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Coronavirus, Trentino territorio d'Italia dove ci sono stati più contagi (1 cittadino ogni 100) ma per Fugatti: ''Il Governo tiri fuori la verità''

Mentre i dati con ''fraintendimento'' che comunichiamo alla Protezione civile ci mostrano come uno dei territori messi meglio in Italia i numeri veri analizzati da ministero e istituto superiore della sanità ribadiscono le criticità evidenziate in Provincia di Trento. Fugatti ieri ha criticato proprio chi fa i report a livello nazionale perché non inserirebbe la ''variabile'' dei tamponi. Noi la usiamo da sempre e servendosi anche di quel dato emerge che la Provincia di Trento resta molto in difficoltà

Di Luca Pianesi - 19 maggio 2020 - 19:42

TRENTO. ''Tutte le regioni hanno visto un decremento dei casi tranne Umbria, PA Trento e Molise. In quest’ultima in particolare, è stato riportato un cluster in una comunità in fase di controllo''. Così si legge nell'aggiornamento nazionale dell'Istituto superiore di Sanità del 14 maggio, per quanto riguarda il report ''Epidemia Covid-19''. E dallo studio risulta chiaro che è il Trentino, in questo momento, il territorio italiano dove si sono verificati più contagi per abitante d'Italia dall'inizio della pandemia e dove ancora restano troppe le persone che vengono trovate positive (in fondo all'articolo l'analisi completa).

 

La curva dei contagi, infatti, malgrado i dati (con ''fraintendimento'' che decimavano per l'opinione pubblica i nuovi positivi, come dimostrato da il Dolomiti) comunicati pubblicamente dal presidente Fugatti tutti i giorni in conferenza stampa, è scesa meno che in altri territori (per esempio il 15 maggio in Trentino i veri positivi erano 32 su 2.700 tamponi un numero simile al Veneto dove erano 44 ma con una popolazione dieci volte superiore e con circa 10mila tamponi eseguiti) ed ha portato il Trentino a raggiungere il triste primato di territorio con più contagiati d'Italia: uno ogni 100 abitanti (0,959 per la precisione) superiore a questo punto anche alla Valle d'Aosta (0,935) e alla Lombardia (0,827).

 

 

E poi ci sono i decessi che sono doppi rispetto al vicino Alto Adige e la metà rispetto all'altro territorio di riferimento, il Veneto (che però ha dieci volte la popolazione del Trentino). Insomma la situazione va tenuta sotto strettissima attenzione anche se le fughe in avanti del presidente Fugatti sulle riaperture, di fatto costruite a immagine e somiglianza di quelle di Bolzano e Venezia (che però avevano curve molto diverse da Trento), hanno trasmesso sicurezza alla comunità che, per questo, rischia di non capire realmente la situazione provinciale dove il contagio resta di livello Alto (come certificato dal ministero della salute) ma le aperture sono permesse perché il sistema sanitario è attrezzato ad affrontare nuove ondate.

 

Insomma anche da questo studio si conferma quanto abbiamo fatto emergere negli scorsi giorni: che dal 4 maggio il Trentino ha cominciato a comunicare i dati dei contagi seguendo la formula dei ''sintomi negli ultimi 5 giorni'' (come detto dal ministero della salute ''fraintendendo'' le direttive nazionali) ottenendo il risultato di convincere l'opinione pubblica che i nuovi positivi giornalieri si contassero sulle dita di una mano (operazione in parte riuscita visto lo studio Gimbe che si è basato su quei dati che il Trentino ha comunicato alla Protezione civile e che hanno permesso di far slittare, incredibilmente, il Trentino dalla ''zona rossa'' ad area Covid-Free) mentre per i ''casi totali'', in realtà, se ne dovevano utilizzare almeno quattro o cinque, di mani.

 

 

Si pensi che nella settimana dall'8 al 14 maggio il Trentino nel tabellone dei nuovi casi della Protezione civile risultava averne in totale solo 32 mentre erano oltre 220; e ancora una volta è l'Istituto superiore di sanità a confermare (con lo studio in oggetto) che il dato in esame non era quello ''a 5 giorni'' ma il ''totale'' reale visto che nella settimana dal 4 al 10 maggio ne contano 299 di casi totali mentre secondo i dati che il Trentino ha comunicato alla Protezione civile e inseriti nella tabella nazionale ne avremmo avuti solo 48.

 

 

Eppure per il presidente la ''colpa'' dei nostri dati negativi sarebbe da ricercare proprio nel ministero e in chi fa i calcoli (dalle parole del presidente sembra quasi cercando il modo di penalizzarci per esempio non rapportando i casi ai tamponi o alla popolazione). Questa è la visione della statistica del presidente della Provincia che ha deciso di condividere e di far condividere dai suoi consiglieri provinciali della Lega il video con tanto di scritta ''Il Governo tiri fuori la verità''.

 

 

 

 

 

Detto che rapportando il contagio alla popolazione il quadro è quello descritto qui sopra e quindi che siamo stati il territorio d'Italia più colpito in assoluto, quello basato su rapporto contagi/tamponi noi lo abbiamo sempre fatto e ci vede, purtroppo, a livelli comunque sempre superiori all'1% (anche in questa fase durante la quale abbiamo aumentato molto i tamponi, continuando a trovare molti positivi, mentre gli altri territori li hanno diminuiti non trovandone quasi più, come l'Alto Adige) mentre i territori vicini sono ben sotto quel dato da molte settimane. L'unico modo per ''batterli'' è stato quello di comunicare i dati ''fraintendendo'' le direttive nazionali e allora il risultato (basato sulle percentuali contagi/tamponi dei dati ufficiali pubblicati dalla Protezione civile con il Trentino che comunicava solo i casi ''con sintomi a 5 giorni) è il grafico qui sotto. 

 

 

Quando i dati reali di rapporto contagio/tamponi (quindi quello che invoca Fugatti) nel periodo dal 3 maggio (quindi il giorno prima del cambio di conteggio adottato solo dal Trentino) all'11 sono quelli qui sotto (con il Trentino in media che viaggiava sul 2% quindi lontano dai grafici degli altri territori di qui sopra). Questi, ripetiamo, sono i dati reali e non quelli con ''sintomi a 5 giorni'' (utilizzati nel grafico qui sopra). E per far capire la differenza con Bolzano abbiamo inserito anche i dati dell'Alto Adige sempre basati, come richiesto dal presidente della Pat sul rapporto contagi/tamponi.

 

 

 

 

 

 

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