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Belluno
05 novembre | 16:05

Cinquanta quad che sgasano tra polvere e rumore sui sentieri e i prati delle Dolomiti? ''Per la Regione nessun danno ambientale, nessuna verifica e nessuna tutela''

A metà giugno il raduno di quad più in quota d'Italia con cinquanta equipaggi tra i boschi di Falcade, nell'Agordino, ad Alleghe. Zanoni ha fatto un'interrogazione e la risposta è stata quanto meno evasiva

di Redazione

AGORDO. ''La risposta della Giunta si è fatta attendere 4 mesi per dire poi che è tutto regolare. Secondo i Servizi Forestali regionali non ci sarebbe stato nessun danno ambientale. Nessuna verifica concreta sugli impatti. Nessuna obiezione. Nessuna tutela. Una visione miope, che scambia la montagna per un circuito motoristico. Ma la montagna è silenzio, biodiversità, aria pulita, rispetto. Non sgommate e motori. Le nostre Dolomiti dovrebbero essere tutelate e non sacrificate a questi devastanti divertimenti per pochi''. Andrea Zanoni commenta così l'esito della sua interrogazione in Regione sul cosiddetto ''raduno più in quota d'Italia di Quad''. Un evento che si è tenuto tra il 14 e il 15 giugno e ha portato tra i boschi e sui sentieri delle Dolomiti una cinquantina di equipaggi su quattro ruote tra smog, penumatici, polvere e rumore (QUI ARTICOLO). 

 

“Tanti quadricicli fuoristrada pesanti - ricorda Zanoni - hanno attraversato luoghi meravigliosi quanto degni di particolare tutela tra i Comuni di Falcade, Canale d’Agordo, Vallada Agordina, San Tomaso Agordino e Alleghe. Molti cittadini rimasero sconcertati dall’iniziativa, perché videro sfilare in colonna 50 equipaggi su strade silvo-pastorali, provocando smog, polvere e fastidi alla fauna locale. Per questo presentai una interrogazione in Consiglio regionale per chiedere alla Giunta su quali presupposti fosse stata autorizzata la manifestazione''.

 

E la risposta è arrivata. Un nulla di fatto che lascia sconcerti. ''A distanza di quattro mesi - spiega ancora Zanoni - la Giunta risponde che lo svolgimento di manifestazioni sportive a carattere temporaneo deve essere autorizzato dalle Amministrazioni locali. La Giunta regionale si è limitata a raccogliere il previsto parere dell’Unità organizzativa Servizi Forestali, la quale si è espressa a favore della iniziativa perché, a suo giudizio, non avrebbe comportato pregiudizio per la tutela idrogeologica e ambientale. Di conseguenza, nessuno dei soggetti coinvolti ha espresso alcun tipo di obiezione. Non è dato sapere se qualcuno si sia poi preso la briga di verificare l’effettivo impatto di questa manifestazione, per cui è facile prevedere che iniziative come questa possano ripetersi anche il prossimo anno. Le nostre Dolomiti dovrebbero essere tutelate e non sacrificate a iniziative come questa. Chi ama la montagna non l’attraversa su mezzi motorizzati a discapito della fauna e di coloro che percorrono i sentieri tradizionali. Come AVS ci batteremo in tutte le sedi contro l’overtourism e il turismo irrispettoso della natura e dei veri amanti della montagna proponendo leggi che vietino questi eventi motorizzati''.

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