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Verona, il capogruppo della Lega si dimette: ''Attente donne, con Pillon torna il medioevo. No agli eventi (anche a Trento) che istituzionalizzano l'integralismo''

Intervista a Mauro Bonato figura storica della Lega (due volte parlamentare e poi sindaco) che ha lasciato il suo incarico in polemica con il Congresso Mondiale delle Famiglie: ''Personaggi imbarazzanti. Verona non si merita un evento del genere''. Con lui parliamo della ''deriva'' reazionaria del suo partito e anche di quel che sta succedendo a Trento: ''La maggioranza della Lega non la pensa come loro ma li hanno messi in posizioni chiave''

Di Luca Pianesi - 17 marzo 2019 - 05:01

TRENTO. ''Sono pochi ma ben posizionati nei luoghi di vertice. Ma la Lega è un'altra cosa, almeno lo spero. Perché così non si va lontano. Fontana e Pillon vogliono portarci dritti nel medioevo. Ma passare il tempo ad insegnare agli altri come vivere, che tipo di famiglia costruire, istigare al razzismo, a prendersela con gli omosessuali non penso pagherà nemmeno sul piano elettorale''. E' l'ex capogruppo della Lega nel Comune di Verona Mauro Bonato a parlare.

 

Salito alla ribalta della cronaca nazionale, in questi giorni, per essersi dimesso da capogruppo del suo partito in consiglio comunale in aperta polemica con il Congresso Mondiale della Famiglia organizzato, per il 30 marzo, da ultracattolici nella sua città, lo abbiamo contattato anche per capire che deriva sta prendendo quella che un tempo era la Lega Nord e ragionare anche sulle iniziative portate avanti in Trentino come quella contro l'educazione alla parità di genere con ospiti del calibro di Maristella Paiar,  Maria Cristina del Poggetto e Emiliano Lambiase

 

Bonato la Lega cosa è diventata?

 

Guardi io facevo parte della Liga Veneta già negli anni '90 e lavoravamo per l'autonomia. Il mio modello sono sempre stati il Trentino Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia e per questo si batteva la Lega Nord, per l'indipendenza dei territori e la libertà dei popoli. Sono stato due volte parlamentare e poi sindaco del Comune di Bosco Chiesanuova. Ma era un'altra Lega. Una Lega che pensava ai lavoratori, che parlava di tasse, di federalismo. Non una Lega che ti dice chi devi sposare e che passa il tempo a occuparsi di temi etici e personali. Era una Lega che aveva come fondatrice in Veneto proprio una donna, Marilena Marin che io ho sempre seguito nelle sue battaglie. E oggi invece le donne le vorrebbero mandare a casa a fare la calza.

 

In che senso?

 

Io l'ho detto anche in consiglio comunale, qualche giorno fa, alle mie colleghe. Se Pillon va avanti con il suo progetto, sostenuto dal ministro Fontana, nei consigli comunali di donne ne vedremo sempre meno. Come vedremo sempre meno professioniste in altri ambiti lavorativi. I diritti che sono stati conquistati sono recenti, molto recenti, e questa gente ha un disegno chiaro che punta dritto al medioevo, senza troppi scherzi. Se si andrà avanti così di donne in giro ne vedremo sempre meno. Questi le vogliono a casa a fare la calza.

 

Lei li conosce bene. Come mai c'è stata questa deriva ultracattolica?

 

Perché all'interno della Lega ha preso il sopravvento Fontana che ha esattamente queste idee. E' uno che qui a Verona è ben conosciuto per le sue posizioni radicali ultracattoliche. Penso che abbia conosciuto Salvini nell'Europarlamento. Lui si era candidato ma non era stato eletto. Era entrato Tosi che però poi ha preferito continuare a fare il sindaco e quindi al suo posto è andato Fonatana. Li hanno sicuramente stretto amicizia. Salvini non è come lui ma sicuramente sa che quel mondo gli porta un due, tre percento di voti in più. Ma credo che alla lunga pagheranno la vicinanza a questi mondi. La gente si allontanerà. Penso a Salvini potrebbe succedere com'era successo a Renzi. Fare un grande risultato alle Europee per poi cadere in rapido tempo. I diritti acquisiti non devono essere messi in discussione. Si stanno risvegliando le coscienze sociali e sta montando la protesta. 

