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''Eleonora non avrà un domani. Non avrà un bambino. Non avrà più amore. E' morta tragicamente e non tornerà ma se avessi un minuto ecco cosa le direi''

Il 5 settembre 2019 veniva ritrovato il corpo di Eleonora Perraro uccisa nella notte a pugni, calci, morsi. Unico indagato il marito Manfrini e il 15 settembre ci sarà l'udienza preliminare. Oggi la sorella Erika la vuole ricordare così lanciando un appello a tutti e a tutte: ''Ricordatevi. C’è sempre qualcuno. C’è sempre una speranza''

Di Luca Pianesi - 05 settembre 2020 - 12:24

ROVERETO. ''Eleonora non avrà un domani. Non avrà un bambino. Non avrà più amore. Eleonora è morta tragicamente. Eleonora non tornerà. Eleonora non suonerà più al campanello di casa saltandomi addosso ridendo e scherzando. Non disegnerà più. Non canterà più. Non coccolerà più il suo amato Achille. Non abbraccerà più la mamma, il papà e tutte le persone che amava. Ogni tanto mi scopro a sorridere ripensando a lei e a quanto sarebbe stato facile aiutarla se solo lo avesse chiesto. Se solo avesse accennato al problema. Se solo ci fosse stato un segno. Se avessi ancora un solo minuto con lei, le direi di chiedermi aiuto. Un minuto è un repertorio di futuri possibili''. E' passato un anno da quel tragico omicidio avvenuto a in un locale di Nago.

 

Un anno che Eleonora Perraro non c'è più e che gli inquirenti indagano per ricostruire cosa avvenne quella notte quando la giovane donna era rimasta in compagnia del marito e al mattino non si è più risvegliata, trovata morta, uccisa di botte, percosse, morsi terribili al volto e alla testa. L'unico imputato è proprio il marito Marco Manfrini e le prove contro di lui sembrano schiaccianti. A livello processuale il 15 settembre ci sarà l'udienza preliminare e l'accusa è di omicidio aggravato. Erika, la sorella di Eleonora, e tutta la sua famiglia soffrono da un anno per quanto accaduto. Un anno di lacrime, dolore, assenza e, impossibile negarlo, di fatica per un iter processuale che, troppo spesso, in Italia, trascina anche i familiari delle vittime in gorghi senza fine, spirali logoranti e avvile nti fatte di rinvii, decisioni difficili da accettare, attese interminabili e un continuo rievocare l'accaduto che non lascia pace nemmeno a chi ne avrebbe tutto il diritto.

 

E' proprio Erika Perraro a parlare, questa volta. Vuole farlo ricordando la sorella più grande e soprattutto lanciando un appello a tutti e a tutte perché, spiega, ''parlare, ascolatarsi, confidarsi può cambiare intere esistenze''. E così spiega che vorrebbe solo avere ancora un minuto da poter dedicare a sua sorella. ''Se lo avessi le direi di chiedermi aiuto. Un minuto è un repertorio di futuri possibili. Di infinite deviazioni che la vita può imboccare. È passato un anno. 525.600 minuti. Tante vite possibili. Una vita certamente persa. Che manca a tutti quelli che l'hanno amata. Donne, ragazze, bambine - dice Erika - cercate quel minuto, abbiate la forza di trovarlo e di afferrare la mano di chi vi può aiutare. Di chi c’è. Perché ricordatevi. C’è sempre qualcuno. C’è sempre una speranza''.

 

E poi il ricordo: ''Un anno fa una ragazza meravigliosa, dolce, allegra, positiva, buona, chiudeva per l’ultima volta i suoi profondi occhi. Occhi chiusi per sempre. Occhi che non vedranno ciò che la vita le avrebbe serbato. Una vita che amava, una vita che nonostante le delusioni, le difficoltà, le amarezze non avrebbe mai abbandonato. No. Mai. Era una lottatrice, una donna coraggiosa non abbassava la testa di fronte al dolore, lo affrontava. Una figlia, una sorella, una zia, un’amica. Eleonora non c’è più. Strappata con violenza da questo mondo che tanto amava, che ogni giorno riusciva a stupirla e sorprenderla. Mai avrebbe immaginato che una mano di odio le avrebbe strappato la vita e i sogni''.

 

''Credeva nelle persone - prosegue la sorella -. Credeva nel perdono. Eleonora non serbava rancore, odio. Non provava rabbia. Era una persona che porgeva sempre l’altra guancia. Pronta a dare sé stessa pur di non vedere soffrire chi amava. Sacrificando tutto ciò che poteva. Senza limiti. E quella notte è arrivata a giocarsi la vita per ciò in cui credeva. Eleonora non avrà un domani. Non avrà un bambino. Non avrà più amore. Eleonora è morta tragicamente. Eleonora non tornerà. Eleonora non suonerà più al campanello di casa saltandomi addosso ridendo e scherzando. Non disegnerà più. Non canterà più. Non coccolerà più il suo amato Achille. Non abbraccerà più la mamma, il papà e tutte le persone che amava. Lei non potrà più fare nulla. Purtroppo non è l’unica vittima di amori malati. Non è stata la prima. Non è stata l’ultima''.

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