Alex Barattin dalla delegazione Dolomiti Bellunesi a consigliere Cnsas: “Orgoglioso di poter mettere la mia esperienza a servizio del Soccorso alpino nazionale”
Tra i consiglieri della nuova Direzione nazionale del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (Cnsas) c’è anche Alex Barattin, che il 31 dicembre aveva terminato l’incarico alla guida della delegazione Dolomiti Bellunesi del Cnsas Veneto. “Ringrazio chi mi ha insegnato il ruolo di coordinatore e sono pronto ora a mettermi a disposizione anche per le attività nazionali. Tra le sfide ci sarà sicuramente la necessità di nuovi volontari: servono però competenze trasversali, difficili da trovare nei giovani sempre più specializzati"

BELLUNO. Entra come consigliere nella Direzione nazionale del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (Cnsas) il bellunese Alex Barattin, che il 31 dicembre scorso aveva terminato il suo incarico alla guida della delegazione Dolomiti Bellunesi presso il Cnsas Veneto, sostituito da Michele Titton.
“Ringrazio - ha detto Barattin a il Dolomiti - chi mi ha dato fiducia e quanti in questi anni hanno saputo condividere con me questa attività bellissima ma complessa, insegnandomi a svolgere l'attività di coordinatore. Ora inizia una nuova fase, durante la quale metterò a disposizione la mia esperienza per le attività di carattere nazionale, pur continuando a collaborare nel nostro territorio”.
Sabato 5 aprile si è infatti svolta a Milano l’Assemblea nazionale del Cnsas, con la rielezione del Presidente e il rinnovo della Direzione nazionale. Non sono ancora state assegnate le deleghe, che Barattin ritiene saranno definite a stretto giro.
“Si tratta di un nuovo percorso ancora da definire - prosegue - e ci vorrà un po’ di tempo per capire come saranno distribuiti gli incarichi all’interno del consiglio. Anche per questo, in questa fase iniziale non so dire con esattezza quali saranno gli obiettivi principali da perseguire, ma possiamo immaginare che, a partire dalla formazione, i temi e le attività da portare avanti saranno i medesimi ovunque, anche se declinati in base alle esigenze di ciascun territorio. L'importante è sempre avere buona volontà e proseguire con lo spirito giusto del fare”.
Recentemente, il suo successore alla guida della delegazione locale Titton ha sottolineato come il nostro territorio, uno dei più difficili del comparto alpino per l’unicità delle sue pareti dolomitiche, abbia sempre maggiore necessità di giovani alpinisti che entrino nel Corpo. Appello all'avvicinamento di nuovi volontari - in questo caso con in più la passione per i cani - rinnovato anche dalle unità cinofile durante il Corso nazionale svoltosi a Col Gallina. In base alla sua esperienza, condivide le parole dei colleghi?
“Negli anni si fa sicuramente sempre più fatica a trovare giovani con multicompetenze. Puntare sulle specializzazioni - conclude - può portare magari ad avere l’alpinista bravo ad arrampicare ma che non sa sciare, e viceversa, mentre diventa difficile trovare personale in grado di fare un po’ di tutto con buone competenze alpinistiche. Sarà certamente una sfida del domani, perché queste ultra specializzazioni comportano il rafforzamento del mono settoriale, invece i nostri regolamenti richiedono il possesso di competenze trasversali sulla frequentazione dell’ambiente alpino in tutte le condizioni, invernali ed estive, di bassa e alta quota.
È quindi fondamentale una preparazione minima per tutte le possibili situazioni, oltre a una maturità personale che consente di sentirsi tranquilli in ogni circostanza, per poter poi aiutare gli altri. Purtroppo, oggi, si fatica a trovare tale preparazione nei ragazzi che vogliono entrare nel Soccorso alpino, in aggiunta al calo demografico che interessa particolarmente le zone montane. Tuttavia va anche detto che il Veneto è una delle Regioni nelle quali il volontariato è una realtà molto importante e presente: ciò non toglie che dovremo continuare a prestare una certa attenzione per “accaparrarci” quei giovani che hanno la voglia di intraprendere questo percorso”.












