Carenza medici e infermieri, la difficoltà è trovare personale. L'Azienda sanitaria: “Basta allarmismi: possiamo assumere, il problema è che non ci sono professionisti”
Il commissario dell'Ulss 1 Dolomiti Giuseppe Dal Ben: "Il tema centrale semmai è che, pur avendo economicamente la possibilità di assumere tutti i medici che ci servirebbero, dobbiamo trovarli. Non solo Belluno, ma tutte le aziende sanitarie del Veneto affrontano questo problema"

BELLUNO. Gli allarmi sulla carenza di professionisti sanitari sono all’ordine del giorno quando si parla di sanità italiana. Anche Belluno non è da meno: l’Azienda sanitaria ribadisce però che, negli ultimi anni, la crescita nel totale dei medici c’è stata, e la volontà di assumere non manca. A rimanere tuttavia difficile è reperire le figure necessarie.
Qual è la situazione nel territorio? A livello meramente numerico, nel 2023 c’erano 3.528 dipendenti con 390 medici, nel 2024 si è passati a 3.556 dipendenti con 398 medici, mentre lo scorso anno i dipendenti erano 3.593 con 426 medici.
“C’è stato un aumento di 36 unità nel personale medico - sottolinea Giuseppe Dal Ben, commissario Ulss 1 Dolomiti - perciò l’azienda sta andando avanti con un saldo positivo. Certo rimane la criticità a livello infermieristico, dove abbiamo ampia necessità di assumere, ma a livello di personale l’andamento è nel complesso positivo”.
Niente allarmismi dunque: anzi, sarebbe bene evitarli. “Se continuiamo a dire che vanno via tutti - prosegue - difficilmente arriverà qualcuno, per cui bisogna fare attenzione a quello che si scrive perché ha delle ripercussioni. Anche in anni di difficoltà abbiamo aumentato le risorse interne e questo va fatto sapere. Il tema centrale semmai è, pur avendo economicamente la possibilità di assumere tutti i medici che ci servirebbero, dobbiamo trovarli. Non solo Belluno, ma tutte le aziende sanitarie del Veneto affrontano questo problema: emaniamo perciò molti avvisi, che di fatto sempre aperti, e abbiamo cercato di fare il possibile anche sul fronte residenziale (qui i dati), però poi ci si scontra con una realtà nella quale la carenza dei professionisti si fa sentire a ogni livello territoriale”.
Ogni area, inoltre, fa storia a sé. “Sul fronte dell’igiene pubblica - commenta Sandro Cinquetti, direttore del dipartimento - siamo oggi nella situazione per cui i medici nati negli anni Cinquanta stanno andando in pensione, quelli degli anni Sessanta sono il fulcro della sanità attuale, mentre tra i nati negli anni Settanta e Ottanta c’è stata una grande difficoltà in termini di ingressi in medicina, che stiamo pagando. Il trend è cambiato con gli anni Novanta e saranno soprattutto i nati degli anni Duemila a riempire nuovamente le piante organiche”.
Per la salute mentale, intanto, sono in arrivo questo mese due nuovi psichiatri tra Belluno e Feltre. “La psichiatria - conclude Paola Paludetti, direttrice dei servizi socio-sanitari - rappresenta il problema più rilevante. Queste nuove risorse saranno quindi indispensabili, mentre una terza dottoressa straniera sta completando le pratiche per il riconoscimento della specializzazione estera e poi entrerà nell’organico. Il tema in questo caso è la continuità dei professionisti: non è che non riusciamo a coprire le guardie, ma la continuità aiuta molto a seguire i nostri pazienti. C’è da dire che questa difficoltà di continuità e di reperimento di personale è servita nel territorio, anche con l’arrivo della dottoressa Spano a Feltre, a rivedere l’organizzazione e soprattutto iniziare a contagiare anche Belluno, perché il confronto ora tra i due direttori (Mariangela Spano e Aldo Gatto) è proficuo, con una crescita per entrambe le parti”.












