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Trento
28 ottobre | 20:49

Da Fiemme a Trento, l'Altipiano di Pinè esce allo scoperto e i 4 sindaci (con l'ok dei Consigli comunali) scrivono per cambiare ambito turistico

Nella riforma l'Apt Pinè/Cembra è stata accorpata a quella della val di Fiemme. Il territorio era apparso convinto della direzione ma quasi un anno dopo la richiesta dell'Altipiano è quella di passare a Trento: "Nuove possibili sinergie di valorizzazione"

TRENTO. Un altro possibile rimescolamento dei "confini" turistici in vista: le amministrazioni di Albiano e Fornace, Baselga di Piné e Bedollo guardano verso il capoluogo e sono uscite allo scoperto con le votazioni nei rispettivi consigli comunali e poi con una lettera firmata da quattro sindaci. Quella che inizialmente sembrava la fusione più "certa e convinta" nella cornice della riforma del settore firmata dall'assessore Roberto Failoni subisce una sorta di battuta d'arresto. 

 

L'Azienda per il turismo Pinè/Cembra è stata accorpata a quella della val di Fiemme. Una nuova organizzazione che sembrata quasi naturale in ottica Olimpiadi 2026 in primis ma anche perché il territorio è apparso molto convinto a voler intraprendere questa direzione. Anzi, l'Apt d'ambito si è quasi mossa prima della legge per cercare di armonizzare la struttura. Quasi un anno dopo qualcosa ha iniziato a scricchiolare. 

 

Se la val di Cembra è confluita nella governance della val di Fiemme (Qui articolo), sono emersi invece i primi segnali di incertezza sul fronte Pinè. Ora il passaggio successivo: c'è voglia di Trento e del Monte Bondone. Una richiesta legittima e che tecnicamente possibile per effetto delle norme inserite nella riforma del turismo, provvedimento che ragiona anche a livello di comune catastale.

 

"Nel corso del 2022 - si legge nella lettera firmata da Martino Lona (Albiano), Alessandro Santuari (Baselga di Pinè), Francesco Fantini (Bedollo) e Mauro Stenico (Fornace) - le amministrazioni hanno intrapreso un percorso di confronto e di dialogo relative a nuove possibili sinergie di valorizzazione congiunta dei territori di competenza. Territori in parte già legati da dinamiche storiche di condivisone, a cominciare, per esempio, dall'appartenenza alla Magnifica comunità pinetana. Ancora oggi una significativa testimonianza della storia locale è visibile nelle tracce o nella presenza di antichi manieri, edifici o attività che il tempo ha lasciato in eredità: castelli, estrazione di materiali pregiati, zone archeologiche e altri molteplici gioielli culturali".

 

I segmenti da sviluppare sono almeno 6 tra ambiente, porfido, storia locale e religione, enogastronomia, scuola e associazionismo locale, collegamenti con Trento.


"Questa ricchezza - spiegano i primi cittadini - costituisce un patrimonio passibile di nuove e innovative strategie di valorizzazione a vantaggio del turista e delle popolazioni locali. Fulcro di interesse comune dei quattro territori è rappresentato oggi dalla presenza di una risorsa naturale di pregio assoluto: il porfido, la cui storia affonda le radici nell'antichità e che ha svolto un ruolo decisivo per lo sviluppo socio-economico delle comunità di riferimento. Da anni le amministrazioni interessate hanno mostrato grande interesse al connubio porfido-cultura, che si è concretizzato in eventi culturali di tenore elevato. In questa prospettiva la cava viene concepita e presentato non soltanto nelle vesti di luogo di fatica e di duro lavoro ma anche quale palcoscenico naturale per la realizzazione di proposte (concerti, spettacoli, visite guidate scolastiche...) particolarmente rilevanti per l'avvicinamento del pubblico a un contesto non sempre conosciuto o accessibile".

 

E c'è la richiesta di cambio di direzione: "I quattro Comuni, supportati dalla positiva e unanime valutazioni dei rispettivi Consigli, hanno approvato un atto di indirizzo finalizzato alla valutazione di spostamento dei Comuni medesimi dell'ambito territoriale numero 2 (val di Fiemme, Altopiano di Pinè e val di Cembra) nell'ambito numero 8 (Trento e Monte Bondone)".

 

Il piano è stato studiato anche per mantenere la continuità territoriale. "La disponibilità e l'interesse manifestati da Albiano e Fornace consentirebbe nel rispetto del vincolo di continuità territoriale, la modifica d'ambito anche per i Comuni di Baselga di Pinè e di Bedollo con i quali è da tempo attivo un proficuo rapporto di collaborazione. La proposta dovrà ora essere valutata dall'Apt Trento e Bondone e dalle autorità provinciali competenti alle quali sono già state3 inviate le delibere consiliari di riferimento, corredata da apposta lettere firmata dai quattro sindaci", concludono Lona, Santuari, Fantini e Stenico.

 

A proposito di Olimpiadi 2026 in ballo c'è la riqualificazione dell'Icerink di Pinè con progettazioni avviate per un volume di 50 milioni circa (Qui articolo) e l'ente pubblico si potrebbe trovare a investire anche per il restyling del palazzetto del ghiaccio del capoluogo, opera che insisterebbe a quel punto sullo stesso ambito turistico in caso di semaforo verde al passaggio su Trento.

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