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Coronavirus e scuola, Cia: ''Tutti promossi ma bocciata la politica nazionale: come pensare che i nostri ragazzi crescano nella rettitudine e si impegnino se quello che gli si insegna è che non importa ciò che fanno?''

Il consigliere provinciale Cia (Agire): "Questa situazione della scuola dovrebbe farci riflettere in quanto ha fatto venire meno l'intrinseca funzione dell'istruzione, la preparazione alla vita futura. Teoricamente valgono i voti conquistati ma è chiaro che l'impegno degli studenti è iniziato a venire meno"

Pubblicato il - 08 maggio 2020 - 22:12

TRENTO. "Quest’anno tutti gli studenti promossi, ma a meritare una bocciatura questa volta è la politica nazionale", queste le parole di Claudio Cia, consigliere provinciale in quota Agire, che aggiunge: "Questa situazione della scuola dovrebbe farci riflettere in quanto ha fatto venire meno l'intrinseca funzione dell'istruzione, la preparazione alla vita futura".

 

A inizio aprile, la ministra Lucia Azzolina ha firmato il dl scuola per gli iter che riguardano gli esami di Stato, la valutazione dei docenti, i concorsi, l’aggiornamento delle graduatorie, gli scrutini e i libri di testo.in questo periodo di lockdown a causa dell'emergenza coronavirus.

 

L’anno scolastico si avvia alla conclusione tra didattica on-line e compiti da consegnare entro scadenze determinate. "Sono lontani i tempi in cui a maggio si vedeva lo sprint dei professori, occupati a portare a termine il programma scolastico, a cui si contrapponeva, quasi per natura, quello da parte degli studenti: quelli più bravi impegnati a consolidare i risultati ottenuti nel corso dell’anno - prosegue Cia - gli altri impegnati nel recuperare materie a suon di interrogazioni e verifiche per dimostrare di meritare in primis la promozione e poi a scongiurare quei 'debiti' che come macigni pesano sull’estate".

 

L'indicazione è quella che gli scrutini si tengono a distanza e tutti gli alunni vengono comunque ammessi all'anno successivo, anche quelli con insufficienze registrate nel primo quadrimestre o in corso d'opera. Ma nessun "6 politico": gli studenti vengono valutati anche in base all'impegno dimostrato durante la didattica a distanza.

 

"Ma sembra evidente che a meritare un 5 questa volta sia proprio la politica. Tutti saranno promossi alla classe successiva - aggiunge il consigliere provinciale - teoricamente con i voti conquistati (dunque con i 4 e i 5 che non spariranno ma che dovranno essere recuperati nel corso dell’anno scolastico 2020/2021). E' chiaro però che, nel momento stesso in cui gli studenti sono venuti a conoscenza della lieta novella, il loro impegno ha iniziato a venire meno. D'altronde, chi me lo fa fare di seguire le lezioni, fare tutti i compiti, farmi interrogare, se tanto al termine dell’anno verrò promosso comunque? Ecco che allora è scattata la vacanza, con studenti latitanti che verranno comunque promossi e che ai 'debiti' ci penseranno l’anno prossimo. Questo si è tradotto in un problema anche per le famiglie che, in assenza di un valido stimolo come la possibile bocciatura, non riescono più a motivare i loro figli a partecipare attivamente alla didattica a distanza".

 

Il passaggio all'anno successivo prevede comunque i recuperi a settembre per verificare la preparazione degli studenti oppure la necessità dell'eventuale integrazione e recupero degli apprendimenti relativi all'anno scolastico 2019/2020 nel corso di quello successivo quale attività didattica ordinaria.

 

"Credo che questa situazione dovrebbe farci riflettere - conclude Cia - non solo perché vanifica l’impegno degli studenti e dei professori che con serietà danno il massimo anche nella didattica a distanza, ma soprattutto perché ha fatto venire meno l’intrinseca funzione dell’istruzione, la preparazione alla vita futura. Come possiamo pensare che i nostri ragazzi crescano nella rettitudine e si impegnino se quello che gli si insegna è che non importa ciò che fanno, tanto la faranno sempre franca? Questa è una domanda che la politica deve porsi e alla quale deve trovare una risposta in fretta, altrimenti in futuro non ci sarà più niente per cui valga la pena impegnarsi e combattere".

 

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