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Lupi, Fugatti chiede risposte da Roma: ''Non esiste il rischio zero di aggressione all'uomo''. Ma il prefetto tranquillizza: ''Ogni anno più attacchi dai cani''

Nuova riunione del Comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza. Presenti i sindaci di Castelfondo e Vallarsa e l'esperto dell'Ispra Genovesi. Vagliate diverse soluzioni: "Nessun abbattimento''

Pubblicato il - 22 febbraio 2019 - 19:39

TRENTO. "Oggi l’Ispra ci ha detto che non esiste il rischio zero di un'aggressione del lupo alle persone. Siccome con l'orso si è intervenuti dopo, vorremmo evitarlo e poter intervenire prima". Così il presidente della Provincia Maurizio Fugatti dopo la riunione di venerdì pomeriggio del Comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza che si è tenuta al Commissariato del Governo di Trento sul tema dei lupi (qui articolo). Un vertice a cui ha preso parte un esperto dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) e durante il quale sono state vagliate possibili soluzioni. Ma una risposta ora è attesa dal Governo di Roma. Intanto il prefetto Sandro Lombardi tranquillizza: "Negli ultimi 150 anni nessun attacco all'uomo".

 

Una lunga riunione, in cui sono stati espressi dubbi, sollevate preoccupazioni e vagliate soluzioni. Un vertice, quello al Commissariato di corso Tre Novembre, ospitato dal commissario Sandro Lombardi, a cui hanno preso parte il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, l'assessore all'Agricoltura Giulia Zanotelli e i sindaci di Castelfondo Oscar Piazzi e di Vallarsa Massimo Plazzer, con Gianluca Barbacovi di Coldiretti. Un dibattito il cui fulcro è stata la presenza del biologo dell'Ispra Piero Genovesi.

 

I sindaci si sono fatti portavoce dei timori della popolazione. "C'è preoccupazione - spiega il primo cittadino di Castelfondo Piazzi - perché ormai la confidenza che questa specie sta avendo a livello locale è elevatissima. Il lupo si sta muovendo all'interno del centro abitato in modo quasi libero e indisturbato: è legittimo che io evidenzi delle preoccupazioni e perplessità su quel che sta succedendo. Il mio ruolo è dare una risposta alle persone".

E un messaggio a Roma (di richiesta di un tempestivo intervento) è stato inviato anche dai rappresentanti dell'esecutivo provinciale. Fugatti: "È la prima volta che un esperto dell'Ispra viene in Trentino a cercare di capire qual è la tensione su questa tematica. Oggi poi c'erano diversi sindaci che hanno detto chiaramente che c'è un problema di sicurezza e che la gente inizia ad avere paura per la presenza del lupo nelle strade. Con tutte le Regioni del Nord abbiamo chiesto al Ministro Costa di intervenire, attendiamo risposte. L'auspicio è che ora ci diano gli strumenti per poter intervenire, altrimenti dovremo assumerci noi la responsabilità di farlo".

 

Risposte che, fa capire il presidente della Provincia, dovranno arrivare a breve: "Oggi il responsabile dell'Ispra nazionale, a mia precisa domanda - gli ho chiesto se può dirci che non c'è la possibilità che il lupo aggredisca le persone -, ha detto che non può garantire questo. Questa è una novità, non era mai stato detto prima, era sempre stato detto che il lupo non era rischioso per le popolazioni. Ma oggi l'esperto ha detto che non può garantire che questo non accada".

 

Immediato il riferimento ai plantigradi: "Siccome l'altra volta si è intervenuti dopo l'aggressione dell'orso alle persone, vorremmo evitare questo e poter intervenire prima" dichiara il governatore trentino. Secondo cui, però, le ronde "non sono la soluzione" ("È chiaro che però che è ciò che le forze dell'ordine possono fare" aggiunge).

 

Si sono quindi discusse altre soluzioni? "Si è ragionato di intervenire sui soggetti pericolosi senza ammazzarli, prevedendo uno spostamento", dice Fugatti.

 

La consulenza del biologo dell'Ispra è stata accolta dal prefetto Sandro Lombardi con meno preoccupazione: "Abbiamo iniziato a gennaio il percorso sul problema dei lupi con una prima riunione, ora è intervenuto l'esperto Ispra Genovesi. Oggi (venerdì) sono state espresse le preoccupazioni e le necessità della gente di questo territorio, visto che la presenza del lupo ha ricadute di carattere sociale, di vivibilità delle zone interessate e sull'economia".

 

"Il problema - fa sapere Lombardi - non è ancora risolto interamente, è questo un percorso che continueremo a seguire nei prossimi mesi. C'è una normativa europea e italiana sul tema: quindi forse per primo bisognerà intervenire dal punto di vista normativo, poi pratico e tecnico. La presenza di Genovesi, poi, ci è servita per acquisire informazioni di carattere tecnico che possono aiutarci a prendere delle decisioni in caso di necessità".

Il commissario del Governo sottolinea che "la legge non prevede l'abbattimento degli esemplari" ("è una specie protetta") se non in "casi molto particolari e di estrema necessità e urgenza", previa comunque la richiesta di autorizzazione al Ministero dell'Ambiente.

 

Anche la soluzione dello spostamento non sarebbe però una via facilmente percorribile, sottolinea Lombardi: "Lo ha chiesto Fugatti all'esperto, ma il rappresentante dell'Ispra ci ha fatto capire che giuridicamente prendere e spostare i lupi in zone protette equivale ad abbatterli".

 

"Al rappresentante dell'Ispra - fa sapere sempre il prefetto - abbiamo chiesto di farsi rappresentante nei confronti del Ministero dell'Ambiente di tutte le necessità emerse dal tavolo, per fornire anche ai decisori politici tutte le informazioni che servono per prendere una decisione equilibrata nel settore".

 

I controlli delle forze dell'ordine con i vigili del fuoco e la forestale non cesseranno (qui e qui gli articoli), ricorda Lombardi. E la probabilità di un attacco all'uomo da parte di uno dei 70 esemplari che girano in gruppi anche nel territorio provinciale, non è poi così alta, sottolinea sempre il commissario: "Il rischio zero non esiste in nessuna attività umana - dice - ma i tecnici che studiano i fenomeni hanno potuto constatare che negli ultimi 150 anni non c'è stato nessun attacco all'uomo. L'esperto dell'Ispra ci ha fatto presente che ogni anno ci sono più attacchi dei cani che quelli da parte del lupo".

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