 

Lei però con la Lega è stato eletto. 

 

Si, serviva qualcuno della vecchia guardia e mi hanno chiesto di ricandidarmi. Ho accettato e sono entrato. Ma da uomo libero. Già l'anno scorso, per esempio, avevo fatto approvare una mozione contro un consigliere della Lega, Alberto Zelger, che aveva detto che 'i gay sono una sciagura' e che 'le donne hanno un cervello diverso da quello degli uomini, basta leggere gli studi scientifici e guardare come parcheggiano le auto'. Vi rendete conto a che livello siamo. Io resto nella Lega in consiglio comunale. Voglio fare la sentinella, voglio vigilare sui diritti perché non ci sto che il mio partito prenda questa deriva.

 

E proprio a Verona sta per arrivare Congresso Mondiale delle Famiglie dove tra Pillon, Gandolfini, Fontana e Salvini arriveranno anche guru dell'omofobia (come il presidente della Moldavia Igor Dodon o un ministro ugandese che aveva promosso la pena di morte per gli omosessuali) e paladini della famiglia naturale (Smirnov, presidente russo della commissione patriarcale per la famiglia e la maternità e poi la ministra per la famiglia ungherese Katalin Novak) e dell'antiaborto.

 

E infatti è per questo che mi sono dimesso da capogruppo in Comune. E' una cosa imbarazzante. Verona è una città aperta, ospitale che guarda al futuro. Non si merita un evento di questo tipo con personaggi che pensano che ci siano complotti per farci diventare tutti gay o che dicono che l'omosessualità ha correlazioni con il satanismo o che le donne che abortiscono compiono un omicidio. Qui siamo oltre l'ultracattolicesimo. Siamo al medioevo pieno. Questa è gente che con il Papa e la Chiesa non ha nulla a che vedere. E infatti all'evento non partecipa la Diocesi di Verona. Fontana, a Pontida, ha citato Pio X e non a caso, rimuovendo tutto quel che c'è stato dopo, da Papa Luciani a Giovanni Paolo II a Bergoglio. Verona è città di santi che si sono sacrificati per gli altri da San Piero Martire a Santa Maddalena di Canossa, che aveva abbandonato ricchezze e agio per aiutare le famiglie povere. 

 

E a Trento, invece, abbiamo due assessori Bisesti e Segnana che promuovono un incontro per parlare di parità di genere con figure esattamente di quel mondo lì, lo ha saputo?

 

Ho saputo, sì. La situazione è speculare solo che qui a Verona è molto più amplificata. Io critico il fatto che abbiano chiesto i loghi del Comune e della Provincia per promuovere una cosa del genere. Lo vogliono fare privatamente? Può dispiacermi che lo facciano nella mia città ma non posso impedirglielo. Ma non ci sto che un tale evento venga reso istituzionale. E da voi a Trento mi sembra stia succedendo la stessa cosa con addirittura due assessori a organizzare un convegno con queste figure.

 

Secondo lei sono le nuove generazioni della Lega ad aver sposato un progetto diverso dal vostro?

 

Non credo. Io vedo che ci sono tanti giovani che si impegnano e che hanno visioni assolutamente in linea con quella che era la Lega di un tempo che si batteva per lavoratori e artigiani, imprenditori e agricoltori. Nelle città c'è da discutere di rifiuti, sicurezza, trasporti, sviluppo e la stragrande maggioranza dei leghisti penso non sia interessata a smantellare i diritti agli altri e a insegnargli come vivere. Il problema è che nei luoghi di potere sono state messe persone vicine a quei mondi lì. La base, i militanti, non gli vanno dietro più di tanto e per questo credo che alla lunga questa gente farà molto male alla Lega anche in termini elettorali. Io, per conto mio, continuerò a portare avanti le mie battaglie da sentinella contro gli integralisti. 

 

 

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