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Non solo l’interramento della linea, tre progetti per la circonvallazione di Trento: “Si apre una nuova era per le ferrovie provinciali”

Firmato il protocollo tra Rfi, Pat e comune di Trento che impegna ferrovie dello stato a completare la progettazione preliminare del by-pass ferroviario della città capoluogo, inclusa la stazione provvisoria che verrà realizzata presso lo scalo Filzi, entro 180 giorni da oggi. Per quanto riguarda la circonvallazione di Trento-Rovereto l’intervento mira alla realizzazione di 36 chilometri di nuove linee ferroviarie, 32 di questi interrati

 

 

Di Tiziano Grottolo - 11 novembre 2019 - 21:04

TRENTO. Oggi è arrivata l’ufficialità, dopo il tavolo tecnico dello scorso 5 novembre, il presidente della Pat Maurizio Fugatti, il sindaco di Trento Alessandro Andreatta e dall’amministratore delegato di Rfi Maurizio Gentile, hanno firmato “l’Atto aggiuntivo al Protocollo d’intesa per la riqualificazione urbana della città di Trento intersecata dalla linea ferroviaria Verona-Brennero” che prevede il completamento della progettazione preliminare del by-pass ferroviario della città capoluogo, inclusa la stazione provvisoria che verrà realizzata presso lo scalo Filzi.

 

Da oggi Rfi avrà 180 giorni di tempo progettare gli interventi riguardanti la circonvallazione di Trento. In quanto società incaricata di progettare e realizzare la nuova linea ferroviaria da Verona a Fortezza, parte integrante del corridoio europeo TEN-T Scandinavo-Mediterraneo, Rfi aggiornerà dunque il progetto della circonvallazione ferroviaria di Trento. Tale sezione prevede l’interramento (a circa 10 metri di profondità) della linea ferroviaria per un tratto di 2,4 chilometri, grosso modo fra l’area della rotonda di Nassirya a Trento Nord e via Monte Baldo a Trento Sud, ma anche la realizzazione di un'altra stazione sotterranea allo scalo Filzi che fino a completamento dei lavori servirà sia il traffico merci che quello passeggeri e a regime solo quello delle merci (dopo l’ultimazione dei lavori quella di piazza Dante tornerà ad essere la stazione utilizzata per il trasporto passeggeri).

 

Per capire meglio però bisogna allargare allo sguardo e comprendere come il corridoio del Brennero (quello interessato dal nuovo protocollo per intenderci) si inserisca all’interno del più ampio corridoio scandinavo che taglia in Verticale l’Europa e a sua volta finisce per intersecarsi con il corridoio Mediterraneo “Milano-Venezia”. Entrambi poi confluiranno verso Verona che diventerà un nodo fondamentale nella rete ferroviaria.

 

 

È in questa chiave che si inserisce il potenziamento del corridoio del Brennero, attualmente i volumi di traffico internazionale (escludendo quindi il traffico nazionale e regionale) parlano di 11 treni passeggeri e 66 merci ma con il quadruplicamento completo della tratta i treni passeggeri diventeranno 40 mentre i treni merci raggiungeranno una cifra compresa tra i 210 e i 245. Questo però solo dopo aver completato i principali lotti (oltre al tunnel di base del Brennero): lotto 1 Fortezza-Ponte Gardena (1.522.000.000 euro), lotto 2 Circonvallazione di Bolzano (852.000.000 euro), lotto 3 circonvallazione di Trento e Rovereto (1.555.000.000 euro), per finire con il lotto 4 ingresso nord di Verona. Il quadro però è abbastanza sconfortante “Attraverso i valichi alpini passa il 30% delle merci che l’Italia produce o importa – afferma Maurizio Gentile amministratore delegato di Rfi – e il passaggio del Brennero è uno dei più utilizzati, ma solo il 28% delle merci passa su rotaia, il restante viaggia ancora su gomma, e su questo – aggiunge Gentile – devo fare pochi commenti perché è una situazione che vivete tutti giorni. Inoltre, grazie alla ripresa economica, seppur stentata, le proiezioni ci aprlano di un traffico in crescita con uno scenario che potrebbe diventare preoccupante.

 

Nel corso del dibattito è stata ribadita la necessità di concordare una roadmap tra Provincia, Rfi e Ministero delle infrastrutture e trasporti, con una chiara definizione del metodo di lavoro, al fine di giungere ad una progettazione condivisa, in accordo con i territori, dello stanziamento delle risorse, dei ruoli e delle tempistiche. Concetto ribadito anche dallo stesso Fugatti che ha sottolineato che “le opere dovranno trovare il maggior consenso possibile con le amministrazioni”, chissà se il metodo è lo stesso usato per la Valdastico.

 

Entrando nel particolare dell’intervento che riguarda il lotto 3 circonvallazione di Trento e Rovereto, possiamo affermare che l’intervento riguarderà 36 chilometri di nuove linee ferroviarie, 32 di questi interrati, e sarà diviso in due fasi, Trento sarà la prima ad essere portata a termine. La seconda parte infatti, coinvolge 7 amministrazioni: Calliano, Besenello, Volano, Trambileno, Vallarsa, Rovereto e Mori, con le quali si dovrà trovare un accordo di massimo e ciò, come spesso accade, farà slittare i tempi di realizzazione.

 

Per la circonvallazione di Trento sono state studiate tre possibili alternative: la prima prevede la circonvallazione merci, più il progetto Nordus, senza l’interramento della linea storica, seconda e terza prevedono entrambe la realizzazione in successione della circonvallazione ferroviaria, dell’interramento della linea storica (in misure diverse) e del progetto Nordus (interrato anch’esso).

 

Se questi sono i compiti che spetteranno a Rfi, da parte sua la Pat, dovrà ridefinire l'assetto del sistema ferroviario nel nodo di Trento, input essenziali per il piano urbano della mobilità, anche nelle sue interconnessioni con il resto del Trentino, a partire dalla Valsugana. Al Comune di Trento, infine, spetterà la progettazione della riqualificazione della città. Su questo il sindaco Andreatta si è detto molto soddisfatto: “Anche se la sfida è molto complesso per una comunità la ferrovia continua a essere una buona notizia, oggi abbiamo firmato un accordo importante che permetterà ai lavori di proseguire”.

 

A margine della conferenza c’è stato anche tempo di parlare degli altri interventi ferroviari che interessano il Trentino: tratte d’accesso al tunnel del Brennero (lotti prioritari e lotti di collegamento), i collegamenti con il Veneto tramite l’elettrificazione della ferrovia della Valsugana e il proseguimento fino a Feltre,  i collegamenti con l'Alto Garda e l‘ipotesi della ferrovia Rovereto-Riva, nonché le opere di ammodernamento delle infrastrutture esistenti (sottopasso ferroviario della stazione di Rovereto, nuova stazione a Calliano, riduzione passaggi a livello e quant'altro), ma su questi Rfi ha lasciato intendere che verrà seguito il criterio della fattibilità, tradotto significa che le opere già calendarizzate dovrebbero vedere la loro conclusione entro i tempi previsti, per tutti gli altri progetti che sono “solo su carta” lì potrebbero rimanere confinati.

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