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Grandi Carnivori, Futura attacca: ''Questa non è informazione ma disinformazione a scopi meramente politici e propagandistici''

Dopo i casi del lupo ripescato senza testa e zampe che la Pat aveva detto aver riportato fratture e la notizia dell'orsetto tenuto al Casteller (uscita dopo che l'avevamo resa pubblica) è emersa la lettera dell'assessora Zanotelli che chiede ''riservatezza'' ai suoi dirigenti. Futura interroga: ''Si è provveduto ad ammantare la materia di un alone di paura, mistero e riservatezza''

Di L.P. - 02 giugno 2019 - 20:35

TRENTO. ''Questa non è informazione, semmai è disinformazione a scopi meramente politici e propagandistici''. Lucia Coppola e Paolo Ghezzi, consiglieri provinciali di Futura, hanno depositato in consiglio un'interrogazione per avere risposte chiare dalla giunta Fugatti sulla strategia di comunicazione (o di non comunicazione) adottata dalla nuova amministrazione soprattutto in tema di lupi e orsi, i Grandi Carnivori.

 

Cartina al tornasole del come spesso si preferisca far uscire solo ciò che è politicamente ritenuto più conveniente e si cerchi di tacere potenziali problemi sono stati i due eventi raccontati da il Dolomiti recentemente: il caso del lupo ripescato nell'Avisio senza testa e zampe anteriori che la Pat aveva descritto come ''con numerose fratture'' e quello dell'orsetto catturato alcuni giorni fa e portato al Casteller (situazioni che qualche anno fa venivano comunicate alla stampa in tempo reale. Ora prima siamo usciti noi e qualche ora dopo è arrivato il comunicato ufficiale). E a fronte di ciò ecco spuntare la lettera firmata dall'assessora Zanotelli (l'abbiamo pubblicata venerdì) e diretta ai dirigenti del suo comparto (foresta, fauna, caccia e pesca) dove li si invita al rispetto della ''necessaria riservatezza''.

 

''Non solo - spiegano Coppola e Ghezzi - non è stato compiuto dalla Giunta in questi mesi alcun passo in più per fornire alla cittadinanza trentina un’informazione adeguata e scientificamente corretta, ma anzi si è provveduto ad ammantare la materia di un alone di paura, mistero e riservatezza, chiedendo ai dipendenti provinciali di non comunicare all’esterno''. 

 

Il tutto a fronte di un modello, quello creato in passato, che era ammirato e apprezzato in tutta Europa. Un modello che si basava su dati scientifici su attività di ricerca, su un continuo e costante aggiornamento di stampa ed esperti del settore su quanto accadeva e quanto veniva monitorato. ''La crescita del numero degli orsi presenti sul territorio provinciale, unitamente al ritorno di altri grandi carnivori, quali lupo e lince - spiegano, al riguardo, i due consiglieri di Futura - ha portato la Giunta provinciale nel 2015 ad adeguare il sistema organizzativo-gestionale attivando una sinergia fra tutti i soggetti che sono coinvolti nella gestione e conservazione delle specie, sia sul piano decisionale ed operativo che su quello, più generale, della partecipazione e della comunicazione''.

 

E infatti ecco la delibera 1523 del 2015 che specificava come “la corretta gestione di queste popolazioni è inscindibilmente correlata alla consapevolezza dell'importanza di apprestare una strategia di azione organica e globale relativamente alla trattazione di un patrimonio faunistico – quale quello rappresentato dai grandi carnivori – che riveste una primaria rilevanza su di un piano biologico, socio-politico ma anche storico-culturale”. Su questi basi si era cercato di sviluppare un nuovo modello organizzativo per la gestione dei grandi carnivori, articolato su tre iniziative: l’attivazione della Commissione Tecnica, del Gruppo Tecnico Operativo e del Tavolo di Partecipazione ed Informazione.

