Bilancio, Rossi: ''Pronti tagli per 155 milioni di euro: 57 per la sanità e 27 per la ricerca''. Fugatti: ''Cittadini contenti di pagare meno tasse''
Senza emendamento Salva-Trentino nella legge di bilancio nazionale per la flat tax ci saranno 70 milioni di euro in meno per le casse pubbliche e poi ci sono le risorse per il maltempo (che da Roma ancora non si muovono). Per il presidente non è un problema: ''La lettura non è solo negativa''. L'ex governatore invece è molto critico: ''Brutto segnale''

TRENTO. "Se i cittadini e le imprese trentine pagano meno tasse credo che si debba essere contenti", questa la posizione del presidente Maurizio Fugatti rispetto a critiche e perplessità emerse dopo l'approvazione della manovra finanziaria nazionale. Il governatore (ancora) parlamentare ha votato la fiducia alla legge di bilancio che non presenta, però, quell'emendamento salva-Trentino che avrebbe permesso di salvare 70 milioni di euro nelle casse provinciali e che lui stesso aveva annunciato ci sarebbe stato (Qui articolo).
"Un importo da prendere con cautela - dice il presidente - minori tasse significa anche maggiore capacità di spesa per i cittadini e stimolo per le aziende che vogliono investire: il meccanismo alla fine porta con sé spinte positive in termini di investimenti, consumi e conseguenti tasse pagate. Quindi la lettura non è solo negativa".
Nonostante le rassicurazioni e le trattative, l'emendamento è sparito e ora la Provincia si trova nelle condizioni di correre ai ripari. A questo si aggiunge che risorse da Roma per agevolare la ricostruzione dopo l'ondata di maltempo ancora non si vedono. Un quadro, complicato, che induce a trovare i soldi in altro modo, così l'amministrazione si è attivata per far fronte soprattutto agli stanziamenti post-alluvione di fine ottobre-inizio novembre.
"Non rinunceremo comunque - aggiunge il governatore - a trattare con il governo per far riconoscere quella clausola di garanzia finanziaria sulla quale abbiamo fin da subito lavorato al fine di far riconoscere gli importanti sforzi profusi da Trentino e Alto Adige per il risanamento dei conti dello Stato. Ma, al netto di questo, crediamo che una proposta che fa pagare meno tasse anche ai nostri cittadini sia una buona notizia. Quindi chi si straccia le vesti in queste ore vuol dire che preferisce che i trentini continuino a pagare più tasse invece di pagarne meno. Noi non apparteniamo a questa categoria".
Dopo gli attacchi delle opposizioni (Qui articolo), l'ex presidente Ugo Rossi analizza la delibera e gli stanziamenti previsti per far fronte alla ricostruzione del maltempo. Il governo nazionale ha assegnato alla Provincia 2,5 milioni di euro per fronteggiare gli interventi urgenti. Tagli un po' ovunque: si va dai circa 60 milioni in meno alla sanità ai 27 milioni in ricerca e sviluppo. E ancora -22 milioni in edilizia scolastica e -20 milioni in edilizia pubblica e popolare.

"Abbiamo indicato una soluzione all'indomani del maltempo - spiega l'ex presidente - le soluzioni per non intaccare gli investimenti già pianificati è quello di aumentare il debito provinciale e immettere obbligazioni sul mercato, oltre alla ricontrattazione degli accordi nazionali (Qui articolo). Questo permetterebbe di avere risorse fresche e guardare al futuro in maniera solida e concreta. Questa Giunta invece manca di responsabilità e coraggio. Questi tagli sono un brutto segnale".
In ballo anche gli investimenti delle amministrazioni comunali trentine. "Tutto è sospeso - prosegue Rossi - solo il presidente può sbloccare le pratiche. Oggi siamo nella situazione paradossale che un sindaco deve bussare alla porta della Provincia in piazza Dante per provare a ricevere la deroga e le risorse già stanziate. Un nuovo corso brava a parole, ma i fatti sono ben altri"
Il presidente ribatte che dei 155,2 milioni di euro di riduzioni di stanziamenti di parte capitale sul triennio 2019/2021, circa 107 milioni non si tradurrebbero in minori investimenti. "Circa 32 milioni - evidenzia Fugatti - derivano da riprogrammazioni di spesa sugli esercizi successivi in relazione alla tempistica di realizzazione degli interventi (27,6 milioni per il Not e 4,5 milioni per il trasporto pubblico)".
Ecco quindi 60 milioni dalla revisione delle modalità di finanziamento di alcune opere, ora in parte previste con il ricorso al debito (Ospedale di Cavalese e Istituti scolastici, anche nell’ambito del Progetto Meccatronica) in sostituzione dei quali è stato autorizzato un contributo in annualità a copertura del debito, mentre 14,8 milioni da tagli di risorse autorizzate in eccesso, dei quali 11,5 attengono al minore contributo a titolo di prezzo previsto dal bando del Not, che da 160 milioni è stato ridotto a 148,5 milioni in adeguamento alle regole Eurostat.
"Per quanto riguarda le altre riduzioni - aggiunge il leader della Lega - la variazione di bilancio è stata attuata in via di urgenza, ma assume carattere di temporaneità in quanto in sede di assestamento di bilancio (in approvazione dopo la chiusura del rendiconto 2018) sarà definita compiutamente la manovra 2019/2021 da parte del nuovo governo provinciale, sulla base delle priorità dallo stesso definite nei diversi ambiti di intervento".
La Provincia intende inoltre farsi valere a Roma per ottenere le risorse promesse per il maltempo. "La presidenza del consiglio dei ministri - conclude Fugatti - ha già attivato una ricognizione per la stima dei danni e degli interventi più urgenti per definire le ulteriori risorse finanziarie necessarie sempre nella prima fase della calamità. Sono stati previsti specifici finanziamenti per far fronte alle esigenze derivanti dagli eventi calamitosi di fine ottobre per 474,6 milioni nel 2019 e per 50 milioni nel 2020, mentre con la legge di bilancio dello Stato per il 2019 sono stati autorizzati 800 milioni nel 2019 e 900 milioni per ciascuno degli anni 2020 e 2021 per interventi di mitigazione del rischio idraulico e idrogeologico e per interventi sulle strutture e infrastrutture".


















