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Perego propone il teser: ''Scariche elettriche a chi piscia sui muri". I candidati a confronto sul tema della sicurezza in centro

Al dibattito sulla sicurezza organizzato dall'associazione Rinascita Torre Vanga, il confronto con i candidati sul tema sicurezza. Poche persone e poche idee. Questi tutti per l'aumento delle pattuglie in strada, pochi per politiche di partecipazione e prevenzione

Pubblicato il - 17 ottobre 2018 - 17:46

TRENTO. "Sicurezza e percezione: Trento è una città a rischio?". Il titolo dell'incontro elettorale organizzato dall'Associazione Rinascita Torre Vanga, che negli ultimi anni ha cercato di attirare l'attenzione sulla situazione della zona di Santa Maria, aveva un titolo decisamente accattivante. Peccato che in platea non c'erano nemmeno 50 persone, compresi i giornalisti e i supporter dei candidati presenti sul palco.

 

Candidati che invece sono arrivati in buon numero, in rappresentanza di quasi tutte le 22 liste in gara per le prossime elezioni. Tutti con la loro ricetta per contrastare il degrado, lo spaccio, la microcriminalità che affligge, secondo i residenti, buona parte del circondario della Portela, compresa la piazza di Santa Maria Maggiore e piazza Dante.

 

E' prevalsa la linea dell'ordine pubblico come unica via, tesi maggioritaria nelle dichiarazioni dei candidati, da destra a sinistra. Solo due gli aspiranti politici che hanno cercato di affiancare al pur necessario controllo del territorio affidato a pattuglie e volanti un intervento sociale e culturale: Paolo Ghezzi di Futura e Luca Facchini di Liberi e Uguali.

 

Il primo ha detto che è ben giusto reprimere tutti i reati, anche quelli minimi che innescano il fenomeno dell'insicurezza nei cittadini, ma che si dovrebbe parlare anche di prevenzione. Ha proposto come antidoto al degrado la partecipazione, anche organizzata: "Giovani in servizio civile che affianchino operatori in una sorta di interposizione sociale".

 

Il secondo, tra realtà e percezione, ha ricordato il numero dei reati in calo: "Non c'è un'emergenza sicurezza". Facchini non sminuisce il sentimento dei cittadini, "ma la risposta non può essere una militarizzazione perché così un quartiere muore". Anche per lui la partecipazione è fondamentale, "solo così un quartiere torna a vivere".

 

Anche per la candidata di Autonomisti popolari Barbara Balsamo sono le persone per bene che devono riprendersi le strade e e piazze. "Ora siamo noi che evitiamo i luoghi frequentati dalla microcriminalità, ma dobbiamo diventare elemento di disturbo e fare in modo che siano loro ad evitare quei luoghi".

 

A disposizione di ogni candidato soltanto tre minuti per spiegare la propria posizione, poi un terribile suono che annunciava il tempo scaduto. E tre minuti sono pochi, soprattutto se si vuole argomentare e proporre un minimo ragionamento: vanno bene per gli slogan. Il più gettonato: "Più agenti sul territorio".

 

E così la Lega, con Gianni Festini Brosa, si è attribuito la vittoria dell'aumento del contingente in capo alla questura: "Siamo stati noi, con il governo nazionale, ad aumentare il numero degli agenti a Trento, con l'inserimento di 19 nuove unità".

 

Ma l'ex questore Massimo D'Ambrosio, sul palco a rappresentare Fratelli d'Italia, ha spiegato che questo numero non basta nemmeno a coprire quelli che quest'anno saranno pensionati. "Li ho chiesti io quei nuovi agenti ma non sono per niente sufficienti". Anche per lui servono più uomini, "addestrati e aggiornati". E anche per Dallalda di Civica Trentina: "Più potere alle forze dell'ordine".

 

Più uomini in divisa sono la soluzione anche per Andrea Robol del Pd, per Pattini del Patt e Raffaella Gibelli dell'Udc, che aggiunge: "Bisogna controllare i negozi di via Prepositura che mandano soldi all'estero". Per D'Alterio dei 5 Stelle e per Resta di Agire per il Trentino serve un Corpo unico della Polizia locale trentina. Per Monegaglia di Riconquistare l'Italia è lo Stato che deve assicurare polizia più giovane togliendo il blocco del turn over".

 

Drastico invece Maurizio Perego, di Forza Italia: "Il teser, la pistola elettrica, deve essere in dotazione anche ai vigili urbani, perché se qualcuno piscia sul portone di una casa o di una chiesa una bella scarica elettrica se la merita". E si arrabbia con il sindaco che si è detto contrario all'uso di quest'arma. Perché è un'arma e non potrà mai essere usata come punizione, nemmeno per chi piscia sul portone di qualcuno. Sarebbe un uso improprio che sarebbe sanzionato gravemente.

 

Ma per Perego sono proprio i vigili il problema, che secondo lui non fanno niente: "Stanno chiusi tutto il giorno in macchina a giocare con il telefonino. Ho le foto e i video che lo dimostrano. Fermi in macchina quando fuori spacciano". A proposito di spaccio, è però Roberto Avanzi di Progetto Trentino a fare una semplice domanda: "Se ci sono così tanti spacciatori è perché sono tanti i consumatori. Non sarebbe buona cosa parlare anche di prevenzione?"

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