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Coronavirus, Ianeselli lancia alcune proposte per salvare l'economia Trentina: “Servono incentivi e sgravi fiscali per imprese e famiglie”

L’economia rischia di finire in recessione per colpa del coronavirus, Ianeselli: “È necessario salvaguardare la salute delle persone ma al contempo si deve impedire che Trento e provincia si fermino, servono misure urgenti che stimolino l’economia”

Di Tiziano Grottolo - 08 marzo 2020 - 18:06

TRENTO. “Se tutti contribuiamo a propagarlo rischiamo di creare una situazione ingestibile nelle strutture”, così il candidato sindaco del Centrosinistra-autonomista, Franco Ianeselli, invita tutti a seguire le disposizioni fornite dal ministero della sanità per evitare il diffondersi dei contagi da coronavirus.

 

“Anche io sono rimasto colpito dal numero di persone accalcate sulle piste e nelle stazioni sciistiche, ma per non puntare il dito contro nessuno – precisa – penso che tutti dovremmo attenerci alle precauzioni del caso e accettare di modificare i nostri comportamenti individuali”. Il riferimento va sicuramente anche alla campagna elettorale: “Durante la presentazione della lista di Futura abbiamo giustamente mantenuto le distanze di sicurezza ma anche per le prossime giornate dovremo essere rigorosi nell'adottare tutte le precauzioni possibili, altrimenti Trento rischia di fermarsi”.  

 

Se da un lato si deve fare i conti con l’emergenza sanitaria dall’altro ci si deve confrontare con il rischio di una crisi economia (QUI articolo) e di questo il candidato sindaco ne è ben consapevole: “Proprio perché vogliamo che Trento non si fermi bisogna prendere in considerazione anche tutta una serie di misure per tutelare i lavoratori, penso ad esempio all’incentivazione di pratiche come lo smart working e il telelavoro”.  

 

Effettivamente emergenza sanitaria e crisi economica in un certo senso vanno a braccetto, basti pensare che nella sola Trento gli albergatori hanno segnalato un calo delle presenze e delle prenotazioni di quasi il 90%, “il rischio che si verifichi una recessione dura è reale – afferma Ianeselli – sarà quindi necessario attivarsi su tutti i livelli studiando delle misure da condividere con le categorie economiche e le organizzazioni sindacali”. In questo senso il candidato sindaco avrebbe incontrato l’attuale primo cittadino, Alessandro Andreatta, assieme ad altri esponenti della Giunta per confrontarsi su alcune istanze: “Il comune deve dare un segnale agli esercenti intervenendo laddove possibile”.

 

Se i vari punti informativi sul tema del coronavirus vengono giudicati positivamente, altro potrebbe essere fatto in merito al potenziamento degli Uffici relazioni con il pubblico lavorando al contempo creando ulteriori presidi informativi sfruttando la rete delle farmacie comunali. “Soprattutto – ricorda Ianeselli – sarebbe importante adoperarsi per promuovere degli incentivi sulle varie tariffe – bolletta di acqua, gas e luce in primis ma anche tassa sui rifiuti – un modo di andare incontro a chi gestisce un’attività creando un pacchetto di misure necessarie a evitare la chiusura dei negozi”.

 

Ci sono poi tutta quella serie di proposte che rientrano nella sfera del pratico, il candidato sindaco ad esempio ha fatto sua l'idea arrivata da Marco Giovanazzi, presidente dell’ordine degli architetti, che ha chiesto che gli uffici pubblici, in particolare quelli dell’edilizia privata, accettino solo le istanze arrivate via Pec. Un modo semplice per evitare inutili spostamenti, e di conseguenza occasioni di contagio, ma al contempo senza bloccare l’economia. “Bisogna evitare a ogni costo che le attività chiudano, altrimenti il rischio è che i negozi non abbiano le forze di riaprire nemmeno una volta superata l’emergenza sanitaria”, dice Ianeselli.

 

Per il candidato sindaco un ragionamento simile, ma in scala maggiore, potrebbe essere applicato anche a livello Provinciale: “Ho parlato con rappresentanti dei lavoratori e di Confindustria e credo che sia indispensabile per Trento e il Trentino che ci sia una regia forte in grado di coinvolgere tutte le parti, usando le leve dell’autonomia per adottare misure di carattere economico”. Ben accetta la proposta arrivata dagli istituti di credito con la moratoria sui mutui ma adesso tocca alla Pat scendere in campo: “Ammortizzatori sociali e il fondo di solidarietà da 14 milioni vanno bene per sostenere i dipendenti ma bisogna pensare anche ai lavoratori autonomi”. Le così dette partite iva infatti, non possono contare su alcun paracadute: “Il Comune deve essere accanto alla Provincia per mettere in campo un piano di investimenti di legislatura facendo affidamento sulle peculiarità che l’Autonomia può dare, così com’è stato fatto in passato”, evidenzia Ianeselli.

 

Sarebbe una beffa uscire bene dall’emergenza sanitaria per poi trovarsi con l’acqua alla gola per la sopraggiunta crisi economica: “Si deve pensare già al dopo virus, ragionando su attività di promozione che servano a recuperare il terreno perduto, mobilitando risorse prima per sostenere e proteggere l’esistente, poi per aiutare a ripartire”.  

 

Un appello forte ma probabilmente necessario per immaginare un pacchetto di misure economiche “anticrisi”, il candidato sindaco consiglia anche di sfruttare le leve del debito: “Quando si ereditano delle finanze in salute il debito può essere uno strumento che, se usato con intelligenza, può dare grandi risultati”. Al netto del fondo di solidarietà sarà bene agire sul potenziamento degli investimenti “fatti con risorse pubbliche che vadano a stimolare l’economia”. Ianeselli evoca un intervento di tipo keynesiano: “La cosa più importante – avverte – sarà agire in tempi rapidi perché il tempo stringe e tanti esercenti, così come molte famiglie trentine iniziano a essere in difficoltà”.

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