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I fratelli di Agitu a Trento: "Vogliamo delle risposte e giustizia per nostra sorella"

Nel pomeriggio di sabato 9 gennaio, al Grand Hotel Trento, il fratello e la sorella di Agitu Ideo Gudeta hanno ringraziato della vicinanza che Trento ha dimostrato in questi giorni. “Ci affidiamo al sistema giudiziario italiano”. Lunedì i due incontreranno il Procuratore della Repubblica Sandro Raimondi. Subito dopo partiranno alla volta dell’Etiopia, dove verrà tenuto un funerale di Stato. In mattinata, anche nel capoluogo trentino si è tenuta una breve cerimonia

Di Marianna Malpaga - 09 January 2021 - 16:04

TRENTO. Hanno ringraziato la città di Trento Kuma e Bethelihem Ideo Gudeta, il fratello e la sorella dell’imprenditrice agricola Agitu, assassinata nella sua casa di Frassilongo il 29 dicembre. Nel primo pomeriggio di sabato 9 gennaio, in una conferenza stampa al Grand Hotel di Trento, i due hanno detto che si affidano al sistema giudiziario italiano per avere giustizia. “Ci sono tanti, troppi ‘perché’ in questa storia – ha detto la sorella - ma noi abbiamo bisogno di più informazioni e di più investigazioni. Vogliamo delle risposte”.

 

Su Suleiman Adams, il 32enne ghanese che avrebbe ucciso per sua stessa ammissione Agitu, il fratello ha affermato: “Ci chiediamo come sia possibile che un uomo possa commettere un crimine così efferato. Ci affidiamo comunque al sistema giudiziario italiano perché renda giustizia ad Agitu”.

Lunedì mattina Kuma e Bethelihem incontreranno il Procuratore della Repubblica Sandro Raimondi. Partiranno subito dopo alla volta dell’Etiopia, e precisamente in direzione Addis Abeba, dove Agitu sarà sepolta. “Nella capitale – ha precisato la sorella – sarà celebrato un funerale di Stato. Me l’hanno riferito ieri sera e io stessa mi sono sorpresa. Sarà presente anche il presidente etiope. Nel suo Paese d’origine ora Agitu è chiamata ‘Agihero’”.

 

Kuma e Bethelihem hanno ringraziato anche per la panchina rossa dedicata ad Agitu posta in Piazza Santa Maria (QUI l'articolo), dove l’imprenditrice aveva la sua bancarella. Fra un po’ di tempo, quando avranno elaborato il lutto, i due lavoreranno anche per capire meglio come continuare i sogni e l’impegno della pastora trapiantata in Trentino. “Agitu – ha proseguito il fratello – è diventata un simbolo per tutti noi. Ha scelto di vivere in questo Paese costruendo un proprio progetto ma anche integrandosi e diventando parte del tessuto locale. Ha dedicato del tempo a inserirsi e a imparare la cultura e la lingua italiane. Ma ha anche mantenuto i suoi ideali: la giustizia sociale, l’inclusione e il rispetto per l’ambiente”.

 

Agitu ha portato avanti queste idee con passione e impegno. “Abbiamo imparato a conoscere e ad apprezzare i suoi ideali anche a livello locale”, ha aggiunto l’avvocata Elena Biaggioni, che ha accompagnato i famigliari a Frassilongo, dove l’imprenditrice abitava. “Ho potuto apprezzare – ha aggiunto la sorella – la bellezza del luogo con la neve. E da lì ho capito il desiderio di Agitu di stabilirsi proprio lì per progettare grandi cose. Spero che i suoi sogni possano continuare e mi auguro veramente che riusciremo a portare avanti la sua memoria”.

 

Infine, Kuma e Bethelihem hanno ringraziato anche i giornalisti: “Grazie per aver dato spazio non solo a quello che è successo, ma anche all’attività e ai progetti di Agitu”.

 

In mattinata, anche al cimitero di Trento si è tenuta una piccola cerimonia per omaggiare la pastora. Il capoluogo, assieme ad altri centri provinciali (Arco, Rovereto e Pergine) e regionali (Bolzano), era stato teatro di una commossa processione con candele e fiori, conclusa di fronte al negozio che Ideo Gudeta aveva aperto in Piazza Venezia (QUI l'articolo). Per mantenere in piedi i suoi progetti e sostenere la famiglia nel rientro della salma in Etiopia, l'associazione Amici dell'Etiopia, con il sostegno del sindaco di Trento Franco Ianeselli, di quello di Frassilongo Luca Puecher e di +Europa di Emma Bonino, aveva lanciato una raccolta fondi che ha raccolto oltre 102mila euro (QUI il link).

 

Nel mentre, la cura delle capre è stata presa in carico da Beatrice Zott, pastora 20enne originaria della Val dei Mocheni. 

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