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Il Movimento 5 Stelle a fianco della famiglia che non vuole vaccinare il bambino: "Appuntamento a Calceranica alle 8.30"

Alla manifestazione, di giovedì, di protesta c'era anche Degasperi che su Facebook ha scritto un post dal titolo "la scuola dell'inclusione". Il Movimento di Levico cita Thomas Jefferson e la disobbedienza civile che però c'entra poco con questa vicenda. Chiave del concetto, infatti, è che le conseguenze di una legge considerata ingiusta dovrebbero ricadere su se stessi e non su terzi inconsapevoli 

Di Luca Pianesi - 09 novembre 2017 - 18:00

CALCERANICA. Sta diventando una battaglia del Movimento 5 Stelle quella in appoggio alla famiglia che ha deciso di non vaccinare suo figlio, a Calceranica. Da un lato il consigliere provinciale Filippo Degasperi, presente anche alla manifestazione di protesta di giovedì mattina davanti alla scuola materna ed elementare del paese, dall'altra la sezione di Levico del Movimento che al grido "no coercizione" si prepara ad accompagnare la mamma, che ha deciso di non mettere in regola suo figlio (una delle tre famiglie "non conformi" della provincia), anche nei prossimi giorni davanti alla scuola. 

 

E' fissata per oggi (venerdì), infatti, alle 8.30 in via delle Scuole l'ennesima manifestazione per chiedere di far entrare il bambino nella sua scuola. Un bambino, ovviamente, incolpevole e inconsapevole che sta "pagando" in questo modo la scelta presa dai suoi genitori che tramite lui combattono una sorta di battaglia di disobbedienza civile. E infatti l'immagine scelta da dal Movimento 5 Stelle di Levico per l'evento su Facebook è quella del terzo presidente degli Stati Uniti, Thomas Jefferson, affiancato dalla celebre frase: "Se una legge è ingiusta un uomo non ha solo il diritto di disobbedire, è suo dovere farlo". Una delle frasi simbolo della disobbedienza civile, appunto. 

 

Ma c'è un ma: elemento cardine della disobbedienza civile è "pagare" in prima persona gli effetti della legge che si ritiene sbagliata. Per "svegliare" la coscienza altrui si fa in modo che la legge, anche se ritenuta ingiusta, faccia il suo corso arrivando alla "punizione" prevista, e quindi si fa in modo che compia la supposta ingiustizia. Un esempio? Sempre restando in America si pensi alle grandi battaglie di coloro che erano contrari alla guerra in Vietnam. Ci si rifiutava di fare la leva obbligatoria e allora si finiva in carcere, si perdevano diritti e opportunità (Muhammad Alì fu squalificato per quattro anni, perse il titolo e sfiorò la galera), ma consapevolmente, per mostrare ad amici e genitori quanto fosse sbagliata quella legge.  

 

Oggi accade diversamente: le scelte dei padri (e delle madri) ricadono sui figli. Sono i bambini a pagare per la "disobbedienza civile" dei loro genitori. Bambini, tra l'altro di tre/quattro anni assolutamente ignari di tutto. La protesta di giovedì ha messo proprio i bambini in mezzo a una manifestazione di protesta, tra urla, striscioni e divise delle forze dell'ordine. Ha visto una mamma tenere in braccio a lungo davanti ai cancelli della scuola e a quanti erano presenti, il suo bambino che senza averlo chiesto si trova al centro di un dibattito molto, ma molto, più grande di lui.

 

E la scelta di quei genitori ha costretto la scuola e l'amministrazione ad agire nell'unico modo consentito a delle istituzioni: facendo rispettare la legge e quindi respingendo quel bimbo. La battaglia dovrebbe essere politica e giuridica e basta. E a livello politico, pare, qualcuno si stia muovendo qui in Trentino. Come dicevamo è il Movimento 5 Stelle che con il suo consigliere provinciale Filippo Degasperi e la sezione locale di Levico si sta spendendo in via diretta (nonostante la posizione ufficiale del Movimento nazionale sui vaccini resti questa) per sostenere la battaglia della famiglia di Calceranica. 

 

Filippo Degasperi su Facebook ha postato, al titolo "La scuola dell'inclusione", un commento di questo tenore: 

 

 

E a Degasperi fanno eco quelli del Movimento di Levico:

 

 

 

 

 

 

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