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Belluno
06 dicembre | 13:01

Salvini rilancia il progetto Cortina e spiazza anche il Comitato Organizzatore, riunitosi a Milano. Situazione in stallo e per la pista da bob se ne riparlerà a gennaio

L'ipotesi più plausibile, al momento, resta comunque quella di utilizzare una struttura all'estero. "Il Comitato Organizzatore - si legge in una nota ufficiale - ha poi ribadito agli enti presenti di aver da tempo avviato, seguendo l'indirizzo espresso dal proprio consiglio di amministrazione, una fase di analisi e approfondimento delle caratteristiche degli sliding center presenti sul panorama internazionale. Ad oggi i Comitati Olimpici Nazionali di Stati Uniti, Germania, Austria e Svizzera hanno fatto pervenire la documentazione necessaria all'analisi posta in essere dalla fondazione Milano Cortina 2026".

MILANO. Una vicenda senza fine, che si arricchisce di un nuovo capitolo. E la scadenza per una decisione definitiva è spostata al prossimo mese di gennaio, con un'ulteriore dilatazione di tempi e la sensazione, comprovata, che non si sappia ancora che pisci pigliare.

 

La vicenda riguardante la pista che dovrà ospitare le gare di bob skeleton e slittino alle Olimpiadi di Milano - Cortina 2026 sta diventando kafkiana. Martedì, nel corso della cabina di regina tenutasi a Roma alla presenza dei ministri interessati (QUI ARTICOLO), il titolare del dicastero delle infrastrutture Matteo Salvini ha rilanciato l'ipotesi della pista ai piedi delle Tofane.

 

Chi si aspettava, soprattutto, un'accurata analisi riguardo alla fattibilità della ristrutturazione dello sliding center di Cesana quale piano "B", con conseguente accantonamento definitivo dell'ipotesi Cortina, è rimasto sorpreso, tanto per utilizzare un eufemismo.

 

Sì, perché Salvini - preso tra due fuochi (Zaia vuole un "risarcimento" in termini di gare, Fontana non è disposto a mollare di un centimetro, nemmeno le prove di sci alpinismo) - ha rilanciato pubblicamente l'ipotesi di costruire la pista da bob in territorio bellunese e far disputare, come da programma iniziale, le prove di bob, skeleton e slittino sulla nuovissimo circuito (che andrebbe costruito ex novo, è bene ricordarlo) intitolato ad Eugenio Monti.

 

Lo stesso ministro ha affermato che si farà carico di elaborare una proposta che "non costerà un centesimo in più agli italiani" e "tutelare sia i contribuenti che il Veneto".

 

Un "coup de theatre" che va a cozzare totalmente con quanto sentenziato più e più volte dal Comitato Olimpico Internazionale che, per bocca dei massimi dirigenti, ha sempre parlato di utilizzare "strutture già esistenti e funzionanti".

 

L'assemblea degli enti membri del comitato organizzatore dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali del 2026, riunitasi quest''oggi, mercoledì 6 dicembre, alla Torre Allianz di Milano non ha potuto far altro che prendere atto delle dichiarazioni di Salvini: quello che doveva essere il "D - Day" riguardo la pista da bob (con due alternative sul tavolo: Cesana o una struttura all'estero) si è trasformato inevitabilmente in una tappa intermedia.

 

In una nota ufficiale viene comunicato che "i temi all'ordine del giorno prevedevano un particolare riferimento alla relazione di Simico sullo sliding center di Cesana Torinese e alla nuova proposta di mantenere viva la progettualità su Cortina d'Ampezzo con la realizzazione di un impianto ridotto e dall'impatto economico contenuto.  In entrambi i casi la Fondazione Milano Cortina 2026 resta in attesa di ricevere i progetti per avviare successivamente una fase di verifica con il Comitato Olimpico Internazionale (Cio) e le Federazioni Internazionali, e di valutazione dei servizi accessori indispensabili alla realizzazione di una venue olimpica. La scadenza ultima e non procrastinabile per la definizione della strada da intraprendere è posta – in accordo con il Cio – entro gennaio 2024".

 

E' ovvio che il tentativo di Salvini sia quello di dirimere la questione politica (lo sport non c'entra più) tornando alle origini, ma tra il dire e il fare c'è di mezzo... la pista e Zaia che rischia la "figuraccia" perché Cortina, a quel punto, si ritroverebbe veramente con un pugno di mosche.

 

Dunque o si farà Cortina (difficile), o si andrà a Cesana (ma nessuno sembra convinto, tranne il vice premier Tajani e il governatore del Piemonte Cirio) oppure, come logica suggerisce (anche se questo rappresenterebbe uno "smacco" notevole), si opterà per una soluzione estera.

 

Il tal senso "il Comitato Organizzatore ha poi ribadito agli enti presenti di aver da tempo avviato, seguendo l'indirizzo espresso dal proprio consiglio di amministrazione, una fase di analisi e approfondimento delle caratteristiche degli sliding center presenti sul panorama internazionale. Ad oggi i Comitati Olimpici Nazionali di Stati Uniti, Germania, Austria e Svizzera hanno fatto pervenire la documentazione necessaria all'analisi posta in essere dalla fondazione Milano Cortina 2026".

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