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Aeroporto Catullo, Degasperi: “I leghisti buoni solo a farsi selfie, ma Trento è tagliata fuori. Serve un piano di rilancio”

Il consigliere di Onda Civica rilancia il collegamento ferroviario Trento-aeroporto Catullo e attacca la Lega: “La questione non è far aprire l’aeroporto ma di farlo lavorare anche per il Trentino, inutile presentarsi per fare due selfie e poi non difendere gli interessi del Trentino”

Di Tiziano Grottolo - 13 giugno 2020 - 12:39

TRENTO. Provincia di Trento e aeroporto Catullo un rapporto forse mai decollato o perlomeno non sono mai state sfruttate appieno le potenzialità offerte dalla struttura, in particolare per quanto riguarda le possibili ricadute sul turismo in entrata. Nel corso degli anni si sono susseguite una serie di proposte e le iniziative per chiedere un miglior collegamento fra l’aeroporto e Trento, in tempi non sospetti era stato il consigliere Filippo Degasperi a far approvare un ordine del giorno che impegnava la Giunta a valutare l’estensione di una tratta ferroviaria fino a Dossobuono (stazione a pochi minuti dagli imbarchi).

 

In questi giorni ha tenuto banco una polemica sollevata dai parlamentari leghisti del Trentino che chiedevano al Governo di attivarsi per la riapertura del Catullo, peccato però che la struttura fosse già aperta, come precisato in una nota: “L’aeroporto è a tutti gli effetti operativo, la chiusura permane solo in assenza di voli, con il ragionevole obiettivo di non sprecare immotivatamente risorse”. In questi giorni i parlamentari leghisti di Verona, Brescia e Trentino hanno incontrato i vertici del Catullo in una riunione definita “proficua” con la Società di gestione che ha evidenziato come la programmazione dei voli sia in fase di progressivo recupero, a metà giugno è infatti prevista la ripartenza di Volotea ed Air Dolomiti, a cui seguirà quella di Wizzair, Transavia e Ryanair.

 

“I leghisti sono buoni solo a farsi selfie, la questione non è far aprire l’aeroporto ma di farlo lavorare anche per il Trentino” ha tuonato Degasperi che ha puntato il dito contro il disinteresse mostrato in questi anni dalla Pat verso l’aeroporto. Effettivamente, nonostante la Provincia controlli il 30% della finanziaria Aerogest che a sua volta detiene il 47% del pacchetto del Catullo (il secondo azionista è la Save Spa con il 41,6%), non è mai riuscita a imporre una svolta che premiasse i collegamenti con il Trentino.

 

“Il Trentino è scollegato dal ‘suo’ aeroporto – afferma Degasperi – sostanzialmente il Catullo viene utilizzato da chi vuole raggiungere mete fuori dall’Italia ma sono in pochi i turisti che sbarcano a Verona-Villafranca per raggiungere il Trentino. D’altra parte se mancano i collegamenti nessuno è incentivato a scendere al Catullo se tanto poi dovrà cercare una navetta o un’auto a noleggio”. Una possibile soluzione, al tempo stesso economica e vantaggiosa, potrebbe essere l’estensione del collegamento ferroviario da Ala fino a Dossobuono: “Con un collegamento ferroviario regolare si spingerebbero più persone a trascorrere le vacanze in Trentino lasciando a casa la macchina”. Un investimento minimo per un grande risultato: “Non c’è bisogno di grandi opere quando si può sfruttare ciò che già esiste”.

 

Degasperi però punta il dito contro le manovre della Save Spa, per il consigliere troppo concentrata nel potenziamento dell’aeroporto Marco Polo di Venezia a discapito del Catullo: “Mentre i leghisti si preoccupano di farsi i selfie la struttura di riferimento del Trentino rischia di essere depotenziata, in favore di Venezia che sta per surclassare il Catullo nonostante questa città sia fuorimano rispetto alla posizione baricentrica di Verona”. A conferma dei piani di espansione del Marco Polo, recentemente è stato presentato il progetto definitivo del collegamento tra la linea Venezia-Trieste e l'aeroporto Marco Polo, un investimento da 475 milioni di euro che candida la struttura veneziana a diventare l’hub del Friuli-Venezia Giulia. “È illogico che il Marco Polo sia diventato l’hub di riferimento del Nordest vista la sua posizione decentrata – conclude Degasperi – sono due anni che presentiamo proposte per rilanciare il Catullo ma puntualmente le nostre iniziative rimangono lettera morta con il Trentino che rimane tagliato fuori”.

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