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Campo di mais devastato dai cinghiali (VIDEO), Dallapiccola: ''Tanti proclami, ora la Lega in silenzio? Valorizzare di più il servizio foreste e fauna e i cacciatori''

I cinghiali hanno, infatti, devastato diversi campi di mais in Trentino, l'ultimo caso è quello tra Levico e Novaledo, un animale che acquista sempre più importanza sul territorio per la velocità di riprodursi e la difficoltà di intervento rispetto a questa specie davvero invasiva. Dallapiccola: "Finanziare poi trappole e chiusini"

Di Luca Andreazza - 13 ottobre 2019 - 22:07

TRENTO. "Nonostante i tanti proclami, la sensazione è quella che la giunta non intenda fare nulla per fronteggiare i danni causati dai cinghiali", queste le parole dell'ex assessore Michele Dallapiccola, che aggiunge: "Anzi sembra proprio che vogliano scaricare le responsabilità. Questo nonostante le affermazioni e le uscite della Lega negli anni scorsi".

 

I cinghiali hanno, infatti, devastato diversi campi di mais in Trentino, l'ultimo caso è quello tra Levico e Novaledo, un animale che acquista sempre più importanza sul territorio per la velocità di riprodursi e la difficoltà di intervento rispetto a questa specie davvero invasiva. "Una situazione difficile da gestire - aggiunge il consigliere provinciale del Patt - ma come spesso succede nelle tematiche più complicate, la Lega preferisce seguire la strada del silenzio. Peccato che nel corso della scorsa legislatura non perdevano occasione per gridare allo scandalo per le difficoltà di contenimento del cinghiale".

 

 

A inizio agosto, la Provincia a trazione Lega ha varato nuove deroghe per cercare di fronteggiare le problematiche causate dal cinghiale. E se le associazioni animaliste sono intervenute per criticare il provvedimento, che porterebbe al risultato opposto rispetto a quello prefissato, cioè aumentare la caccia ma anche il proliferare dell'animale (Qui articolo), l'ex assessore incalza. Anche perché questo animale è molto presente, in particolare in Valsugana (Qui video e qui video). "Ora la Lega di governo - dice Dallapiccola - ha annunciato in pompa magna cambiamenti, che però non sono evidentemente sufficienti".

E intanto cresce l'emergenza, il mais è maturo e il cinghiale devasta le piantagioni. Un po' come successo in primavera, quando per la scarsità di cibo hanno iniziato a scavare i campi alla ricerca dei sementi. "I risultati non arrivano - evidenzia l'ex assessore - soprattutto in Valsugana e quindi non dicono nulla e si nascondono. Si voltano dall'altra parte per non vedere e affrontare i problemi".

 

Ci sarebbe anche una specie di scaricabarile. "La giunta - continua Dallapiccola - ha ipotizzato di implementare un maggior coordinamento tra servizio foreste e fauna e cacciatori. La coperta dei nostri bravissimi forestali però è corta: le unità sono limitate, le leggi sono stringenti, le attività tante e i turni lunghi. Allora hanno conferito maggiori competenze ai cacciatori in forma volontaria, ma senza fornire strumenti e soprattutto gratifiche".

 

Non ci sarebbero nemmeno investimento nella prevenzione. "I cacciatori investono tempo - spiega il consigliere provinciale del Patt - ma manca una progettualità che solo la giunta può pianificare, mentre non si interviene per finanziare quelle contromisure in grado di mitigare il problema: nessuna installazione di trappole e chiusini. Intanto però le coltivazioni vengono devastate dal cinghiale".   

 

Sono ancora troppe le lacune e le incognite per fronteggiare il cinghiale. "Serve una presa di posizione più decisa e più netta della Lega - conclude Dallapiccola - però il silenzio di questa giunta in materia è abbastanza eloquente. Ma anche i cacciatori dovrebbero pretendere maggior supporto per essere messi nelle giuste e legittime condizioni di aiutare il servizio foreste e fauna a limitare i danni causati da questo animale".

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