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Una "lettera anonima" sul blog di Casapound rivendica l'imbrattamento della sede di Anpi, che replica: "Tentativo di intimidazione"

Il giornale di Casapound ha pubblicato una "lettera anonima" in cui si rivendica il tentato imbrattamento della sede dell'Anpi di Bolzano con dei manifesti che riportano i crimini partigiani. "E' la conseguenza della pagliacciata antirazzista di Piazza della Vittoria". La risposta: "Reati penali. Cercano di intimidirci"

Di Davide Leveghi - 26 March 2021 - 10:11

BOLZANO. Un gesto di ritorsione nei confronti della manifestazione avvenuta sabato 20 marzo nel parco di Piazza della Vittoria, quando la colonna che celebra i caduti sudtirolesi nelle guerre fasciste – ribattezzata dagli organizzatori dell'iniziativa la “colonna infame” - è stata listata a lutto e avvolta dalle bandiere arcobaleno della pace. È questa la natura dell'imbrattamento verificatosi nella notte tra il 23 e il 24 marzo a Bolzano, sulla sede dell'Anpi di via Torino.

 

Un tentato imbrattamento, considerando che l'arrivo delle forze dell'ordine ha impedito che i manifesti rimanessero lì attaccati. A dare la notizia era stata la sezione altoatesina dell'Anpi, che in un comunicato aveva immediatamente condannato il gesto, alludendo, più che a un semplice “atto vandalico”, ad un'azione premeditata e ben definita, effettuata dai “soliti noti”.

 

Ed effettivamente la rivendicazione non è tardata ad arrivare, anche se con modalità che hanno del grottesco. Ad attribuirsi la paternità dell'azione è infatti un “anonimo”, che tramite una lettera gentilmente pubblicata dal giornale di Casapound La Vedetta d'Italia ha voluto illustrare quale fosse il contenuto dei manifesti incollati e poi rimossi nella notte di martedì, contenuto che “l'Anpi ha accuratamente evitato di descrivere”.

 

“Si trattava delle foto di varie vittime dei partigiani, uccise durante e dopo la seconda guerra mondiale e del nome di alcuni luoghi in cui si sono consumate le numerosissime stragi di cui i partigiani si sono macchiati”, si legge nella “lettera anonima”. Il motivo? Continua: “Tale gesto è la conseguenza della recente pagliacciata svoltasi in piazza della Vittoria, dinnanzi alla colonna in memoria ai caduti atesini nelle guerre di Spagna, Libia e Africa orientale […] capiamo che i moderni partigiani non abbiano avuto il coraggio di descrivere il contenuto delle foto, poiché ben consapevoli di avere la coscienza sporca e le mani insanguinate per i milioni di innocenti che i loro 'eroi' hanno vigliaccamente torturato, stuprato e massacrato, spesso a guerra terminata. Invitiamo tali cantastorie a tornare a lucidare le loro medaglie di cartone e a smetterla di offendere la memoria storica d'Italia e dei suoi caduti, propagandando squallido negazionismo, e a preoccuparsi invece delle migliaia di vittime innocenti, trucidate da quei criminali vigliacchi che furono i partigiani italiani, e delle milioni di vittime che il comunismo ha provocato in tutto il mondo”.

 

La scelta delle tempistiche, nondimeno, non è casuale. E non solo perché è passato qualche giorno dalle letture organizzate da Anpi e da altri soggetti nell'ambito delle settimane contro il razzismo – che non a caso hanno scelto un luogo simbolo, come appunto Piazza della Vittoria, già al centro di iniziative sulla toponomastica scaturite dall'uccisione di George Floyd – ma soprattutto per la coincidenza degli anniversari, l'attentato di via Rasella e la seguente strage delle Fosse Ardeatine, che ogni anno tanto dibattito provocano in Alto Adige (i 33 soldati morti nella deflagrazione della bomba dei Gap del 23 marzo 1944 sono tutti sudtirolesi) (QUI un approfondimento).

 

Venuta a sapere della rivendicazione, l'Anpi bolzanina non ha certo mancato di far avere una sua risposta. “In relazione ai fatti accaduti nella notte tra il 23 e il 24 marzo, alla vigilia della commemorazione della strage delle Fosse Ardeatine, quando alcuni provocatori hanno imbrattato le vetrine di Anpi presso lo Spazio Resistenze di via Torino, è dunque arrivata una ridicola rivendicazione di chiara matrice fascista attraverso una fluviale lettera 'anonima' diffusa non a caso dal blog degli autodichiarati 'fascisti del terzo millennio' la 'Vedetta d'Italia' e veicolato, poi, su altri blog e pagine social ritenute 'amiche'”, si legge nella nota diramata.

 

“Sono gli stessi pericolosi ambienti che hanno dato vita ad alcune manifestazioni di protesta 'negazioniste' contro le norme di contrasto all'emergenza sanitaria nel tentativo di strumentalizzare il disagio sociale – continua – tale rivendicazione configura diversi reati penali procedibili d'ufficio ai sensi della Costituzione e delle Leggi Scelba e Mancino in termini di apologia di fascismo e vilipendio alla Resistenza (ovviamente anche da parte di chi ha pubblicato l'anonima missiva) oltre che, ovviamente, apologia del reato in relazione all'imbrattamento”.

 

Sulla mancata comunicazione dei contenuti dei manifesti, Anpi poi aggiunge: “Non avevamo potuto leggere i manifesti perché ignote mani premurose li avevano fatti sparire subito ma, oltre a riproporre le consuete falsità finalizzate a ribaltare la verità storica rivalutando la memoria dei carnefici, la piena adesione al fascismo, alla sua violenza, al suo razzismo, alle sue avventure coloniali e, persino al cupo collaborazionismo della Repubblica di Salò con il nazismo, è molto significativo che tutto questo sia nato come rabbiosa reazione alla nostra iniziativa antirazzista di sabato nella quale vicino alle vestigia coloniali di Bolzano in modo assolutamente pacifico mediante una serie di letture e immagini, sono state ricordate le centinaia e centinaia di migliaia di vittime del colonialismo italiano in Africa e descritte le 'imprese' sanguinose di alcuni personaggi a cui sono intitolati alcuni luoghi della nostra terra”.

 

“Abbiamo chiesto che in tali luoghi fossero dignitosamente ricordate le vittime e la dedica al partigiano italo-somalo Giorgio Marincola, detenuto nel Lager di Bolzano (QUI un approfondimento), del Parco di Piazza della Vittoria – conclude la nota di Anpi Alto Adige Südtirol – tale riflessione sul razzismo di ieri si è legata alla riflessione sulla lotta al razzismo di oggi e di domani in tutto il mondo nel segno dei valori della Costituzione. È dunque chiaro il tentativo di intimidazione che non solo non avrà alcun effetto, ma che conferma nel modo più evidente come sia necessario intervenire sui simboli del passato per costruire un presente e un futuro liberati dai fascismi e dai razzismi. Ed è necessario che in occasione del 100º anniversario della Domenica di Sangue e del 76º anniversario della Liberazione le istituzioni sappiano promuovere riflessioni e iniziative adeguate”.

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