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CasaPound, a Trento Simone di Stefano: ''Agli elettori chiedo di essere coraggiosi''. Castaldini: ''Siamo gli unici nei quartieri vicini ai cittadini''

L'incontro si è tenuto ieri sera all'hotel Everest. Alte tensione in strada con una cinquantina di anarchici. Carica di alleggerimento della polizia. Il candidato presidente di CasaPound: "Siamo diversi dagli altri partiti''

Di G.Fin - 15 ottobre 2018 - 11:46

TRENTO. “Dobbiamo chiedere agli elettori di essere coraggiosi, non è più il momento di stare nascosti ma di sostenere le scelte radicali per la nostra nazionale”. Simone Di Stefano, leader nazionale di CasaPound, non ha fatto mancare il proprio intervento ieri sera all'hotel Everst per sostenere la candidatura a presidente di Filippo Castaldini.

 

L'incontro è iniziato con circa mezz'ora di ritardo ed in un clima di alta tensione a causa di una trentina di anarchici che con slogan urlati hanno cercato di contestare l'appuntamento.

 

“In questa sala – ha affermato ad inizio serata Filippo Castaldini – siamo un centinaio di persone e questa è la migliore risposta a quegli 'scemi del villaggio' che hanno cercato di impedirci di parlare pur sapendo che non ci sarebbero riusciti”.

 

Per Castaldini oggi più che mai è “fondamentale non tanto spiegare il programma di CasaPound, formato comunque da punti importanti e battaglie portate avanti, ma far capire che CasaPound è diversa da altri partiti”.

 

Una diversità “antropologica” ha spiegato il leader trentino del movimento di estrema destra che si vedrà anche dopo le elezioni. “Noi non siamo qui per imbonire con slogan o frasi fatte – ha affermato Castaldini - e in tutti gli incontri sul territorio non abbiamo chiesto il voto una sola volta pur essendo consapevoli dell'importanza di entrare in quelle aule. Ma CasaPound è anche e soprattutto altro. Siamo gli unici che riempiono le sale con ragazzi giovani e il 22 ottobre saremo gli unici a rimanere nei quartieri a rimboccarci le maniche e a portare avanti le battaglie per i cittadini”.

 

A parlare di “voto buttato” per quei politici che oggi chiedono la preferenza e poi "per cinque anni fanno i propri interessi" è il segretario nazionale di CasaPound Simone di Stefano.

“Noi non viviamo per le elezioni – ha affermato – ma ci interessa partecipare e vincere se si può per entrare nei consigli e al Parlamento. Ci interessa di più, però, quello che stiamo costruendo, la nostra proposta politica non potrà essere cancellata o comprata”.

 

Parole critiche anche nei confronti dell'attuale governo Giallo-Verde. “Alle scorse elezioni politiche – ha spiegato Di Stefano – i leghisti sui social dicevano 'Non dovete votare CasaPound ma la Lega perchè altrimenti governeranno i 5 Stelle' ed ora sono al governo assieme. Hanno preso delle idee dal nostro programma ma fino ad oggi su tante cose sono rimasti solo alle parole”.

 

Diversi i temi citati da Di Stefano durante l'incontro, a partire dal lavoro, “che manca per le nuove generazioni”. “Invece che spendere miliardi per il reddito cittadinanza – afferma – quei soldi sarebbero stati usati meglio per creare posti di lavoro e assumere quei giovani costretti ad andarsene dall'Italia”. C'è poi il problema della casa e la bassa natalità. Non manca la questione immigrazione. “Per quale motivo questo governo non riesce ad avere il coraggio per fare un serio piano di rimpatrio?” si chiede infine il leader di CasaPound.

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