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| 11 dic 2018 | 20:41

Tra urla, insulti e tanto dialetto Fugatti conferma il programma di governo. Rossi: ''In Trentino non ci si può nascondere''

In consiglio provinciale tanti gli interventi sulla relazione programmatica del presidente della Provincia e moltissime le domande e le richieste di chiarimento dalla terza corsia dinamica, alla vicenda lupi e orsi per le minoranze sono più le risposte contro la vecchia amministrazione che le nuove proposte

TRENTO. Urla, insulti, battute, tanto dialetto e anche un dito medio che spunta, più o meno palesato. Se il buongiorno si vede dal mattino quello di ieri, in quanto uno dei primi consigli provinciali della nuova era Fugatti, segna il tempo e dà il via al 'cambiamento' tanto atteso. Il presidente della Provincia ha ascoltato le repliche alla sua relazione programmatica di governo (quella che parlava di Valdastico, presepe, revisione del trilinguismo, università che si occupa di formazione e ricerca ancorata al territorio, integrazione forzata dei migranti e altro QUI TUTTO QUELLO CHE AVEVA DETTO) e poi ha controreplicato punto per punto alle critiche

 

Il consigliere leghista Savoi ha usato toni molto accesi. Ha parlato di ''irresponsabili e criminali'' riferendosi alle opposizioni che stanno criticando la nuova Giunta, ha aggiunto che in poco tempo il governo del cambiamento ha bloccato l'invasione degli immigrati clandestini ribadendo che ''il nostro sarà il governo del buonsenso, che fa le cose il semplici come la riapertura del punto nascite di Cavalese''. Quando ha preso la parola Manica del Pd per chiedere al nuovo presidente del consiglio provinciale Kaswalder di riprendere le redini dell'aula e dirgli ''questo non è un bar e le parole hanno un peso e non è accettabile farsi dare del delinquente e del mafioso'' Savoi si è alzato e mentre se ne andava ha mostrato un dito medio più o meno evidente al consigliere (che ha commentato ''con ironia potrei dire che forse avrei dovuto essere più preciso, e chiedere oltre al linguaggio anche gesti consoni all'Aula. Senza ironia, credo che stiamo andando davvero troppo in basso'').

 

Anche Degasperi dei 5 Stelle ha chiesto un intervento del presidente. “Metterla in caciara – ha affermato - è un attimo, basterebbe parlare dei 49 milioni di euro della Lega. Nessuno della minoranza ha usato toni inopportuni. Se vogliamo metterla in politica da bar basta dirlo. Ci vuole un attimo a cambiare il tono”. E quindi è toccato a Rossi che ha ricordato ai leghisti che è duro stare all’opposizione ma è più duro stare al governo. ''Anche perché in Trentino - ha detto - non ci si può nascondere. E i trentini, quando le elezioni si allontanano, l’euforia elettorale va scemando vogliono risposte''. Rossi ha quindi ringraziato l’assessore Spinelli il quale, in controtendenza (rispetto al resto della maggioranza) ha detto che siamo in ripresa dalla fine del 2013 quindi col governo di centro sinistra. Altro ringraziamento all’assessore Bisesti, il quale sul tema dei presepi a scuola, ha affermato che si tratta di un semplice auspicio, ''una cosa buona questa, ma che mostra le difficoltà di chi governa: un giorno si dice che i presepi di devono fare e poi che si tratta di un auspico perché non si possono imporre''.

 

Rossi ha quindi richiamato Fugatti sui temi concreti. ''La terza corsia dell’A22 è la terza corsia o la terza corsia dinamica? - ha chiesto -. Altri chiarimenti vanno dati sul tema del maltempo in tempi brevi e in consiglio in modo ufficiale. La circolare di Fugatti sospende, a tutti i livelli, gli investimenti pubblici dei comuni e le comunità. Se era giusto fermarsi un attimo - ha detto - ora è tempo di prendere una decisione. Non vorrei che il maltempo fosse una scusa per entrare nel merito di opere già decise e fermarle senza prendersi la responsabilità di dire a questo o quel sindaco che si tratta di errori. Va applicato - ha concluso Rossi - il modello Moena per Dimaro e vanno previsti aiuti a chi deve scegliere la strada dell’imprenditoria tra i dipendenti che hanno perso il lavoro per l’alluvione''.

 

Zeni ha quindi ribadito che il linguaggio usato dalla maggioranza pesa ''perché si rischia di frammentare la comunità provocando danni irreparabili, al di là della destra e della sinistra'' e ha aggiunto che ''sembra che siano ancora all'opposizione visto che parlano solo del centrosinistra e di quel che si è fatto o non si è fatto in passato''. Il riferimento oltre a Savoi è andato subito anche all'intervento di Cia (QUI QUEL CHE HA DETTO) del mattino mentre Dallapiccola ha chiesto al nuovo presidente cosa intenderà fare di orsi e lupi ''argomenti che sono spariti dopo la campagna elettorale ma che rappresentano ancora un problema per gli allevatori. E ricordo - ha aggiunto - che è stato il Governo vostro amico ad impugnare la nostra legge per proteggere almeno le persone dai grandi carnivori''. E ha lanciato un altro tema: ''La consanguineità. La nostra popolazione di orsi - ha affermato - si sta ibridando entro due linee famigliari e quindi o si fanno scelte o si estingueranno. Gli allevatori saranno contenti ma vi troverete a dover dire che ne volete l’estinzione e ciò provocherà una crisi nazionale e internazionale''.

 

Sono seguiti altri interventi di maggioranza e minoranze e alla fine è toccato a Fugatti chiudere il cerchio. Con un discorso, onestamente, un po' confuso, ha cercato di rispondere punto su punto alle critiche che gli sono state mosse da più parti. E tra frasi in dialetto e foglietti dove recuperare domande e risposte ha ribadito quel che aveva già espresso nella sua relazione programmatica spiegando che ''noi non abbiamo la bacchetta magica ma questo non vuol dire che non abbiamo idee'' e punto per punto ha ricordato che sulla Valdastico non ci saranno passi indietro che sul Brennero non ci sono stati grandi accenni nella sua relazione ''ma voi cosa avete fatto in questi anni'', ha detto rivolgendosi alle minoranze. Sul presepe ha ribadito che è naturale che in una terra autonoma come il Trentino si difendano le tradizioni e sui grembiuli a scuola che ''nessun genitore mi ha detto che è una brutta idea, quindi inizieremo con delle sperimentazioni in qualche istituto''.

 

Sui migranti ha ricordato che il caso dei pakistani della residenza Fersina è stato principalmente simbolico e che non ci sarà ''una volontà ossessiva'', così l'ha definita, come è accaduto in passato, di integrare forzatamente gli stranieri. Molte le critiche piovute per l'aver affrontato poco o nulla il tema del lavoro. ''Se n'è parlato tanto in passato - ha detto Fugatti - noi parliamo meno ma faremo più fatti. E la nostra priorità è la sburocratizzazione. Un tema difficile da affrontare ma che è cruciale per per tutto il mondo del lavoro''. E sull'ambiente? ''Massima tutela per l'ambiente ma no all'ambientalismo che si traduce in un no a tutto''. Le dichiarazioni sono quindi proseguite nel solco di quanto tracciato due settimane fa con la relazione di programma. Dichiarazioni che non hanno assolutamente convinto le minoranze.

 

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