 

''L’assessora Zanotelli - spiegano i consiglieri di Futura - in una risposta ad una nostra interrogazione, tra le altre cose, ha sostenuto che “accanto alle problematiche connesse alle ricadute sul fronte dei danni provocati dai grandi carnivori, in particolare al patrimonio zootecnico, la Giunta provinciale continuerà a farsi carico delle questioni relative alla pubblica incolumità per quanto meno ridurre al massimo livello possibile i rischi ed elevare al massimo possibile, anche attraverso una adeguata azione di informazione, il livello di tranquillità delle nostre comunità rispetto alla frequentazione del territorio”. Scrive inoltre di ritenere di aver sempre assicurato una informazione equilibrata ed oggettiva, fondata sui fatti che sono stati registrati ed accertati. Sul tema informazione - aggiungono Ghezzi e Coppola - riteniamo di dissentire fortemente''.

 

Per i due consiglieri si sarebbe trattato più che altro del tentativo di fomentare la paura della popolazione per ergersi poi a difensori che, lancia in resta, magari forti della richiesta di gestione autonoma dei grandi carnivori a Roma, libereranno i nostri territori dai temuti predatori. ''Se l’obiettivo è creare panico - aggiungono - niente di più semplice che far credere che siamo in pericolo e che prima o poi ci scapperà un morto. Questa non è informazione, semmai è disinformazione a scopi meramente politici e propagandistici. La Sat ha chiesto alla Provincia di riattivare il Tavolo della Partecipazione e Comunicazione che da più di un anno non si riunisce. La vicepresidente della Sat ha ribadito la necessità che la comunicazione debba fornire una divulgazione scientifica corretta e trasparente, volta a dissipare stereotipi e sterili ideologie. Si è rilevato che in assenza del Tavolo di lavoro non si è potuta portare avanti l’attuazione del piano della comunicazione e delle azioni previste per diffondere maggiore conoscenza e consapevolezza dei grandi carnivori''.

 

''Le mancanze della strategia comunicativa della Provincia - proseguono i due consiglieri - non si esauriscono qui, però. Non risulta assente solo il Tavolo della Partecipazione e Comunicazione: “il Dolomiti” ha rivelato che l’assessora all’agricoltura ha richiesto con una lettera inviata ai dirigenti poco più di un mese fa il rispetto da parte dei dipendenti provinciali della “necessaria riservatezza”. Non bastava quindi la cancellazione della presentazione annuale del “Rapporto Grandi Carnivori” che rappresentava un momento importante di divulgazione, non bastava aver interrotto l’attività del Tavolo della Partecipazione e Comunicazione: ora sappiamo anche che i dipendenti provinciali sono tenuti al massimo riserbo, come dimostra il caso dell’orsetto al Casteller. Non solo quindi non è stato compiuto dalla Giunta in questi mesi alcun passo in più per fornire alla cittadinanza trentina un’informazione adeguata e scientificamente corretta, ma anzi si è provveduto ad ammantare la materia di un alone di paura, mistero e riservatezza, chiedendo ai dipendenti provinciali di non comunicare all’esterno''. 

 

In realtà sul tema ''non c’è nulla da tenere nascosto - ribadiscono Coppola e Ghezzi - anzi, la comunicazione scientifica, efficace e trasparente è un mezzo fondamentale al fine di aiutare la popolazione a superare paure ancestrali ed assumere invece atteggiamenti responsabili e razionali per convivere in modo più armonico in un ambiente frequentato anche da queste specie animali. Tutto ciò con l’obiettivo di far funzionare un efficace sistema di convivenza a lungo termine tra i grandi carnivori, la popolazione e le attività antropiche''.

 

Per queste ragioni Futura interroga Fugatti e Zanotelli chiedendo ''se si ritiene che il lavoro portato avanti negli anni dal Tavolo Partecipazione e Informazione sia stato utile, motivando la risposta e se verrà attivato al più presto il Tavolo, certi che il sistema partecipativo unito all’informazione possa essere utile per arrivare ad un efficace sistema di convivenza a lungo termine tra i grandi carnivori e la popolazione''. Infine si chiedono ''le motivazioni per le quali l’assessora ha inviato, poco più di un mese fa, una lettera ai dirigenti chiedendo il rispetto da parte dei dipendenti provinciali della “necessaria riservatezza''.

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