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Emergenza casa, tante famiglie sotto sfratto: “Ci cacciano per far spazio ai turisti, sono in sedia a rotelle e abbiamo 2 figli piccoli per noi trovarne un'altra sembra impossibile”

Crescono le famiglie che si trovano in difficoltà, il racconto di chi è sotto sfratto: “Mai avuto problemi ma non hanno voluto rinnovarci il contratto”. L’organizzazione sindacale degli inquilini: “In Trentino molti preferiscono affittare ai turisti perché pagano di più, ma così si alzano i prezzi anche sul libero mercato”

Foto d'archivio - Facebook ASC Venezia Mestre Marghera
Di Tiziano Grottolo - 08 aprile 2022 - 06:01

ARCO. “Sono su una sedia a rotelle, abbiamo due figli minori e in pochi mesi perderemo la casa perché abbiamo ricevuto lo sfratto”. È questo il grido di allarme che arriva da una famiglia dell’Alto Garda che sta attraversando un momento di difficoltà e in questo momento non riesce a trovare una casa. In Trentino sono molte le famiglie che si trovano in una situazione simile. 

 

Dall’inizio dell’anno infatti la moratoria sugli sfratti non è più in vigore, a fine gennaio erano circa 300 le famiglie che rischiavano di non avere più una casa. A questo si aggiungono i rincari in bolletta che per molti possono rappresentare il colpo di grazia.

 

“Siamo iscritti da 6 anni alle graduatorie non siamo mai riusciti ad avere un alloggio Itea adeguato”, riprende il padre di famiglia. A proposito di case Itea, come spiegato a Il Dolomiti dalla vicesindaca di Riva con delega alle politiche sociali, Silvia Betta, nei primi mesi del 2022, nell’Alto Garda sono stati effettuati 15 sfratti, altri 5 diventeranno effettivi nelle prossime settimane. “Esistono persone – ha sottolineato Betta, parlando di una vera e propria emergenza casa – che non riescono ad accedere agli alloggi Itea ma allo stesso tempo il loro reddito non gli consente comunque di pagare un affitto nel libero mercato”.

 

Il problema della famiglia sotto sfratto però, è soprattutto quello di trovare un alloggio adeguato. “Con la mia disabilità ho bisogno di spazi adeguati, i primi appartamenti che ho visto erano tutti senza ascensore, mentre dove c’era un elevatore il bagno non era agibile, per non parlare dei prezzi”.

 

Ma com’è che la famiglia si è ritrovata in questa situazione? A fine marzo un giudice ha decretato lo sfratto, che scatterà il prossimo 24 giugno. “Non abbiamo mai avuto problemi con i pagamenti ma i proprietari non hanno voluto rinnovare il nostro contratto. Inoltre da un paio d’anni è un’agenzia che si occupa della gestione dell’immobile, l’impressione è che abbiano voluto farci andar via per trasformare anche il nostro in un appartamento per turisti, sicuramente più redditizio. La stessa cosa è successa a un’altra famiglia della palazzina”.

 

Nell’Alto Garda quello degli appartamenti turistici sta diventando un problema serio. Stando a quanto denunciato dal consigliere comunale del Partito Democratico, Alessio Zanoni, gli appartamenti turistici della zona sarebbero molti di più di quelli dichiarati. “Alloggi fantasma” che fanno alzare i prezzi delle case in zona e rendono ai residenti più difficile trovare una casa, oltre che procurare un danno alle casse dei Comuni. Secondo le stime di Zanoni solo il Comune di Riva del Garda, ogni anno, perderebbe circa 91mila euro per i mancati introiti sulla tassa di soggiorno. “Il sospetto è che vi sia una forte evasione fiscale – sottolinea il consigliere Dem – ma si tolgono appartamenti a residenti e lavoratori, sono soprattutto le fasce deboli quelle che non riescono a reperire alloggi”.

 

Il problema degli sfratti rimane aperto – conferma Manuela Faggioni, segretaria trentina di Sunia l’organizzazione sindacale degli inquilini privati e degli assegnatari di edilizia pubblica – in Trentino ci sono tante zone turistiche dove i proprietari preferiscono utilizzare gli appartamenti per scopi turistici, anche se per pochi mesi. I turisti pagano di più e lo usano per poco tempo, il problema è che questa scelta fa lievitare gli affitti sul libero mercato”.

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