpite e poi alla Protezione Civile, alla rete dei volontari, ai vigili del fuoco, agli alpini, agli operatori del Soccorso Alpino.

 

È accaduto un evento che ha lasciato l’amaro in bocca alle nostre comunità. Perché se da un lato siamo chiamati a prenderci cura di chi ha perso tutto, non possiamo trascurare i sentimenti di chi invece si è rimboccato le maniche, per provare, nel proprio piccolo, a lenirlo.

 

Tutta Italia rimase sorpresa dalla velocità con cui è stata realizzata la scuola di Amatrice e si è consentito a circa 160 studenti di iniziare puntualmente l’anno scolastico. Solo sei giorni dopo il terremoto i primi container erano partiti da Trento e in soli 17 giorni oltre 150 volontari hanno montato, con l’aiuto delle istituzioni e le offerte di tanti trentini, una scuola nuova di zecca composta di 24 moduli, 16.900 ore di lavoro.

Il Comune di Amatrice ha deciso di smontare i prefabbricati che la nostra Provincia ha costruito in tempo record per permettere il regolare inizio dell’anno scolastico e che, lo scorso settembre, assursero a simbolo della ricostruzione e della speranza, per lasciar posto a una struttura scolastica finanziata dalla Ferrari.

 

Ovviamente nessuna polemica con il Sindaco Pirozzi, ma solo un grande abbraccio per tutto quello che sta facendo per la sua gente e l’invito a non smontare una struttura ma a destinarla ad altre attività, anche perché credo ce ne sia bisogno.

La Protezione Civile del Trentino ha il coordinamento di tutte le protezioni civili regionali e continuerà a fare la sua parte. La nostra solidarietà non si ferma, ma prendiamoci cura anche dei sentimenti dei tanti trentini che ad Amatrice hanno lasciato un pezzo del proprio cuore.

 

Sul territorio colpito dal terremoto, una delle questioni centrali riguarda la ripresa del tessuto economico. Per questo bene tutte le norme del decreto che vanno nella direzione di una semplificazione burocratica, di sgravi fiscali e di incentivi economici per l’acquisto di macchinari.

 

Occorre, anche per il futuro, trovare un giusto punto d’equilibrio tra norme volte a garantire la trasparenza dei processi e necessità di affrontare l’emergenza, di dare risposte immediata alla cittadinanza. Per questo condivido anch’io la necessità di una legge quadro sulle forme e le politiche di ricostruzione a seguito di calamità naturali.

 

Per quanto riguarda l’istituzione di una no-tax area, pensiamoci, purché sia un intervento al riparo da rischi di speculazione o di elusione fiscale da parte di soggetti che non appartengono al territorio.

 

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