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Movida, l’appello del sindaco Ianeselli: “Assembramenti inaccettabili, serve più responsabilità”

Il Comune è pronto a intervenire con misure ad hoc, ma il sindaco Ianeselli lancia un appello ai giovani della movida: “La salute di tutti passa in questo momento anche dal vostro senso di responsabilità, abbiamo il dovere di proteggere la nostra comunità da un virus pericoloso che ha rialzato la testa”

Di Tiziano Grottolo - 04 ottobre 2020 - 12:03

TRENTO. Dopo l’ennesimo assembramento di giovani in strada anche il nuovo sindaco di Trento interviene sulla vicenda. Un problema noto da tempo ma che Franco Ianeselli punta a risolvere “perché – spiega – c’è il diritto a passare il sabato sera con gli amici bevendosi due birre ma oggi c’è soprattutto il dovere di tutti di proteggere la nostra comunità da un virus pericoloso che ha rialzato la testa”.

 

Le immagini d’altronde parlano chiaro: centinaia di giovani si danno appuntamento ogni fine settimana nella zona tra via Ferruccio Francesco, via Livio Marchetti, vicolo San Marco e via Santa Maria Maddalena. Urla e schiamazzi che proseguono fino alle prime ore dell’alba impedendo ai residenti di riposare.

 

“Questi assembramenti di centinaia di persone quasi sempre senza mascherina non sono accettabili anche per una ragione di salute pubblica”, spiega Ianeselli che ha voluto rivolgere un appello a giovani e giovanissimi: Il Comune è pronto a intervenire con misure ad hoc, ma prima di interventi repressivi io sento di rivolgermi ai ragazzi, perché la salute di tutti passa in questo momento anche dal loro senso di responsabilità”.

 

Il sindaco di Trento ha in programma un nuovo incontro con gli esercenti: “Ho già avuto dei colloqui con la nuova associazione Lume che riunisce gli esercenti della Trento notturna, da parte loro c’è piena consapevolezza dell’importanza dei rischi che si corrono in questa fase sul fronte dei contagi. Allo stesso tempo c’è un problema storico nel rapporto con i residenti che va risolto”.

 

Effettivamente, come segnalato da alcuni residenti, non sempre i gestori dei locali possono intervenire sulla situazione visto che alcune zone del centro storico sono diventate un punto di ritrovo a prescindere dai locali e alcuni ragazzi si portano gli alcolici direttamente da casa. Ianeselli comunque sembrerebbe aver scelto la via della mediazione: “Considerando l’andamento dei contagi non escludo che a livello nazionale intervengano con norme più restrittive, da parte nostra ci impegniamo per far rispettare le regole già in vigore, ai giovani però chiedo maggior responsabilità anche e soprattutto per la questione sanitaria: è necessario proteggere chi è più fragile e rischia di pagare le conseguenze più pesanti”.

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