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Gioco d'azzardo, a Belluno scattano le restrizioni anche sulle fasce orarie. In Trentino ci si prepara a ridiscutere le norme sulle distanze dai luoghi sensibili

In Trentino si attende l'entrata in vigore dell'attesissima legge che prevede, tra le altre cose, la rimozione delle 'macchinette' per il gioco d'azzardo che si trovano vicino ai luoghi sensibili e i gruppi di pressione legati al mondo del gioco d'azzardo si stanno muovendo con tutte le loro energie per ottenerne lo slittamento, la regione Veneto ha fissato nuovi paletti molto importanti per regolare la materia

Di Luca Pianesi - 14 gennaio 2020 - 05:01

BELLUNO. Mentre in Trentino si attende l'entrata in vigore dell'attesissima legge che prevede, tra le altre cose, la rimozione delle 'macchinette' per il gioco d'azzardo che si trovano vicino ai luoghi sensibili (come scuoleospedalicentri per anziani) e i gruppi di pressione legati al mondo del gioco d'azzardo si stanno muovendo con tutte le loro energie per ottenerne lo slittamento (e la giunta Fugatti con Claudio Cia ha già annunciato che la quarta Commissione incontrerà i rappresentanti dell'Associazione Nazionale Servizi Apparecchi per le Pubbliche Attrazioni Ricreative) la regione Veneto ha fissato nuovi paletti molto importanti per regolare la materia.

 

E' stato fissato, infatti, che esistono degli orari durante i quali è previsto una totale “interruzione del gioco” da porre in essere in modo omogeneo e uniforme su tutto il territorio regionale che prevede di tenere spenti gli apparecchi ''dalle 7 alle 9'' e ''dalle 13 alle 15'' e ''dalle 18 alle 20''. Tre fasce che andrebbero, da analisi, a tutelare nel primo caso di più i minori, i giovani, le donne, i lavoratori e i disoccupati; nel secondo caso gli anziani, i lavoratori e i disoccupati; nel terzo caso tutte le fasce della popolazione. Un provvedimento importante che impone che ''in queste fasce orarie, i Comuni non potranno consentire in alcun modo l’utilizzo degli apparecchi da gioco''.

 

''È finalmente legge il provvedimento che attendavamo - spiega il sindaco di Belluno, Jacopo Massaro - lo stesso provvedimento che ribadisce quanto noi avevamo già inserito nel regolamento comunale, ossia l’inclusione degli sportelli bancomat come “luoghi sensibili”: aspetto contestato dai gestori, e che ora vanta anche il sostegno di una legge della Regione Veneto. Inoltre, si sono finalmente ufficializzate anche le fasce orarie di interruzione del gioco. Dico finalmente perché ora possiamo intervenire con unità ed efficacia''.

 

Il rischio, infatti, era quello che anche se un Comune si dotava di nuove regole più restringenti i giocatori patologici si spostassero in quelli vicini. ''Già nelle scorse settimane - aggiunge Massaro - in attesa dell’entrata in vigore della legge, avevo incontrato i colleghi dell’Alpago, della Valbelluna e del Feltrino per condividere un impianto comune. Si è deciso quindi che sarà il Comune di Belluno a preparare uno schema orario che sarà poi replicato in tutti i comuni che hanno partecipato all’incontro e, speriamo, anche in tutte le realtà della provincia''.

 

''Si va verso una nuova epoca di regolamentazione delle sale slot – conclude il primo cittadino bellunese –. In questo modo, tuteliamo la salute pubblica e teniamo sotto controllo l’ordine pubblico, visto il verificarsi anche in provincia di Belluno di situazioni problematiche; si tratta poi anche di una questione di sicurezza stradale, vista la mole di giocatori “pendolari” che ogni giorno viaggiano sulle nostre strade seguendo gli orari di apertura delle diverse attività di gioco d’azzardo presenti in provincia''.

 

In Trentino, invece, dovrebbe entrare in vigore la legge provinciale 13 del 2015 questa estate. Una legge già depotenziata, negli anni, grazie agli interventi di vari politici e alle pressioni delle varie associazioni che, a diversi livelli, si occupano di tutelare e promuovere il gioco d'azzardo legalizzato. La norma prevede dei limiti di distanza di 300 metri dai luoghi ''sensibili'' per posizionare le slot ma solo in ambito commerciali e quindi la limitazione, al momento, non riguarda i cosiddetti casinò o sale dedicate al gioco. Ciò grazie all'intervento dell'allora consigliere provinciale Giacomo Bezzi che aveva fatto slittare gli effetti dell'applicazione della norma per questi luoghi al 2022 (come il Dolomiti avevamo scoperto quell'emendamento infilato in fretta e furia a fine legislatura che all'inizio era stato formulato in maniera ancora più impattante aprendo un'inchiesta sull'argomento QUI ARTICOLO).

 

Ora Sapar (l'Associazione Nazionale Servizi Apparecchi per le Pubbliche Attrazioni Ricreative) sta cercando di intervenire in vista del via, previsto in agosto, della norma e ha già chiesto un incontro al presidente Fugatti. Ne ha dato notizia il consigliere provinciale del Movimento 5 Stelle Alex Marini (con botta e risposta tra lui e l'associazione QUI ARTICOLO) e a lui ha risposto il consigliere provinciale di maggioranza Claudio Cia (QUI ARTICOLO). Questo il comunicato del consiglio provinciale: ''La Commissione incontrerà la Sapar. In apertura, il presidente Cia ha comunicato ai commissari la volontà rappresentata dalla Sapar, associazione italiana dei gestori del gioco di Stato, di essere ascoltata in Commissione in merito ai termini per l’entrata in vigore della legge che limita le attività di gioco d’azzardo, prevista per l’agosto prossimo. La Commissione ha individuato una data per l’incontro a fine gennaio''.

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