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Coronavirus, per l'eurodeputato Ciocca "un lombardo vale più di un laziale". "I vaccini vanno distribuiti in base a criteri economici"

L'eurodeputato leghista Angelo Ciocca, salito agli onori della cronaca per la "mossa della scarpa" e l'aver sventolato una scatola di cioccolatini nel Parlamento europeo per protestare contro la Turchia, si è reso nuovamente protagonista sostenendo in un programma di una tv locale che i vaccini debbano essere distribuiti in base a criteri economici. "Un lombardo paga più tasse di un laziale. Per la vaccinazione vale quindi di più"

Di Davide Leveghi - 18 December 2020 - 10:03

TRENTO. "Un lombardo? Vale più di un laziale. Nella distribuzione del vaccino bisogna tener conto dell'economia. La Lombardia è stato il territorio più colpito dai contagi, e quello che paga più tasse, gli estintori vanno messi dove hai più incendi”. È questa l'ultima uscita dell'eurodeputato leghista Angelo Ciocca. Il politico pavese, intervenendo in una trasmissione della rete Antenna 3, ha espresso il suo personale parere sui vaccini, riuscendo anche questa volta ad alzare un polverone.

 

Non è la prima volta, infatti, che Ciocca si rende protagonista di uscite o trovate che lo portano sotto i riflettori. Era il 23 ottobre 2018 quando nella sala stampa del Parlamento europeo si era tolto una scarpa per calpestare e imbrattare i documenti con cui la Commissione europea bocciava la manovra del governo giallo-verde. Precisamente un anno dopo, invece, sventolava in aula una scatola di cioccolatini turchi e una foto di Antonio Megalizzi (sventolare oggetti in maniera irrispettosa pare essere sport praticato da molti nella Lega) per protestare contro la Turchia.

 

 

Rispettivamente queste sue trovate lo avevano portato ad una sospensione per violazione grave del regolamento e a essere definito “grottesco” da parte del commissario agli affari economici Pierre Moscovici. Ma non è tutto. Ciocca si “beccava” anche del “coglione” da parte del traduttore del Parlamento europeo, che, non accortosi del microfono aperto, era incappato in una imbarazzante gaffe.

 

Questa volta, dunque, Ciocca non si è preso il palcoscenico in ambito europeo ma su una televisione locale. Nulla che non possa comunque aver sollevato un polverone, anche perché, pur essendo stato eletto nel Nord-Ovest, il politico pavese rappresenta nel Parlamento europeo l'Italia intera, di cui i laziali sono parte integrante.

 

La sua considerazione verso chi vive nella regione della capitale, però, pare non essere altrettanto considerevole. Di fronte alle previsioni rese pubbliche sulla distribuzione dei vaccini per regioni (secondo cui la Lombardia riceverebbe all'inizio 304.955 vaccini e il Lazio 179.819), Ciocca non risparmia critiche, avanzando una teoria decisamente bizzarra: per il vaccino non contano tanto dei criteri sanitari quanto quelli economici. Da qui la teoria che la Lombardia, “che il doppio degli abitanti del Lazio” ma che soprattutto “è il motore di tutto il Paese”, debba ricevere più vaccini che la regione del centro Italia.

 

La “superiorità” lombarda si estenderebbe, per Ciocca, su tutto il resto del Paese se è vero, come ha detto, che “quando si ammala un lombardo vale di più che se si ammala una persona di un'altra parte d'Italia”. Teorie decisamente bislacche, insomma. Nondimeno, tra foto di Paolo Rossi, video in cui campeggia la scritta “Giù le mani dall'Italia”, Ciocca, a quanto pare, sembra in realtà non essersi ancora emancipato dalle radici “padane”.

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