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Villa Angerer, Betta cede: “In Consiglio mancano i numeri”. Definitivamente sfumato il progetto di riqualificazione?

I comitati ambientalisti possono tirare un sospiro di sollievo. Dopo la bagarre dei giorni scorsi e le accuse lanciate dal noto imprenditore Arcese, il sindaco Betta è costretto a gettare la spugna: "Proporremo alle opposizioni di sostenere la variazione urbanistica, e se questo non avverrà il progetto si fermerà e se ne occuperà la prossima Amministrazione"

Di Tiziano Grottolo - 01 novembre 2019 - 13:33

ARCO. “Scacco al re” è con questa locuzione che nel gioco degli scacchi si pone l'accento sul fatto che la pedina più importante si trovi sotto la minaccia di un pezzo avversario e questo è anche quanto si può dire a proposito del progetto di riqualificazione ipotizzato dall’amministrazione comunale per il compendio di Villa Angerer, ex Sanaclero.

 

Su questa vicenda, durante tutto il mese di ottobre comitati ambientalisti e comune si sono dati battaglia tanto a parole quanto a colpi di manifestazioni ed eventi pubblici (Articolo QUI e QUI). In questi giorni sulla questione è intervenuto anche Eleuterio Arcese, uno degli imprenditori autocandidatosi per partecipare al bando, che ha sparato a zero sui comitati ambientalisti.

 

Arcese si diceva pronto a investire nel progetto 40 milioni che sarebbero serviti per la realizzazione di un hotel di lusso dedicato al benessere, dove avrebbe trovato spazio anche la clinica del luminare Luigi Fontana. A proposito, tramite un quotidiano locale l’imprenditore ha diffuso una mail dello stesso Fontana all’interno della quale si esprimevano commenti poco concilianti nei confronti degli ambientalisti e del paese Italia. Considerando però le forti opposizioni suscitate dal loro progetto, soprattutto in seno agli ambientalisti, l'imprenditore e il luminare concludevano dicendo che avrebbero portato i propri soldi altrove investendoli fuori dall'Italia. Per la cronaca, in merito al rendering presentato dal noto imprenditore, l’amministrazione ha già fatto notare come questo non risulti compatibile con i vincoli della Soprintendenza e che quindi non sia realizzabile.

 

A conferma di quanto affermato da Arcese sono arrivate anche le parole del sindaco Alessandro Betta, fra i più strenui sostenitori del progetto e fra gli artefici dell’accordo preliminare siglato fra comune e Provincia (proprietaria dell’immobile) circa il “Recupero e valorizzazione del compendio Villa Angerer”, che prevede per l’appunto la creazione di una struttura ricettivo-alberghiera, con il coinvolgimento di un gruppo di imprenditori. Ma proprio su quest’ipotesi, ventilata dall’amministrazione, si erano scagliati i vari comitati molto critici su alcuni aspetti del progetto, primo fra tutti l’aumento “spropositato” delle cubature (QUI articolo).

 

“Recentemente c’è stata un'accelerazione – ha spiegato il sindaco – dovuta a un imprenditore che affermando di voler partecipare al bando ha presentato un progetto, e sono esplose le polemiche”. Polemiche giudicate fuori misura “perché si parla di una opportunità importante, e soprattutto da parte dei comitati ambientalisti c’è stato un atteggiamento di contrapposizione a priori e una campagna di disinformazione e paura, che ha creato una enorme tensione e spaventato alcuni consiglieri di maggioranza”.

 

Ecco i consiglieri di maggioranza appunto, i comitati infatti non sono gli unici che osteggiano il progetto, anche all’interno della stessa maggioranza arcense ci sono forti perplessità. Ad esempio quelle avanzate dagli autonomisti del Patt, con il vicesindaco Stefano Bresciani in testa e dal consigliere di maggioranza, quota Abc-Futura Tommaso Ulivieri. Forze politiche che hanno accolto le osservazioni degli ambientalisti.

