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Baselga di Piné, Bedollo e Castello Tesino zona rossa. Fugatti: ''L'ordinanza prevede le regole nazionali ma la scuola resta. Ecco cosa cambia per il resto del Trentino''

Le comunità fino a ieri rassicurate dai dati della Pat erano in due casi anche sotto il 2% ma alla fine i tre comuni hanno superato la soglia del 3% di positivi per residente proprio perché si sono conteggiati anche i positivi da tamponi antigenici. Anche nel resto della provincia alcune nuove restrizioni a partire da lunedì. Raccomandazione ai soggetti oltre i 70 anni di recarsi a fare la spesa nelle prime due ore del mattino

 

Di Luca Pianesi - 13 novembre 2020 - 18:32

TRENTO. Alla fine anche Bedollo e Baselga di Piné si sono ritrovati ad essere zona rossa. Un provvedimento fino a poche ore fa imprevedibile per la comunità dei due comuni che si trovavano da dati pubblici della Pat sotto la soglia del 3%addirittura sotto anche il 2%. Piné era all'1,9% e Bedollo all'1,7% ma allora come mai sono rientrati anche loro oltre a Castello Tesino (che da dati Pat era al 2,99%) tra i comuni a rischio? Perché per questo tipo di provvedimento ecco che sono stati conteggiati anche i positivi da tamponi antigenici che da giorni spieghiamo ai lettori essere molto più numerosi di quelli da tampone molecolare (sommando i due dati si raggiunge circa il triplo dei positivi segnalati quotidianamente dalla Pat come raccontavamo con questo approfondimento).

 

E così ecco l'ennesimo controsenso di una gestione della pandemia che i provvedimenti li calibra servendosi del dato completo ma che alla comunità dà numeri a questo punto assolutamente inaffidabili se non per i ricoveri, i decessi e le terapie intensive che continuano ad aumentare. ''Le zone rosse scattano per quei Comuni che hanno un livello di contagio superiore al 3% tenendo conto sia dei tamponi molecolari che degli antigenici - ha spiegato Fugatti in conferenza stampa -. E' una iniziativa che va incontro alla salute pubblica. La gente può muoversi solo per questioni di lavoro, salute e casi eccezionali. All'interno dell'ordinanza vale il criterio dei ristori perché l'ordinanza è fatta in collaborazione con il ministero della salute''. 

 

''Ci sarebbe poi - ha aggiunto Fugatti - un altro comune che però ha meno di 300 abitanti perché qui un paio di famiglie ti fanno da sole il 3%. Scatteranno, quindi, delle restrizioni particolari della zona rossa nazionale: bar, ristoranti, gelaterie e simili sono chiusi; tutta la movimentazione all'interno di questi comuni è legata solo a questioni di lavoro, salute e questioni eccezionali. Non ti puoi muovere per andare a farti un giro. La scuola rimane come è, quindi chi deve andare a scuola alle medie o elementari possono spostarsi. A livello nazionale c'è didattica a distanza anche per seconda e terza media nelle zone rosse da noi non sarà così''.

 

''Nei servizi aperti - ha proseguito De Col - ci sono farmacie, parafarmacie e anche i barbieri, parrucchieri e chi fa servizio mortuario. Per lo spostamento è prevista l'autocertificazione. Questa viene comunque rilasciata dalle forze dell'ordine e quindi saranno anche loro a fornirla''. 

 

Insomma i tamponi antigenici esistono eccome e assieme ai tamponi molecolari determinano il trend vero del contagio. ''Noi abbiamo richiesto di poterli comunicare - ha aggiunto il presidente - ma il ministero non ci ha risposto. I dati descrivono oggettivamente una situazione che sta peggiorando. Ma vi ricordo che sta parlando il presidente di una provincia che nella prima ondata covid aveva comunicato i decessi che erano considerati non proprio completamente covid e il ministero ce li aveva tolti. Questo per dire la nostra trasparenza. Per il rispetto istituzionale che abbiamo per il ministero attendiamo siano loro a dirci come e quando comunicarli''. Parole posate dopo che in passato, invece, i tentativi di strappi con il ministero e il governo centrale erano stati molto meno rispettosi da un presidente dell'unica provincia che per oltre un mese ha completamente sbagliato a comunicare i dati sui nuovi positivi riuscendo a passare da ''zona critica'' ad ''area praticamente covid free'' affidandosi solo alla comunicazione dei positivi a 5 giorni (salvo poi essere smentita dal governo e dover tornare al conteggio originario).

 

''L'ordinanza - ha proseguito Fugatti - noi crediamo entrerà in vigore da lunedì, dalle 24 di domenica. Il resto del territorio resta zona gialla ma con delle nuove limitazioni: obbligo della mascherina all'aperto sempre, tranne i bambini e i soggetti che fanno attività sportive; attività motoria consentita all'aperto ma al di fuori delle strade e delle piazze. Accesso agli esercizi di vendita consentita a una sola persona per nucleo familiare; vietata consumazione alimenti e bevande all'aperto salvo le sedute di esercizi commerciali''.

 

L’ordinanza interverrà con una disciplina più puntuale sullo svolgimento delle attività dei pubblici esercizi, sulle attività sportive sui luoghi di culto, sui mercati, sulle chiusure domenicali e ci sarà una raccomandazione ai soggetti oltre i 70 anni di
recarsi a fare la spesa nelle prime due ore del mattino
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