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Belluno
01 agosto | 16:08

Via libera agli animali domestici per i pazienti ricoverati: l’Ulss 1 Dolomiti accoglie la proposta di Apaca di “pet visiting” in ospedale

L’Ulss 1 Dolomiti ha dato ufficialmente il via libera alle visite di cani e gatti di proprietà dei pazienti ricoverati. I proprietari potranno fare richiesta con apposita modulistica per il periodo di degenza in ospedale: valutati i singoli casi, medici e reparti potranno autorizzare le visite in luoghi dedicati. La proposta di ‘pet visiting’ arriva dall’associazione Apaca, che chiederà anche alle Rsa bellunesi di seguire l’esempio

BELLUNO. Cani e gatti potranno far visita ai proprietari ricoverati in lungodegenza nelle strutture dell’Ulss 1 Dolomiti (ospedali, hospice, case di comunità ecc.): da oggi saranno infatti online la procedura e la modulistica necessaria per richiederne l’accesso. “Una proposta che arriva in uno scenario di sempre maggiore sensibilità dell’utenza verso gli animali d’affezione, voluta anche perché ormai numerosi studi scientifici dimostrano i benefici psicofisici derivanti dal contatto con il proprio animale” afferma Maria De Salvador, veterinaria dell’Ulss 1 Dolomiti

 

Sono state già diverse finora le richieste da parte dei pazienti di poter incontrare il proprio compagno a quattro zampe. Non è difficile crederlo, se consideriamo che in Italia si stimano 65 milioni di animali da compagnia, mentre nella sola anagrafe canina della provincia di Belluno sono registrati circa 35.000 cani. Per i gatti invece, non essendo ancora obbligatorio il microchip, non vi sono stime certe: di fatto, però, gli animali domestici sono sempre più numerosi, con una crescita di 5 milioni di esemplari dopo il Covid rispetto al periodo pre pandemia.

 

Quali sono i principali effetti positivi sul benessere umano? “Ad esempio - prosegue De Salvador - la riduzione di stress e ansia, ancora più evidente se consideriamo un contesto in cui ci sono persone con patologie spesso croniche, ma anche il miglioramento dell’umore e la stimolazione cognitiva, in particolare per anziani con malattie neurodegenerative”. Via libera dunque a cani e gatti di proprietà dei pazienti, ma con alcune prescrizioni: oltre all’apposita richiesta, sono necessari il certificato di iscrizione all’anagrafe per i cani (si può richiedere al canile sanitario o al proprio veterinario), una polizza assicurativa, il libretto veterinario con la vaccinazione Leptospirosi e trattamenti antiparassitari (questi ultimi effettuati entro i 10 giorni precedenti) e un certificato di buona salute dell’animale. Non sono ammessi invece animali in fase estrale (in calore), cuccioli di età inferiore ai sei mesi e cani classificati come mordaci o a rischio di aggressività.

 

“Si tratta di una progettualità evidenziata sia dai pazienti sia dall’associazione Apaca - evidenzia il commissario Ulss 1 Dolomiti Giuseppe Dal Ben - e seguita in azienda dalla direttrice sanitaria Maria Caterina De Marco, dal dottor Enrico Francione (direttore del servizio veterinario) e dalla dottoressa De Salvador. Oggi siamo arrivati finalmente a un protocollo che illustra le caratteristiche che un animale deve avere per venire a trovare il proprietario in ospedale”. Il paziente potrà richiedere l’accesso per tutto il periodo di degenza: tempi e modalità saranno concordati con i reparti e gli incontri avverranno in spazi dedicati. I cani devono essere inoltre condotti con guinzaglio di lunghezza pari o inferiore a 1,5 metri e indossare la museruola, mentre i gatti devono trovarsi nel trasportino, adottando le misure necessarie per evitare la fuga se liberati. “Consigliamo - aggiunge De Salvador - di far valutare l’animale dal proprio veterinario o dall’educatore cinofilo per essere sicuri che si possa introdurre nella struttura. Inoltre, i cani devono essere abituati a guinzaglio e museruola, affinché l’esperienza non sia per loro fonte di stress”. 

 

Soddisfazione espressa anche da Apaca, che da diversi anni ha stipulato con l’Ulss un protocollo di gestione dei cani randagi o abbandonati, al quale ora si aggiunge questa iniziativa. “La convenzione con Ulss è sempre stata molto importante - afferma la presidente Paola Lotto - e abbiamo collaborato sempre bene con il canile sanitario. Siamo molto orgogliosi che sia stata accolta la richiesta, perché siamo tra le poche realtà del Veneto e dell’Italia a procedere in tal senso: penso che farà piacere a tutti i cittadini e spero sia preso come esempio anche altrove. Apaca ha sottoposto alla direzione generale dell’Ulss una proposta di ‘pet visiting’ per integrare le aspettative dei bellunesi con le cautele indispensabili nell’ambito ospedaliero: siamo quindi grati per la sensibilità dimostrata dall’azienda e dai medici coinvolti. Per noi è un risultato significativo, che dedichiamo ai bambini e alle persone costrette dalla malattia a lasciare il proprio amato animale”.

 

Nelle prossime settimane, l’associazione fa sapere che avanzerà richiesta anche alle Rsa bellunesi di dare spazio, accanto alla pet therapy, all’ammissione degli animali da compagnia di proprietà degli anziani ospiti.

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