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Bonus vacanza della Pat, Manica: ''Ma ci sono le coperture finanziarie? La Lega invita i trentini prima a spendere e poi delibera il provvedimento?

Il bonus vacanza è stato pubblicizzato e lanciato, c'è già sezione operativa, ma emergono le prime criticità: la pagina dedicata su Riparti Trentino sarà operativa da agosto. Le decisioni finali potrebbero arrivare in sede di assestamento di bilancio, Manica: "Un conto è assumere un provvedimento e prevedere un effetto retroattivo, ma così è un percorso rischioso. E se cambiano i criteri?"

Di Luca Andreazza - 05 luglio 2020 - 20:38

TRENTO. E' partita la campagna "O amato TrentinoVacanze km 0: la bellezza proprio dietro casa" per promuovere il bonus da 50 o 100 euro riservato ai residenti che decidono di trascorrere un periodo di ferie sul territorio. Un provvedimento che è già stato lanciato in anticipo (Qui articolo) e reso operativo da mercoledì 1 luglio scorso (Qui articolo). L’incentivo si rivolge ai residenti in Trentino che scelgono di soggiornare per almeno 3 notti in una qualsiasi struttura ricettiva della provincia di Trento.

Tutto pronto ma non prontissimo. Il bonus può essere utilizzato in tutte le strutture ricettive ad eccezione degli appartamenti privati (alloggi per uso turistico), la misura è valida dal 1 luglio fino al 30 novembre 2020 e per inoltrare la richiesta "sarà sufficiente - si legge - connettersi la sezione dedicata sulla piattaforma Riparti Trentino".

 

C'è già un però: la sezione specifica, si legge sul portale di Visit Trentino, "sarà operativa da agosto, basterà attestare il pernottamento presso una delle strutture ricettive del nostro territorio tramite fattura o ricevuta fiscale".

 

La misura prevede un contributo di 50 euro a persona pagante per un soggiorno di almeno 3 notti, cifra che arriva a 100 euro a persona pagante per un soggiorno di 7 notti. La novità rispetto al bonus nazionale è che sarà il cliente a dover richiedere il rimborso del bonus alla Provincia.

 

Un provvedimento ideato a Roma per incentivare i cittadini a recarsi in vacanza nonostante i problemi di liquidità e sostenere il mercato, mentre quello provinciale ragiona nel senso opposto e conta sulla disponibilità economica del residente che anticipa i soldi e poi effettua domanda per il rimborso e con calma. Intanto un residente versa la tassa di soggiorno e paga la vacanza, poi il bonus arriva.

Un bonus però ancora vago. "Non sembrano esserci ancora le coperture finanziarie, delibere o determine della Provincia", commenta Alessio Manica, consigliere provinciale del Partito democratico, che aggiunge: "I criteri e i requisiti per accedere al bonus vacanza non sembrano essere stati completamente fissati, ma intanto la promozione di questa campagna è già stata pianificata e avviata".

 

Le decisioni finali potrebbero arrivare in sede di assestamento di bilancio. "E' un percorso molto particolare - dice il consigliere provinciale - un conto è assumere un provvedimento e prevedere un effetto retroattivo, come nel caso dei contributi, ma è diverso invitare i cittadini a spendere senza però che ci siano delibere o determine". 

 

A livello nazionale è l'esercente a fare domanda di rimborso allo Stato mentre per le famiglie si può arrivare a un bonus di 500 euro per i nuclei composti da tre persone, 300 euro le coppie e 150 euro per il singolo purché si abbia un reddito Isee inferiore ai 40 mila euro. Un modo di procedere della Provincia che preoccupa il consigliere provinciale dem. “E' un atteggiamento rischioso perché se cambia qualcosa nel corso dell’assestamento e si introducono per esempio dei filtri basati sul reddito diventa una presa in giro, oltre che istituzionalmente sbagliato perché l'Aula a questo punto è stata esautorata dalle proprie funzioni”, conclude Manica.

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