Nel ddl sull'emergenza coronavirus spuntano gli emendamenti per ''liberalizzare'' le seconde case. Le opposizioni ''E' arrivato quello più furbo della compagnia''
Gli emendamenti sono stati presentati da Claudio Cia. Il Pd: "Eravamo d'accordo che le norme fossero condivise". Rossi: ''Tentativo maldestro di visibilità". Degasperi: "Non è possibile che tutte le volte un ddl urgente venga stravolto in aula". Il consigliere provinciale di Agire ribatte: "Il centrosinistra? Sono gli ultimi che possono parlare"

TRENTO. "In mezzo all'emergenza spunta 'el pu furbo della compagnia', che in questo caso è il consigliere provinciale di maggioranza Claudio Cia". Così il Partito democratico, mentre l'ex governatore Ugo Rossi aggiunge: "Un tentativo maldestro di ricerca di visibilità in un momento nel quale non si sente la necessità. Una caduta di stile ma guardiamo la sostanza del disegno di legge". "Non è possibile che tutte le volte un ddl urgente venga stravolto dagli emendamenti presentati in aula", dice invece il consigliere provinciale Filippo Degasperi.
Questi i commenti sugli emendamenti inseriti da Cia nel ddl per l'emergenza coronavirus in discussione per oggi, giovedì 19 marzo. Le opposizioni si sono dimostrate responsabili e si sono dichiarate più che disponibili a votare in Consiglio provinciale le misure contenute nel disegno di legge, ma sono gli articoli dell'esponente di Agire a scatenare più di un mal di pancia.
A stretto giro arriva la replica del diretto interessato. "Una posizione critica - ribatte Cia - è sempre legittima ma non se arriva da un centrosinistra che ha creato opere speculative sul territorio, come a Folgaria. Un altro esempio è Trento con l'area ex Michelin, un'operazione che ha umiliato i cittadini, che partecipano alle spese per rendere appetibile il quartiere. Sono gli ultimi che possono parlare".
E se il presidente Maurizio Fugatti si è scagliato contro i proprietari di seconde case presenti sul territorio provinciale, gli articoli del consigliere in quota Agire punta a sospendere per cinque anni la legge Gilmozzi, quella che blocca le costruzioni proprio di seconde case.
"Abbiamo ovviamente dato il nostro ok a questa procedura d'urgenza - spiega il Pd - ma a patto che il disegno di legge contenesse solo norme condivise e non iniziative estemporanee. La Giunta ha agito in questa direzione, ma purtroppo, come spesso accade nei momenti di concitazione e urgenza, arriva quello più furbo di tutti".
Nel mirino gli articoli 9 bis per modificare l'articolo 57 della legge urbanistica provinciale 2008. "Dopo il comma 13bis. L'applicazione di quest'articolo è sospesa per cinque anni, a decorrere dalla data di entrata in vigore di questo comma. Per questo periodo i relativi vincoli di destinazione previsti dai piani regolatori generali sono inefficaci" e "L'articolo 57 della legge urbanistica provinciale 2008 è abrogato. I relativi vincoli di destinazione previsti dai piani regolatori perdono efficacia".
"Siamo certi che la Giunta intende tenere fede agli impegni presi e si esprimerà contro o per la rimozione di questi emendamenti. Rimaniamo comunque basiti - aggiunge il Partito democratico - possibile che qualcuno pensi di sfruttare questo tragico momento per far passare una norma che porterebbe a una nuova cementificazione delle valli? Possibile che qualcuno ancora pensi che l’unico modo per sostenere le imprese sia costruire seconde case e deturpare il nostro paesaggio montano?".
Critiche anche le Stelle alpine. "Non si può pensare di inserire emendamenti tali da vanificare importanti conquiste degli anni scorsi. La crisi dell’edilizia - dice Rossi - non può essere contrastata con l’abrogazione o la sospensione della legge Gilmozzi: il consumo del suolo e la cementificazione del territorio sono due elementi che non si conciliano affatto con un settore trainanti del Trentino, quello turistico".
Non solo. "Non bisogna confondere la crisi - evidenzia l'ex presidente - che già qualche anno fa ha colpito il settore edile con quella di questi giorni dovuta all’impossibilità di lavorare. Le conquiste ottenute con la legge Gilmozzi non avranno fatto piacere ad alcuni ma, in prospettiva, sono ancora l’unica strada per un Trentino che saprà risollevarsi da questa grave emergenza e che soprattutto può preservarsi per le future generazioni".
