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''Salviamo il bosco ripariale di Bressanone'', l'appello rivolto a Papa Francesco visto che i terreni erano proprio della diocesi

I boschi ripariali sono tutelati dalla legge di tutela della natura (Legge provinciale del 2010) come habitat prioritari da proteggere secondo la direttiva habitat dell’Unione Europea e allora dopo innumerevoli appelli di Wwf, Legambiente e associazioni ambientaliste ora è il turno di un volontario che si occupa di fauna selvatica, Claudio Vallarini. Lui ha pensato bene di scrivere direttamente una lettera al Papa

Di Laura Gaggioli - 01 ottobre 2020 - 12:14

BRESSANONE: Il bosco ripariale di Bressanone, la seconda colonia in provincia di Bolzano per grandezza dell’airone cenerino, è stato destinato, con delibera comunale, a zona industriale, dando così il via libera allo smantellamento del bosco. Il sindaco Peter Brunner aveva risposto alle associazioni ambientaliste che avevano posto il problema: “Ci sono molti posti di lavoro in ballo, faremo una compensazione ambientale” prevedendo l’ampliamento del biotopo di Millan per una superficie di 1,6 ettari contro i 3 che andrebbero persi. Troppo poco, però  secondo gli ambientalisti.

 

I boschi ripariali sono tutelati dalla legge di tutela della natura (Legge provinciale del 2010) come habitat prioritari da proteggere secondo la direttiva habitat dell’Unione Europea e allora dopo innumerevoli appelli di Wwf, Legambiente e associazioni ambientaliste ora è il turno di un volontario che si occupa di fauna selvatica, Claudio Vallarini. Lui ha pensato bene di scrivere direttamente una lettera a Papa Francesco.

 

Al centro del dibattito l’Enciclica “Laudato sì” del Pontefice che professa la difesa del creato e dall'altro lato la curia vescovile di Bolzano e Bressanone, che è proprietaria di questi terreni ma non si sta certo dimostrando in linea con quanto detto da Bergoglio e che nonostante abbia anche prodotto un documentario ispirato all’enciclica stessa ha pensato bene di vendere ai privati questo bosco ripariale dove si andranno a costruire capannoni industriali e parcheggi.

 

Una raccolta di belle parole e di buone intenzioni che però collidono con quanto enunciato nella sua enciclica e che rischiano di essere parole al vento che porteranno alla distruzione agli ultimi boschi secolari rimasti in Alto Adige - scrive Vallarini nella sua lettera che conclude con una richiesta di aiuta al Papa -. Sua santità mi appello a lei affinché voglia far qualcosa per impedire che il bosco antico di Bressanone, venduto dalla diocesi, scompaia per sempre. Noi glie ne saremo profondamente grati”.

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