 

“Vorrei che si trovasse un compromesso fra le preoccupazioni degli ambientalisti e la necessità di recuperare uno stabile che sta cadendo a pezzi – ha affermato Ulivieri –  però, quando una comunità si divide sulle modalità di recupero e utilizzo di un luogo caro alla propria storia, la politica dovrebbe saper cogliere questo fermento come una opportunità per arrivare a una miglior garanzia di una buona e ponderata gestione dei beni comuni nel futuro, ciò che si deve evitare è il muro contro muro”, motivo per il quale ha annunciato che in caso di votazione farà mancare il suo appoggio alla maggioranza, chiedendo di fatto di congelare il progetto pur mantenendo viva l’attenzione sulla struttura.

 

“Ho infine trovato francamente arroganti e offensive le dichiarazioni di Arcese e Fontana – riprende Ulivieri – se si facesse prevalere veramente l'amore per il proprio territorio e non solo le proprie ambizioni e i propri investimenti si dovrebbe avere la pazienza di rispettare i processi democratici e partecipativi che il pubblico richiede”.

 

Alla luce di queste prese di posizione Betta è stato costretto alla conta interna che a quanto sembrerebbe non ha dato un esito favorevole, tanto che lo stesso sindaco è stato costretto ad ammettere: “Ci troviamo a non avere i numeri in Consiglio per approvare la variazione urbanistica. Una situazione triste e preoccupante perché il senso di quello che succede è che duecento persone decidono per 17 mila, e perché in questo modo la nostra comunità rischia l’immobilità e la decadenza. Noi procederemo in questo modo: faremo, come richiesto, un Consiglio comunale aperto in cui proporremo alle opposizioni di sostenere la variazione urbanistica, e se questo non avverrà il progetto si fermerà e se ne occuperà la prossima Amministrazione”.

 

Opposizioni che però hanno respinto al mittente l’offerta, infatti da quest’ultime non sono arrivate aperture, anzi sono da segnalare interventi molto duri da parte di Lorenza Colò (M5s) che ha chiesto e ottenuto la convocazione di un consiglio comunale aperto, ma anche da Mauro Ottobre (Ad) che si è detto favorevole alla ristrutturazione di Villa Angerer ma contrario al raddoppio della volumetria esistente. Scettici anche i consiglieri civici Ravagni (Acv) e Braus (Sa).

 

Fermamente contrario pure il consigliere di Tre Giovanni Rullo “sono contrario rispetto a questa proposta di variante e pertanto voterò contro”. Rullo però ha deciso di rispondere direttamente alle esternazioni del dottor Fontana “Credo che nessuno dei manifestanti che si oppongono al raddoppio dei volumi del Sanaclero, palesati ora sulla stampa con quel rendering inquietante, intendano mettere in discussione la sua professionalità – pertanto – spiace davvero dover leggere quale sia la sua considerazione nei confronti di Arco e del suo tessuto socio-culturale. Non vi è dubbio che l’intervento dei privati sia indispensabile per permettere il risanamento del compendio di villa Angerer – conclude Rullo – prevedendo se necessario degli aumenti volumetrici in piccola misura, ma quanto abbiamo potuto leggere è senza ogni dubbio un insulto inaccettabile che viene fatto alla città di Arco, agli arcensi e a tutti coloro che amano questa Città”.

 

Stando così le cose la partita sembrerebbe chiusa già in partenza, ma più probabilmente per lo “scacco matto” si dovranno attendere i prossimi sviluppi, non sono da escludersi colpi di scena: al momento infatti non è nemmeno sicuro che si arriverà effettivamente a un voto in Consiglio, ma se ciò dovesse accadere non è da scartare l’ipotesi che qualcuno tenti la mossa del voto segreto provando a rimescolare le pedine in gioco.

 

Nel frattempo, un nuovo fronte è stato riaperto anche a livello provinciale, è notizia di oggi che il consigliere del Movimento 5 Stelle Filippo Degasperi ha presentato una mozione per “avviare subito interventi di salvaguardia e messa in sicurezza di Villa Angerer, utili per risparmiare il compendio da ulteriore degrado”.

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