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Parisi: “L’emergenza coronavirus non diventi una scusa per aggirare i regolamenti”, la candidata sindaca scrive al primo cittadino arcense
La candidata sindaca scrive agli avversari Betta e De Laurentis: “Come opposizioni abbiamo fatto un passo indietro lasciando al sindaco la prima linea, ma questo non deve essere confuso con accondiscendenza o peggio ancora con una nostra assenza”

ARCO. L’emergenza coronavirus che ha investito l’Italia di fatto ha paralizzato molte delle attività facendo saltare quasi tutti gli eventi: fra questi le elezioni amministrative che avrebbero dovuto tenersi in molti comuni trentini il prossimo 3 maggio. Sindaci e amministrazioni si sono trovati a gestire una situazione straordinaria vedendosi prolungare giocoforza il loro mandato. In molti casi le opposizioni dei vari consigli comunali hanno scelto di fare un passo indietro, la campagna elettorale dei vari candidati è stata sospesa così come la maggior parte delle polemiche politiche, ciò però non significa che i consiglieri abbiano smesso di vigilare sull’operato delle amministrazioni.
“Utilizzando il buon senso come opposizioni abbiamo tutti fatto un passo indietro lasciando al sindaco in carica la prima linea – spiega la candidata sindaca Chiara Parisi, che poi aggiunge – il rispetto del ruolo di primo cittadino però non deve essere confuso con accondiscendenza o peggio ancora con una nostra assenza”.
Parisi punta il dito contro la decisione del sindaco di Arco, Alessandro Betta, di portare in discussione nel prossimo consiglio comunale (lunedì 27 aprile) “un'importante e discutibile deroga urbanistica” che riguarda l'ampliamento della casa di cura Villa Regina. Così la candidata sindaca ha deciso di scrivere una lettera (qui sotto pubblicata in forma integrale) per richiamare l’attenzione su questo tema.
Nella sua lettera aperta al sindaco Betta di data 25 aprile, il signor De Laurentis ha evidenziato problematiche anche tecniche a cui tutti stiamo facendo fronte in questa crisi, ma che in politica, proprio in questa fase che sarebbe dovuta essere di fine mandato per il Sindaco, risultano essere ancora di più complessa risoluzione. Si pensi infatti, al problema della metodologia del voto in Consiglio Comunale, rinunciando al voto segreto, alla possibilità di un vero confronto, all’accesso immediato a documenti e progetti, alla fondamentale fase di consultazione pubblica. Questa situazione ha come effetto più rischioso quello di inficiare sul ruolo dei membri di minoranza, quale quello di controllo e contenimento del fenomeno del favoritismo, soprattutto nell’ambito dell’urbanistica.
Utilizzando il buon senso come opposizioni abbiamo tutti fatto un passo indietro lasciando al sindaco in carica la prima linea, nel pieno rispetto della carica istituzionale che ricopre, ruolo complesso in un momento di crisi quale quello in cui ci troviamo. L’emergenza ora è fare fronte comune per rispondere alle difficoltà dei nostri concittadini, e non certo quello di creare ulteriore confusione o lasciarsi trasportare da facili polemiche. Certo è che il rispetto non deve essere confuso con accondiscendenza o peggio ancora con una nostra assenza.
Da sempre il problema dell’urbanistica e del consumo di suolo è stato motore del nostro essere cittadini attenti e attivi, è un tema difficile quanto delicato proprio per l’uso che spesso si fa di questo strumento allo scopo di creare favoritismi, clientelismi, bacino di voti. È infatti risaputo, che l'urbanistica è un settore strategico, con una firma si può far aumentare in modo esponenziale il valore di un immobile o di un terreno.
Anche in luce dei radicali cambiamenti che si stanno verificando sia a livello sociale che economico proprio legati a questa crisi globale, ci sembra ancora meno urgente, se non rischioso, procedere con varianti al Prg come la Variante 15 e deroghe urbanistiche, legate ad una logica di sviluppo in dissintonia con quanto sta accadendo. Non possiamo, quindi, condividere né il merito, né tanto meno la tempistica della scelta di discutere lunedì 27 aprile il permesso di costruire in deroga per la realizzazione di un nuovo volume sulla p.ed. 2240 CC Arco (Villa Regina ala nuova). Riteniamo questa deroga discutibile in quanto priva di interesse pubblico e non urgente.
Si richiede in sintonia con minoranze e opposizioni, tanto più che si tratta di una maggioranza il cui mandato sarebbe già scaduto, di sospendere fino alle elezioni la presa di decisioni per il futuro e ci si limiti all'amministrazione ordinaria o a quella straordinaria legata alle esigenze contingenti del Coronavirus, anziché procedere indisturbata come si trattasse di situazione normale. Il problema è e rimane sempre lo stesso: l'uso del territorio come cosa propria e non come bene collettivo e la mancanza di rispetto ed eleganza istituzionale astenendosi da decisioni in campo urbanistico a mandato praticamente concluso. Tutto questo significherà lasciare un’eredità di scelte sbagliate e fuori tempo, a chi poi succederà l’attuale amministrazione. Si tratta di rispetto non solo verso i cittadini, ma anche verso le norme.