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Lo Stato taglia l'Irap alle imprese ma in Trentino potrebbe non accadere (come spiegato da Spinelli). Rossi: ''Da inizio legislatura la Lega non ha blindato le nostre risorse''

Mentre la misura è tra le più importanti per aiutare le imprese italiane in Provincia di Trento rischierebbe di scoprire le casse provinciali. L'assessore pochi giorni fa ha detto: "La riduzione delle imposte avrebbe un doppio effetto negativo sulle casse della Pat perché il bilancio provinciale è sì ampio, ma deve sostenere molte competenze che hanno garantito servizi pubblici efficienti''. Per l'ex presidente della Pat la speranza è l'Svp: ''In questo momento l'autonomia è percepita come un affare dell'Alto Adige''

Di Luca Andreazza - 17 May 2020 - 20:39

TRENTO. "E' chiaro che il taglio dell'Irap nell'ultima manovra del governo agevola più le Regioni a statuto ordinario che quelle speciali", queste le parole dell'ex governatore Ugo Rossi, che aggiunge: "E' da inizio legislatura che insisto con la Lega sulla clausola di neutralità fiscale, questo ci avrebbe permesso di blindare le nostre risorse".

 

E' una misura del decreto rilancio per affrontare la crisi economica causata dall'epidemia coronavirus, l'abolizione della rata vale 4 miliardi di tasse a livello nazionale e riguarda tutte le imprese fino a 250 milioni di fatturato (Qui articolo). Una decisione che sembra essere stata accolta dal presidente Maurizio Fugatti in modo piuttosto tiepido. "La scelta è giusta perché i cittadini non pagano, ma si traduce in un'assenza di risorse, che chiederemo allo Stato di garantire per finanziare le competenze".

 

Una scelta, questa, che non sarebbe rientrata nei piani di piazza Dante, proprio per la coperta corta sul bilancio che potrebbero già risentire di un ammanco di circa 380 milioni. Solo poche ore prima il decreto del governo, l'assessore Achille Spinelli nel commentare i dati di Confcommercio sulla fotografia, difficile, delle imprese trentine per il lockdown aveva chiuso al taglio dell'Irap. "La riduzione delle imposte avrebbe un doppio effetto negativo sulle casse della Pat perché il bilancio provinciale è sì ampio, ma deve sostenere molte competenze che hanno garantito servizi pubblici efficienti” (Qui articolo).

 

Il bilancio provinciale è determinato dalle imposte pagate in Trentino, quindi una minor tassazione significa un minor gettito e conseguentemente una diminuzione di introito. In sostanza, l’Irap (imposta regionale sulle attività produttive) serve a finanziarie, per esempio, la spesa sanitaria, ma anche i trasporti e altre competenze primarie della nostra autonomia, gestita e alimentata con risorse proprie.

 

"Una Regione ordinaria non risente di questi effetti - prosegue Rossi - perché poi interviene lo Stato, qui i danni possono essere maggiori e ci si aggira a un mancato introito di circa 20 milioni. Adesso che governano si sono accorti della complessità delle tasse, mentre dai banchi dell'opposizione hanno sempre banalizzato la questione. Ora serve trovare un meccanismo per non restare però senza nulla. E' dall'insediamento di questo esecutivo che insisto in particolare su due punti, già all'indomani della tempesta Vaia: la clausola di neutralità e la rimodulazione delle regole per l'indebitamento, tutto utile in questa situazione".

 

Trattative difficili in tempi normali, strade in salita in piena emergenza. "Fermo restando che è necessario trovare il modo di lavorare con tutti gli esecutivi nazionali, ricordo che in quel momento la Provincia poteva far leva su un governo amico. C'era l'alleanza Lega-Movimento 5 stelle, c'era Matteo Salvini prima che aprisse la crisi - dice l'ex governatore - ma non si è portato avanti nulla. Ci si è lasciati sfuggire una buona occasione per ridefinire alcuni accordi".

 

Un "peccato originale" che affonda in quella fiducia alla finanziaria del governo con Fugatti allora nel duplice ruolo di parlamentare e presidente della Pat. Un maxi-emendamento salva-Trentino per recuperare 70 milioni di euro. Una mossa suggerita dallo stesso Rossi che aveva lasciato un appunto sulla scrivania del neo governatore: "Proponi la clausola di neutralità, altrimenti si rischia di perdere tanti soldi con la nuova politica fiscale del governo giallo-verde" (Qui articolo). Il pensiero è semplice: va bene le minori tasse, ma se si traducono in minor introito per il Trentino si recupera sui soldi che annualmente versiamo allo Stato per il Patto di garanzia e per l'Accordo di Milano

 

Il meccanismo ci sarebbe già stato. Ora, però, la Lega provinciale punta anche i 430 milioni di quegli accordi e la partita quindi si complica ulteriormente. Certo, poi per citare il presidente e il "col senno di poi sono buoni tutti" (Qui articolo), ci si sarebbe potuti prendere anche quei 5 milioni per il dissesto idrogeologico causato da Vaia e lasciati per strada (Qui articolo). Una goccia nel mare, che però avrebbe evitato di doverli cercare in casa e quindi ci sarebbe un poco più di respiro, ma questa è un'altra storia.

 

"Si deve fare asse con l'Svp - conclude Rossi - leggi congiunte, documenti congiunti e banalmente stessa carta intestata. Ci vuole continuità, a Roma si deve andare in 2 a difendere le nostre prerogative. In questo momento, invece, l'autonomia è percepita come un affare dell'Alto Adige e il Trentino resta sempre ai margini. Un po' il rapporto è migliorato per il momento contingente ma non mi sembra sia ancora abbastanza. Se Fugatti ha proposto la cancellazione degli accordi, Kompatscher ha mediato sulla sospensione perché sa quanto è stato difficile e complicato raggiungere quegli obiettivi. Anche Bolzano deve ancora recuperare quelle risorse, quindi si deve gestire insieme la partita e presidiare i canali istituzionali".

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