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Biotestamento, il Movimento 5 stelle: "Il Comune istituisca un registro", Zeni: "Apss pronta nel 2018"

Dopo il via libera del Parlamento, il biotestamento sbarca in provincia tra i banchi del Consiglio comunale. La Provincia ha però già avviato un percorso, Zeni: "Il cittadino è giusto sia informato e consapevole delle proprie decisioni"

Di Luca Andreazza - 21 dicembre 2017 - 06:34

TRENTO. Dopo il via libera del Parlamento, il biotestamento sbarca in provincia tra i banchi del Consiglio comunale. Il Movimento 5 stelle ha presentato una proposta di delibera affinché il Comune istituisca e tenga un registro per la dichiarazione di volontà anticipata per i trattamenti sanitari.

 

"L'intenzione - spiega Andrea Maschio, consigliere comunale targato Movimento 5 stelle - è quella di vedere Trento in prima fila in questa partita. Ora per rendere il testamento biologico effettivamente valido la persona dovrebbe andare da un notaio, ma se viene istituito un registro e il Comune si fa garante delle disposizioni ricevute, che ovviamente devono essere a norma di legge, i tempi si accorciano".

 

Una presa di posizione non nuova per i pentastellati, i quali a metà novembre si erano schierati dalla parte dell'Associazione Luca Coscioni.

 

In quel periodo la legge sul biotestamento era in stallo alle Camere. Il Governo aveva firmato nel 2001 la Convenzione sui diritti umani e la biomedicina di Oviedo del 1997, ma l'approvazione stentava ad arrivare. La richiesta era quella di mobilitare i sindaci per fare pressione e portare a casa la norma. Un mese dopo ecco l'approvazione e quindi si passa al livello successivo.

 

Ora la discussione si sposta, infatti, sul territorio.  Non solo in Comune, ma anche in Provincia. "Ora che il quadro normativo nazionale è completo - commenta l'assessore Luca Zeni - possiamo ulteriormente sviluppare un percorso iniziato negli ultimi tre anni. L'obiettivo è quello di arrivare entro il 2018 con la possibilità di dichiarare anticipatamente le proprie volontà".

 

Un percorso iniziato in sordina. "Siamo stati cauti - afferma l'assessore - in quanto mancava una normativa nazionale e il Friuli, seppur Regione speciale, si era visto bocciare il progetto e la legge provinciale".

 

Provincia e Azienda provinciale per i servizi sanitari hanno già iniziato, infatti, a raccogliere le volontà per i malati terminali o affetti da gravi patologie. "Abbiamo messo a disposizione - spiega l'assessore - esperti e medici per raccogliere le indicazioni di trattamento. Un progetto al quale hanno aderito una decina di pazienti nel 2015, una ventina nel 2016 e oltre cinquanta in questo 2017". 

 

Ora tutti hanno la possibilità di stilare una dichiarazione insieme al proprio medico di base. "Il cittadino - conclude Zeni - è giusto sia informato e consapevole delle proprie decisioni. Le intenzioni a proposito delle cure da intraprendere in caso di mancata coscienza saranno inserite in un database, al quale tutti i medici avranno accesso in caso di necessità. Un sistema solido e già strutturato in capo all'Apss: in questo modo si azzerano i tempi delle decisioni da prendere nel pieno rispetto delle volontà".

 

 

 

 

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