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Centrodestra sempre più in difficoltà: il ''moderato'' da candidare a sindaco di Trento non si trova (e Girardi, come gli altri 18, non ''ballerà'')

Mentre la Voce del Trentino due giorni fa ha dato per certa la candidatura dell'avvocato trentino e noi abbiamo spiegato perché era impossibile anche solo come ipotesi, sono almeno 19 i nomi papabili già bruciati (anche dal fuoco amico). A questo punto non restano che ''i sopravvissuti'' (o quelli che erano stati scartati) oppure il cerino resterà in mano al segretario Bisesti che rischierà, così, di mettere in gioco anche il suo futuro politico

Di Luca Pianesi - 05 febbraio 2020 - 16:51

TRENTO. Si potrebbe arrivare a costruire una lista solo di potenziali candidati sindaci del centrodestra, per Trento, che, per un motivo o per l'altro, hanno risposto ''picche'' al segretario della Lega Mirko Bisesti e al suo entourage. Noi abbiamo contato venti nomi emersi, più o meno realisticamente, in queste ultime settimane sui giornali l'ultimo dei quali è quello dell'avvocato (ed ex presidente di A22) Andrea Girardi che, come da previsione, dato per certo dalla solita Voce del Trentino due giorni fa, in realtà era improbabile sin dall'inizio (noi ieri scrivevamo che ''se fosse vera la notizia sarebbe quasi esilarante'' visto che proprio Girardi per mesi era stato attaccato in tutti i modi dal Fugatti di opposizione QUI ARTICOLO) e nessuna conferma né incontro ufficiale (come invece aveva scritto l'editore del sito in questione) era avvenuto tra lui e i vertici della Lega.

 

Ancor più ridicolo, quindi, l'ennesimo articolo fatto oggi sempre da quelli delle voci che per autosmentirsi hanno dato la responsabilità dell'accaduto allo stimato avvocato trentino (''Dietrofront di Andrea Girardi''). Insomma la vicenda sta raggiungendo dei contorni tra il tragico e il comico. Il centrodestra è alla disperata ricerca di un candidato sindaco moderato a rappresentarli nella sfida elettorale con un centrosinistra sempre più compatto dietro il nome di Franco Ianeselli. Lo vorrebbe perché la Lega in città non è riuscita a sfondare nemmeno alle elezioni europee di un anno fa (quando aveva stravinto su scala nazionale superando il 34% e lasciando il Pd al 22,7%) fermandosi al 29% contro il 35% del Partito democratico, figurarsi oggi, dopo un anno di questo governo provinciale

 

Un anno che ha messo a nudo le grandi difficoltà di un partito privo di classe dirigente, passato nel giro di pochi anni da essere quasi scomparso ad essere il primo su scala provinciale (spinto dall'onda forte di Matteo Salvini) finendo, così, per proiettare sconosciuti militanti in ruoli di primo piano, assessorati, scranni parlamentari e più in generale in luoghi di comando. Il risultato di ciò è sotto gli occhi di tutti e quindi ecco la necessità, almeno per il candidato sindaco di Trento, di affidarsi a una figura non di partito, terza, possibilmente stimata e possibilmente conosciuta. Purtroppo, però, quelli con questo profilo o non hanno nemmeno risposto, o hanno preferito dire ''no grazie'', meglio non legarsi a un progetto del genere (che evidentemente, con il passare del tempo, risulta avere sempre meno appeal).

 

Rimangono ''gli scarti'', a questo punto. Gli Assi sono stati tolti dal mazzo, i Re pure, anche le Regine e i Fanti: una ventina i nomi bruciati e adesso non resta che puntare su qualche ''cavallo di ritorno'' o, ancora peggio, su qualcuno interno alla politica. C'è chi sta riproponendo il nome dello stesso Bisesti che, sicuramente, sarebbe stato un ottimo candidato, con buone possibilità di vittoria, se lanciato con energia e fiducia due mesi fa (senza, quindi, questo stillicidio di nomi e smentite che ha sfibrato anche i più affezionati sostenitori) ma che oggi parrebbe il classico segretario rimasto ''con il cerino in mano'' costretto, per cause di forza maggiore, a mettere in gioco segreteria e assessorato provinciale (e anche il suo futuro politico, a questo punto) perché non c'è più nessuno da proporre.

 

Insomma l'attesa e la curiosità per il candidato sindaco resta molto alta e a questo punto ci si aspettano colpi di scena. Domani dovrebbe essere un giorno importante per avvicinarsi a una decisione ma ogni nome già fatto sarebbe già perdente perché depotenziato dal fuoco amico di questi mesi. Meglio uno nuovo, allora, un Asso nella manica, se esiste, tenuto nascosto fino ad oggi, possibilmente da non sottoporre agli amici (e al loro fuocoprima di ufficializzarlo

 

Ecco i nomi che siamo riusciti a ricordare tra quelli emersi negli ultimi due mesi sui giornali

 

1. Lorenzo Eccher
2. Laura Strada
3. Marcello Carli
4. Marco Luscia
5. Stefano Mengoni
6. Paolo Frizzi
7. Aronne Armanini
8. Marcello Poli
9. Diego Schelfi
10. Andrea Girardi
11. Sergio Divina
12. Devid Moranduzzo
13. Corrado Tononi
14. Paolo Monti
15. Silvano Grisenti
16. Andrea Merler
17. Francesca Gerosa
18. Pietro Patton
19. Massimo Troncon

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