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Belluno
10 dicembre | 19:15

Ceramica Dolomite: raggiunto l’accordo per la cassa integrazione. Previsti nel 2026 oltre 4 milioni di euro di investimenti

Un anno di cassa integrazione straordinaria per riorganizzazione per i 324 lavoratori in forza: questo l’esito principale del tavolo regionale riunitosi per affrontare la questione Ceramica Dolomite. Altri i punti emersi: dal ricollocamento degli esuberi volontari a programmi di formazione per il personale

BORGO VALBELLUNA. Un anno di cassa integrazione straordinaria per riorganizzazione per i 324 lavoratori in forza: è questo l’esito principale del tavolo regionale riunitosi per affrontare la questione Ceramica Dolomite. Scongiurata dunque, almeno per il momento, l’ipotesi degli 80 licenziamenti inizialmente emersa.

 

Da alcune settimane ormai il futuro della storica azienda bellunese è oggetto di discussione, soprattutto dopo i primi annunci di un nuovo piano industriale che avevano portato allo sciopero di otto ore a fine novembre (qui il dettaglio).

 

Dopo un primo incontro in Regione a inizio mese, nella giornata di ieri, martedì 9 dicembre, si è nuovamente riunito il tavolo regionale per la definizione dell’accordo necessario all’avvio del percorso di cassa integrazione per lo stabilimento. Erano presenti la Direzione lavoro regionale e l’Unità di crisi aziendali di Veneto Lavoro, i consulenti di Ceramica Dolomite, le organizzazioni sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil e i rappresentanti dei lavoratori.

 

Al termine dell’incontro, è stato sottoscritto dunque l’accordo che prevede un anno di cassa integrazione straordinaria per riorganizzazione per i 324 lavoratori in forza. Alla base di tale accordo, c’è poi un programma di riorganizzazione e rilancio che per il 2026 prevede 4,3 milioni di euro di investimenti. Altro punto poi, che va incontro alle perplessità di sindacati e lavoratori circa gli esuberi delle maestranze del settore - “dobbiamo tenerci strette le persone che sanno lavorare la ceramica” aveva dichiarato infatti Mauro Dalla Rosa, di Femca Cisl, davanti i cancelli dell’azienda - sarà anche l’impiego di strumenti di formazione per valorizzare le competenze del personale e politiche attive del lavoro regionali per agevolare il ricollocamento dei lavoratori che accetteranno un incentivo all’esodo, la cui entità sarà oggetto di confronto tra le parti.

 

Infine, per definire le ulteriori questioni collegate al piano industriale presentato dall’azienda, sono stati fissati due nuovi incontri tra azienda e sindacati per l’8 e il 9 gennaio 2026, mentre il prossimo tavolo regionale è previsto successivamente, nella seconda metà di gennaio.

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