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Dopo aver aumentato le tasse ai redditi minimi, ora in piena crisi Covid-19 la Provincia leghista alza del 14% quelle delle imprese. Spinelli: ''Un modesto sacrificio, una sorta di caffè in meno al giorno''

Messo alle strette e incalzato dall'ex governatore Ugo Rossi, l'esecutivo si è trovato costretto a cedere e confermare che c'è un aumento delle tasse per le imprese. Rossi: "Si sarebbe potuto fare qualcosa sull’addizionale Irpef, che tra un paio di anni non è più neutra per i cittadini trentini". Giorgio Tonini (Pd) aggiunge: "L’esenzione scende da 25 a 15 mila euro di reddito, le tasse aumentano nel momento peggiore"

Di Luca Andreazza - 23 novembre 2020 - 20:54

TRENTO. "Un modesto sacrificio, una sorta di caffè in meno al giorno". Così l'assessore Achille Spinelli ha definito il provvedimento della Provincia a trazione Lega che interviene in materia Irap. Messo alle strette e incalzato dall'ex governatore Ugo Rossi, l'esecutivo si è trovato costretto a cedere e confermare che c'è un aumento delle tasse per le imprese: +14%.

 

"Nella presentazione della manovra è stato spiegato che non si sarebbe toccato nulla (Qui articolo) - dice Rossi - abbiamo dovuto insistere per avere chiarimenti e c'è stata l'ammissione che tolgono le agevolazioni. Per la prima volta l’amministrazione Fugatti parla di sacrifici per i trentini. Purtroppo non riguardano le rendite, ma l’attività d’impresa".

L’assessore Spinelli ha spiegato che questo contrappeso dell'aggravio Irap viene da una serie di interventi a favore netto delle imprese ben più consistente e che si trova il modo per questa via di alimentare le misure sociali e l’assegno unico. L’effetto sarà in concreto uguale a zero nel 2021, mentre a livello di cassa si pagherà sul 2022. In materia la Lega si è dimostrata fredda anche sul provvedimento del governo a maggio scorso (Qui articolo). 

 

"In questo periodo di crisi - prosegue il consigliere provinciale del Patt - aumentano le tasse. Un'azienda magari ha tenuto duro e si vede tolti gli sgravi che nella precedente legislatura abbiamo legato alle assunzioni. Non regge anche il discorso di vincolare questa intenzione agli aiuti che le imprese hanno ricevuto in questo momento: il ristoro dei danni da Covid sono transitori, mentre la norma è strutturale. E' un ulteriore aggravio per le attività produttive. Si sarebbe potuto fare qualcosa sull’addizionale Irpef, che tra un paio di anni non è più neutra per i cittadini trentini", mentre Giorgio Tonini (Pd) aggiunge: "L’esenzione scende da 25 a 15 mila euro di reddito, le tasse aumentano nel momento peggiore".

 

Il passaggio caldo è quello relativo alle modificazioni dell'articolo 1 della legge provinciale in materia di imposta regionale sulle attività produttive, l'Irap. Se l'impatto organizzativo-procedurale viene definito nullo, il discorso cambia per quello finanziario. Gli annunci sono spesso buoni, poi però le azioni non sembrano seguire concretamente i tanti proclami. Un bilancio che sembra seguire ormai gli iter canonici: molto si gioca già sull'assestamento della prossima estate, che poi rimanderà alla finanziaria dell'autunno.

 

E dopo aver messo in luce che le risorse sul capitolo della sanità sarebbero ridotte a fronte di grandi proclami e addirittura minori rispetto a quanto stanziato nel 2020, ora l'ex presidente evidenzia un possibile aumento delle tasse per far fronte alla crisi. 

 

"Nel corso dell'illustrazione della manovra - continua Rossi - la Giunta ha presentato questa norma sull'Irap come una semplificazione e rimodulazione. La relazione tecnica spiega che aumentano le entrate e questo significa che c'è un aumento della tassazione attraverso l'eliminazione di alcune agevolazioni. Il gettito attuale generato dall'imposta regionale è di 70 milioni e quindi si determina un +14% in più".

 

Nel mirino il passaggio della relazione tecnica che affronta questa misura. "La revisione complessiva delle agevolazioni - si legge nella relazione tecnica - comporta maggiori entrate Irap stimabili in complessivi 10 milioni annui che, per il meccanismo di acconti e saldi, genererà maggiori entrate sul bilancio provinciale pari a 20 milioni di euro sul 2022 e pari a 10 milioni di euro sul 2023. Di tali importi si è tenuto conto negli stanziamenti di bilancio".

 

Si lavora sulle agevolazioni per trovare un aumento di gettito. "In particolare - prosegue la relazione - la stima è stata effettuata sulla base dei dati delle ultime dichiarazioni fiscali disponibili (Modello Irap 2019 per l'anno di imposta 2018). Per quanto riguarda l'impatto delle sole variazioni d'aliquota, applicando le nuove aliquote alle basi imponibili dichiarate dai beneficiari delle agevolazioni interessate dalla revisione normativa (incremento dei livelli occupazionali di almeno il 15% e attuazione di staffette generazionali) si ottengono maggiori entrate per circa 8 milioni di euro. A tale importo vanno aggiunte le maggiori entrate derivanti dalla revisioni delle deduzioni e detrazioni, che dalle specifiche colonne del quadro IR risultano pari a circa 2 milioni di euro. Consegue un impatto finanziario complessivo, in termini di maggiori entrate Irap annue, di 10 milioni di euro".

 

E non è la prima volta che la Lega di governo interviene per aumentare le tasse. Già la prima manovra di bilancio del carroccio aveva portato a far cassa sui redditi più bassi con la modifica dell'esenzione dell'addizionale Irpefda 15 mila a 20 mila euro lordi annui sul segmento più debole del nostro mondo del lavoro, persone con livelli salariali bassi o medio bassi (Qui articolo).

 

La discussione del bilancio 2021 è partita in Commissione nei giorni, una manovra definita “espansiva” da parte del presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, ma non sono mancate le reazioni critiche. Se infatti le parti sociali, tra cui i sindacati, hanno accolto le prime notizie sul bilancio stroncando le azioni annunciate dalla Giunta per agevolare la ripresa del territorio (“Mancano idee e visione – hanno detto i tre segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil – non si tiene in conto il lavoro e sul fronte delle tanto sbandierate opere pubbliche non si va molto al di là del consueto elenco di interventi”), anche da parte delle opposizioni sono state avanzate non pochi dubbi.

 

In quel caso Fugatti aveva annunciato: “In questa manovra mettiamo 100 milioni in più sul comparto sanitario, essendo questo di centrale importanza in questa fase” (come recita anche il giornalino della Pat), ma sempre Rossi aveva fatto notare come i conti non tornassero: "''In realtà sono 46 e meno di quelli del 2020. E' una sparata propagandistica” (Qui articolo).

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