Elezioni comunali, Carli incassa il sostegno della Dc. Brocoli: ''Voglia di esserci. Basta incompetenza e improvvisazione''
Nel giro di poche ore il noto imprenditore ha incassato la disponibilità di Agire e Claudio Cia, messo alla porta da Baracetti e dalla Lega, così come quella della Dc. Brocoli: "Per chi ha una tradizione di dialogo, di apertura e educata consapevolezza dei bisogni di amministrazione, la candidatura di Carli non può che essere la fioritura di un percorso politico"

TRENTO. La Democrazia cristiana è pronta a sostenere la corsa di Marcello Carli per palazzo Thun alle prossime elezioni comunali a Trento.
Dopo essere uscito allo scoperto nelle scorse settimane (Qui articolo), il noto imprenditore ha diramato una lettera aperta alla cittadinanza per trovare convergenze e possibili alleati per la tornata elettorale (Qui articolo) e nel giro di poche ore Carli ha incassato la disponibilità di Agire e Claudio Cia, messo alla porta da Alessandro Baracetti e dalla coalizione guidata dalla Lega (Qui articolo), così come quella della Dc.
"E' la primavera della politica per il comune di Trento - commenta Andrea Brocoli, segretario organizzativo Dc del Trentino - quella della candidatura di Marcello Carli alla guida della città capoluogo. In tanti avrebbero scelto il mare rispetto a un offerta politica che poco ha a che fare con una visione di città. Quella dei due candidati delle fazioni politiche tradizionalmente intese destra e sinistra era, infatti, poco rassicurante per chi abita in città e nei suoi sobborghi".
I contatti sono stati avviati per trovare una convergenza. "Per chi ha una tradizione di dialogo, di apertura e educata consapevolezza dei bisogni di amministrazione, la candidatura di Carli non può che essere la fioritura di un percorso politico. Questo - aggiunge Brocoli - è il pensiero che nella Dc e nei cristiani impegnati in politica si è subito risvegliato. Ritrovarsi nel bene comune smarrito da tanta incompetenza e improvvisazione".
Insomma, la Dc guarda con entusiasmo alla figura di Carli quale possibile guida del capoluogo. "Si possono riattivare quei ragionamenti di cui si nutre chi ama confrontarsi democraticamente e decidere quale Trento del 2030 avremo nella logica virtuosa di confronto e proposta del rapporto con la Provincia", dice Brocoli, che conclude: "Con questo spirito stiamo raccogliendo un impetuosa voglia di esserci, per molti che non si trovavano rappresentati da culture politiche che vanno collocate nella loro giusta dimensione storica".


