Il Patt è comunque pronto a fare la sua parte nella discussione del disegno di legge. "Restiamo in prima linea - continua Rossi - per sostenere le giuste proposte. Gli aiuti alle imprese, anche a quelle edili, sono giusti e auspicabili. Ma non al prezzo della compromissione del futuro delle nuove generazioni. Le risorse sono state raddoppiate sugli interessi dei mutui e cerchiamo anche di rinforzare quelle sull'Agenzia del lavoro. Tra un mese sarà comunque necessario un altro ddl per implementare ulteriori investimenti a sostegno delle imprese. Dovremo stanziare soldi del bilancio trentino per coprire quelle aree scoperte dai requisiti statali e dai finanziamenti europei. Un altro tema è il debito, come già detto ai tempi della tempesta Vaia. Ora si parla di Eurobond e anche il Trentino dovrebbe agire in questo senso per una emissione obbligazionaria per dare fiducia e ossigeno al comparto imprenditoriale".
Estremamente critico anche Filippo Degasperi. "Avevamo stretto un accordo con la maggioranza - dice il consigliere provinciale - affinché non fossero inseriti emendamenti all’ultimo momento, così però non è stato. Abbiamo mantenuto un comportamento responsabile. Non è il caso di ostacolare il ddl sull’emergenza coronavirus, ma ci vengono sbattuti in faccia una serie di emendamenti non concordati in precedenza".
L'appello va a Walter Kaswalder: "Si vorrebbe modificare la legge urbanistica per liberalizzare le seconde case. Ma non è questo il punto - evidenzia il consigliere provinciale - vorrei che mi fosse spiegato in che modo questo provvedimento si lega all’emergenza coronavirus. Spero che il presidente del Consiglio provinciale respinga gli emendamenti o almeno che la maggioranza li faccia ritirare".
Un ddl comunque ritenuto non sufficiente. "Nel disegno di legge leghista - sottolinea Degasperi - non c’è l’ombra di un sostegno ai lavoratori, come sempre dietro ai titoli altisonanti c’è poco o nulla. Siamo oltre la soglia del ridicolo, la Giunta ha deciso di non mettere un soldo limitandosi a spostare da un capitolo a un altro circa 1 milione di euro (Qui articolo) ma si tratta di fondi che già erano stati stanziati".
Non manca la replica di Cia. "E' una fase di emergenza - spiega il consigliere provinciale - quindi è opportuno liberare ogni vincolo che costituisce ostacolo allo sviluppo di attività legate all'edilizia che sappiamo essere l'elemento economico con maggiore capacità di moltiplicazione degli effetti positivi. Se si applicano decisioni negative per il settore, il moltiplicatore diventa negativo. Questa proposta riguarda in particolare le valli e la legge Gilmozzi ha compromesso l'utilizzo del patrimonio esistente con un grande danno patrimoniale per i cittadini proprietari che si sono visti ridurre in maniera drastica il valore degli immobili rustici posseduti".
Una revisione della legge per favorire la ripresa del territorio. "I vincoli imposti da questa legge - aggiunge Cia - sono stati una concausa del fallimento di molte imprese con conseguente perdita di posti di lavoro. Questo ha contribuito inoltre all'impoverimento di quella rete di imprese edili che in caso di emergenza sono capaci di garantire interventi immediati di mezzi e persone qualificate su tutti i territori della Provincia. Da evidenziare inoltre che il blocco quasi totale dell'edilizia ha prodotto un calo del Pil non indifferente che si riflette a sua volta sulle entrate fiscali del bilancio provinciale. Proprio per favorire la ripresa sul territorio, anche in chiave turistica, è necessario intervenire. Gli emendamenti devono essere visti in questo senso, si vuole recuperare l'esistente. Questa misura è a costo zero per il bilancio provinciale".
E se non dovesse venire ammesso? "Se per questioni di tempo e opportunità non viene valutato comunque non mi fermo. Presenterò un disegno di legge più avanti perché serve per incentivare il rilancio dell'economia", conclude Cia.












