Mega raduno di jeep, la Provincia: ''Non conosciamo tracciati e dettagli tecnici. I finanziamenti? Non è competenza nostra''
In circa due mesi e mezzo la Provincia non sarebbe riuscita a raccogliere informazioni sull'evento, scarica sulle amministrazioni comunali, che hanno piena autonomia, e se arrivano oltre 500 jeep non interessa altro, dall'aspetto ambientale a quello economico. Degasperi: "Senza parole, ci prendono in giro. L'unica preoccupazione è l'orso"

TRENTO. "Non si conoscono i dettagli tecnici e l'esatto tracciato dell'iniziativa dal momento che ne abbiamo appreso dagli organi di stampa", così il presidente Maurizio Fugatti sul mega raduno di jeep previsto per questo week end in Primiero, che aggiunge: "Non risulta essere stata presentata alcuna domanda di autorizzazione agli uffici provinciali".
In circa due mesi e mezzo la Provincia non sarebbe riuscita a raccogliere informazioni sull'evento, scarica sulle amministrazioni comunali, che hanno piena autonomia, e se arrivano oltre 500 jeep non interessa altro. Dall'aspetto ambientale a quello economico. Nonostante le dichiarazioni di voler approfondire, anche in sede di Stati generali della montagna (Qui articoli), le polemiche (Qui articolo) e le interrogazioni di diversi consiglieri (Qui articolo), i compiti non sarebbero stati fatti.
Questo, almeno, emerge dalla risposta del presidente all'interrogazione di Filippo Degasperi, consigliere del Movimento 5 stelle. "Sono senza parole - commenta il pentastellato - si tratta di una presa in giro. L'unica preoccupazione della giunta è quella di catturare l'orso, il resto a quanto pare non interessa".
A una settimana dall'evento (la risposta è datata 3 luglio) la Provincia, infatti, sembra sapere pochino sull'evento. "Sempre da articoli di stampa e attraverso successivi contatti con gli attori del territorio - spiega Fugatti - si è appreso comunque che l'iniziativa sarebbe stata promossa da una agenzia incaricata dal titolare dell'evento (gruppo Fca) a seguito di una verifica, nel corso del 2018, prima della tempesta di fine ottobre, rispetto all'eventuale disponibilità della località ad accogliere la manifestazione".
I contatti, viene precisato nella nota, sono avvenuti tutti a livello locale, senza coinvolgere il Parco naturale Paneveggio Pale di San Martino (Qui articolo), "il cui territorio - prosegue il presidente - sempre per quanto si apprende dalla stampa, non dovrebbe essere coinvolto nell'iniziativa. La giunta provinciale ha piena consapevolezza dell'autonomia dei comuni e dei territori all'interno delle loro competenze e non intende interferire con scelte che competono esclusivamente alle singole amministrazioni comunali".
Insomma, i quotidiani vengono letti, ci si fa un'idea, arrivano circa 600 jeep, ma la giunta preferirebbe fermarsi lì, tanto che alle domande "Quale tipo di valutazione preventiva è stata effettuata in relazione ai probabili danni ambientali e se è stata prevista una forma assicurativa o fideiussoria a garanzia, per esempio, del ripristino degli ambienti attraversati dal tracciato", la risposta è "Una valutazione definitiva sull'opportunità dell'iniziativa potrebbe essere rilasciata solo con la piena conoscenza dei contenuti".
"Un deciso cambio di marcia rispetto alla leggerezza ma anche alla unicità della nostra farfalla, sulla quale avevamo puntato - dice Degasperi - un modello Trentino come ricarica naturale che diventa preda di centinaia di motori turbodiesel e 4x4 artigliati che si apprestano a percorrere i sentieri montani. Un'iniziativa decisamente incoerenti rispetto all’immagine che si è faticosamente costruita per assicurare qualità e valore aggiunto. Questo anche alla luce dei danni provocati dalla tempesta Vaia, sarebbe servita una maggiore sensibilità".
Tra presidente, assessore all'ambiente Tonina e al turismo Failoni, nessuno si sarebbe preoccupato di raccogliere informazioni. "Non essendo noti i contenuti reali dell'iniziativa - continua Fugatti - si può affermare solo che, nel caso in cui venisse presentata formale domanda, sarà valutata a partire dai tracciati individuati, rispetto ai quali dovranno essere organizzati specifici sopralluoghi ed effettuate puntuali verifiche".
I danni ambientali? Andrebbero valutati. "Andrebbe in ogni caso condotta - aggiunge il presidente - la valutazione di incidenza ambientale per gli habitat e per le specie della Rete Natura 2000, ogni volta che sussista la possibilità di estensione delle incidenze sugli habitat e le specie interne. La direttiva europea richiede, infatti, che venga fatta una valutazione formale ogni volta che possa scaturire un profilo di possibile incidenza, a prescindere dalla distanza dell'evento dalla zona speciale di conservazione e da quella di protezione speciale. Sulla base di quanto appreso si possono solamente formulare osservazioni di principio rispetto all'equilibrio che è necessario ricercare tra l'evento da una parte e il patrimonio ambientale, immagine e posizionamento di mercato dell'ambito dall'altra".
L'idea è quella di definire le linee guida per l'individuazione delle attività umane incompatibili con le peculiarità dei territori montani. "L'esecutivo provinciale - evidenzia il presidente - ha piena consapevolezza del ruolo anche economico e sociale del patrimonio ambientale del Trentino e di quanto il pregio naturalistico del territorio influisca sugli stessi risultati economici del territorio". Ma se sono previsti finanziamenti, a quanto ammontano quelli di Trentino Marketing e altri enti e quali siano le istituzioni direttamente o indirettamente coinvolte: "Non sono di competenza di questa amministrazione".













