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Valdastico Rovereto Sud, l'area del Garda chiede un confronto: ''Così la nuova Loppio-Busa è già obsoleta?''

Il primo cittadino Gianni Morandi è cauto sulla realizzazione della Valdastico: "Non sono contrario a priori, ma serve un ragionamento a 360 gradi". Netta contrarietà del coordinamento No Valdastico. E Ugo Rossi: "L'idea di soluzione utile anche al Trentino è quella da noi raggiunta in accordo con Veneto e ministero: uscita a Trento Sud e altri provvedimenti"

Di Luca Andreazza - 29 marzo 2019 - 05:01

TRENTO. "Serve equilibrio, ma soprattutto una visione in grado di prendere in considerazione tutto il Trentino", queste le parole di Gianni Morandi, sindaco di Nago-Torbole, sull'ipotesi Valdastico e uscita Rovereto Sud. Se il ministro Riccardo Fraccaro attacca il presidente Maurizio Fugatti sulle dichiarazioni post vertice di Roma con il Mit (Qui articolo), il primo cittadino cerca di restare più cauto.

 

"Non sono contrario a priori alla Valdastico - afferma il sindaco - ma nemmeno favorevole. Se è una strada necessaria che porta economia e sviluppo è giusto realizzare l'A31, ma serve un progetto tanto chiaro quanto equilibrato. Ora non si capisce quale è lo stato dell'arte, i numeri e le conseguenze, quindi si deve aspettare il piano per le opportune valutazioni".

 

La partita sulla Valdastico è sempre più ingarbugliata. Non basta la clamorosa sentenza del Consiglio di Stato (Qui articolo), il relativo tavolo tecnico a Roma a portare indietro le lancette del progetto prossime all'anno zero (Qui articolo) e la risposta di Fugatti all'interrogazione di Coppola: ''Gli studi per il Trentino? Li fanno ministero e l'A4 Serenissima'' (Qui articolo). 

 

Il progetto con uscita a Rovereto Sud di un tratto interamente autostradale cambia le carte in gioco. Al momento, quindi, il Veneto esulta anche per un discorso di concessioni autostradali. Ora non resta che attendere metà aprile, quando dovrebbe essere presentato un primo progetto da Trentino e Veneto congiuntamente.

 

"Si devono valutare i costi e benefici sull'intera rete viaria trentina. La Loppio-Busa - evidenzia Morandi - è in costruzione e non sappiamo se potrebbe sostenere il traffico proveniente da un'eventuale Valdastico: il rischio è quello di trovarsi una strada già vecchia. Non si deve discutere del progetto solo a Rovereto. Serve una valutazione globale dei possibili impatti e non si può ragionare solo per singole tratte, altrimenti si incorrono in problematiche poi difficili da gestire".

 

L'ex governatore parla invece di campagna elettorale permanente. "Siamo alle comiche. Ieri per Fugatti era fatta e anche con un tracciato nuovo a Rovereto Sud. Oggi Fraccaro ci dice che non c’è nel programma e che non si farà. Idee chiarissime - commenta Ugo Rossi - anzi cristalline. La propaganda di queste forze politiche prende in giro i cittadini trentini e in particolare  quelli della Valsugana che in ogni caso sarà danneggiata dall'uscita a Rovereto Sud. L'idea di soluzione utile anche al Trentino è quella da noi raggiunta in accordo con Veneto e ministero: uscita a Trento Sud con conseguente chiusura al traffico pesante della Valsugana a Grigno, la deviazione del traffico dalla zona dei laghi e il fermo delle merci a interporto".

 

 

Netta la contrarietà del Coordinamento No Valdastico Nord - A31 per l'ipotesi Rovereto Sud. "Un progetto - spiegano le associazione - che nulla porterebbe se non incalcolabili danni ambientali, che è in evidente violazione del Protocollo delle Alpi, che non risolve Alcun problema legato al traffico e che disattende qualsiasi desiderio di utilizzo sano e ragionato dei fondi pubblici. E' un teatro dell’assurdo: incompetenza, miopia politica e interessi inconfessabili sono sul palco e in questa scena ci propongono l’uscita a Rovereto Sud, folle da qualsiasi punto di vista per ammissione degli stessi progettisti. Una proposta che conferma quanto chi la sostenga sia inadeguato ad affrontare il tema della mobilità".

 

Sono tre le richieste del Coordinamento che chiedono la revoca immediata della concessione autostradale di A4, l'abbandono del progetto e l'istituzione di un tavolo di lavoro condiviso tra istituzioni regionali, locali e comunità per la messa in sicurezza dei territori con particolare attenzione ai temi della viabilità e dell'inquinamento.

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