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Coronavirus, chiuso il reparto di chirurgia all'ospedale di Belluno. "Trovate positività tra gli operatori"

Continua la crescita dei contagi nel bellunese. L'individuazione di alcune positività tra gli operatori del reparto di chirurgia dell'ospedale di Belluno ha spinto le autorità a sospendere le attività fino al 26 ottobre. Le urgenze verranno pertanto garantite ma "dirottate" su Feltre. Altro decesso, era un ricoverato in pneumologia di 73 anni

Pubblicato il - 15 ottobre 2020 - 09:38

BELLUNO. Continua a preoccupare la situazione contagi nel bellunese. E proprio dal capoluogo arriva la notizia della chiusura di un reparto dell'ospedale, dove il riscontro di alcune positività tra gli operatori sanitari ha spinto le autorità a sospendere l'attività fino al 26 ottobre. Si tratta dell'area omogenea di assistenza del terzo piano del blocco chirurgico.

 

Ogni attività delle unità operative di chirurgia, urologia e nefrologia che lavorano nel blocco sarà così fermata per 10 giorni, garantendo solo le urgenze “dirottate” però all'ospedale di Feltre.

 

Nelle ultime 24 ore, la situazione del contagio nella provincia di Belluno ha visto l'emergere di 33 nuovi positivi, di cui 11 nelle case di riposo e 10 nei Comuni del Comelico, del Cadore e dell'Ampezzano. In prevalenza, comunica la Ulss Dolomiti, si tratta di persone che hanno effettuato il tampone di controllo in quanto contatti di caso e quindi già isolati.

 

Le persone attualmente ricoverate negli ospedali dell'Ulss Dolomiti sono 26 in area non critica a Belluno, 10 a Feltre e 2 in terapia intensiva sempre nel capoluogo. Nella notte fra martedì 13 e mercoledì 14 ottobre, si è registrato invece un altro decesso, riguardante un paziente Covid di 73 ricoverato nel reparto di pneumologia di Belluno. Tra le giornate di lunedì 12 e martedì 13 ottobre erano stati 2 i decessi, sempre riguardanti persone ricoverate ma questa volta di 66 e 89 anni.

 

Secondo una ricerca della Fondazione Isi, Belluno rappresenta una delle province in cui la partecipazione ad un evento con 100 persone “garantisce” il 72% di possibilità di entrare in contatto con il virus. Tale statistica, suffragata dagli alti numeri registrati nell'ultimo periodo, alzano il livello d'allerta sulla più settentrionale delle province venete.

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