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''Nessun riconoscimento morale e culturale'', così Fugatti ha negato il patrocinio all'evento di Arcigay: ''Non rientra nelle priorità del programma di legislatura''

Il presidente di Arcigay, Lorenzo De Preto, si affida a Facebook e ironicamente lascia intendere che per la prossima edizione chiederà consiglio a Vittoria Sgarbi. Dura Lucia Coppola (Futura): "Affermazioni superficiali e offensive di Fugatti. Le istituzioni dovrebbero essere garanzia di diritto per tutti"

Di Luca Andreazza - 02 gennaio 2020 - 19:51

TRENTO. L'iniziativa non incontra il "riconoscimento morale" e non apporta un "significativo contributo scientifico, culturale o informativo, nell'ambito e a vantaggio, rispettivamente della crescita e della valorizzazione della società trentina e della sua immagine". Queste le motivazioni che hanno portato il presidente Maurizio Fugatti a non concedere il patrocinio a "Liberi e libere di essere" organizzata da Arcigay del Trentino. Il numero uno di piazza Dante ci tiene anche a specificare che "Concludo inoltre informando che i membri della Giunta provinciale non hanno partecipato agli eventi rientranti nell’iniziativa", ma in questo caso i dubbi erano ben pochi.

 

Il presidente leghista ci aveva messo un mese e mezzo per decidere, un diniego scontato arrivato inoltre a manifestazione ormai terminata e così la sesta edizione dell'evento non aveva avuto per la prima volta il patrocinio della Provincia. Nelle precedenti cinque puntate, infatti, la Giunta Rossi aveva sempre concesso il "marchio" provinciale (Qui articolo), che non comporta alcun finanziamento pubblico ("La concessione del patrocinio - conferma Fugatti nella risposta all'interrogazione di Lucia Coppola, consigliera provinciale in quota Futura - non comporta l’attribuzione di contributi e altre forme di sostegno"), ma rappresenta "la simbolica adesione dell’ente ad un’iniziativa di carattere e importanza provinciale, ritenuta meritevole di apprezzamento per le sue finalità culturali, artistiche, scientifiche, educative, sportive, economiche, sociali e celebrative".

 

In Provincia, il governatore e l'assessora Stefania Segnana "pur convinti - avevano spiegato nella lettera indirizzata a Lorenzo De Preto, presidente di Arcigay - della necessità di contrastare ogni forma di omofobia, bullismo e discriminazione", avevano negato il patrocino e oggi aggiungono che "Si tratta di una forma di valutazione caratterizzata da un amplissimo margine di discrezionalità che non può andare disgiunto dalle priorità fissate nel programma di legislatura di questa amministrazione".

 

Il presidente di Arcigay si affida a Facebook e ironicamente lascia intendere che per la prossima edizione chiederà consiglio a Vittoria Sgarbi (un fotogramma del video che ritrae il numero uno del Mart alla prese con un'invettiva verso l'aeroporto Catullo - qui video. Il critico d'arte era stato poi protagonista di un vivace scambio di battute con Vladimir Luxuria - qui articolo), si registra l'intervento di Lucia Coppola. "Un nuovo duro attacco del presidente della nostra Provincia ai diritti civili: la negazione - dice la consigliera provinciale di Futura - del valore morale e sociale di una iniziativa che è prettamente culturale ed educativa. Soprattutto a fronte degli episodi di intolleranza e omofobia che purtroppo sempre più frequentemente colpiscono persone che decidono di vivere secondo il proprio orientamento sessuale".

Alle parole, come denunciato dal Comitato Arcigay, non seguono mai i fatti da parte della Provincia (Qui articolo). "Le istituzioni - evidenzia la consigliera provinciale - dovrebbero essere garanzia di diritto per tutti ma soprattutto per tutte quelle categorie sociali troppo spesso vilipese, umiliate, stigmatizzate. Non riconoscere il valore di iniziative come 'Liberi e libere di essere' significa dare spazio e voce a coloro che non rispettano le scelte di vita e il diritto di essere semplicemente se stessi. Non rispettare i valori che la comunità Lgbtq, con impegno e alto valore etico e culturale, portano avanti".

 

Una risposta che per la consigliera provinciale fa acqua un po' da tutte le parti. "I diritti garantiti, anche per un solo componente della società civile, diventano patrimonio collettivo e aumentano la coesione sociale. Dispiace davvero che il presidente Fugatti si renda complice, con queste affermazioni superficiali e offensive, di un sentire, purtroppo diffuso anche in Trentino, che disprezza, deride, offende cittadine e cittadini. La politica - conclude Coppola - deve fare la propria parte e non nascondersi dietro vuote elucubrazioni, rendendosi responsabile anche di esclusioni, di sofferenza e di disconoscimento e persino di possibili atti di violenza che si possono ingenerare da una colpevole sottovalutazione".

 

 

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