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Riforma sul turismo, Prosser: ''Rischiosa, si possono perdere specificità e Dna del territorio''. Rigotti: ''L'assessore incontra i territori ma sembra non ascoltarli''

La riforma sul turismo non sembra convincere gli addetti ai lavori. Rigotti (Asat): "Abbiamo ancora un po' di pazienza e aspettiamo la bozza definitiva". Prosser (presidente dell'Apt Rovereto e Vallagarina): "Il sistema funziona e la prima regola dovrebbe essere quella di non toccarlo, lasciateci andare avanti così. Si può sempre migliorare ma non serve una rivoluzione"

Di Luca Andreazza - 14 febbraio 2020 - 21:24

TRENTO. "Le Aziende per il turismo devono restare così come sono ora. Il sistema funziona, non servono rivoluzioni", queste le parole di Natale Rigotti, consigliere di Asat e presidente della sezione di Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi dell'associazione di categoria, che aggiunge: "Il turismo funzione e abbiamo un'organizzazione collaudata negli anni, toccare questi equilibri in questo modo è sempre rischioso".

 

La riforma sul turismo non sembra convincere gli addetti ai lavori. "Ma aspettiamo il disegno di legge definitivo - aggiunge Rigotti - per portare avanti ulteriori osservazioni. Le Apt comunque devono essere lasciate così, il Trentino è piccolo e prezioso in questo modo possiamo valorizzare i diversi ambiti. La bozza comunque è ancora incompleta e quindi aspettiamo pazientemente che il lavoro venga concluso (Qui articolo)".

 

Se l'esponente di Asat, che siede anche nel consiglio di amministrazione del Apt Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi in qualità di vice presidente è cauto, il numero uno dell'ente di promozione turistica del capoluogo, Franco Aldo Bertagnolli, apprezza la riforma, gli piace e non l'ha nascosto. "Non è stato autorizzato a parlare per conto dell'Azienda per il turismo - prosegue Rigotti - dobbiamo ancora riunirci in questo senso. E' una presa di posizione tanto legittima quanto personale. Per esempio parlo per il direttivo dell'associazione di categoria". 

 

Non piacciono tempi e modi. "Sconcertante presentare questa riforma a cavallo delle elezioni amministrative - prosegue il presidente della sezione di Asat - si sarebbe dovuto aspettare dopo l'estate, un'eleganza politica che invece manca. Non solo, l'assessore presenta tutto ma poi sembra ascoltare poco (Qui articolo). Abbiamo però il diritto di dire quello che pensiamo in questo settore, vogliamo portare un contributo costruttivo per il bene dell'economia e delle imprese. Il ddl deve poi tenere in debita considerazione il clima e l'ambiente, il Trentino viene scelto anche per questa immagine, un valore del territorio".

 

Nel 2018 il Trentino ha superato i 32 milioni di presenze, una crescita costante. "Il sistema funziona - continua Rigotti - servono alcuni interventi e questo è normale perché tutto si può migliorare, ma senza stravolgere nulla. L'assessore viene sui territori ma non c’è un reale confronto. Momenti dialettici ci sono stati anche con gli assessori precedenti, momenti tesi ma si poteva discutere per raggiungere una mediazione. Il presidente Fugatti parla di valorizzare i territori, la riforma dell'assessore appare invece centralista". 

 

Capitolo tassa di soggiorno. "C'è confusione. E' l'unico caso in Italia che viene introitata dalla Provincia e non dai Comuni. I vincoli Bolkestein - dice il presidente della sezione - non possono essere inseriti in una legge ma è necessario trovare un modo per risolvere questa problematica. E poi nel nuovo assetto ci sarebbero questi super manager che devono portare avanti le strategie del turismo: come funzionano? Come vengono pagati? Aspettiamo la bozza definitiva. L'assessore ha il diritto e il dovere di proporre, ma non bisogna avere fretta: i territori hanno bisogno di esprimersi e valutare, sembra tutto imposto, calato dall'alto".

 

Tra le realtà più contrarie c'è l'Azienda per il turismo Rovereto e Vallagarina. "Lasciateci andare avanti così. In questi anni abbiamo lavorato molto per migliorare - spiega il presidente Giulio Prosser - abbiamo ridotto le spese fisse del 40% e aumentato il fatturato. Nel nostro ambito arrivano ora investimenti importanti, gli operatori economici credono nell'Apt. Se si cambia, si potrebbero perdere forze in termini di volontariato e spinta dai territori che vedono ridursi la rappresentatività, le risorse e la possibilità di sentirsi coinvolti". 

 

Un discorso che si può allargare al resto degli ambiti. "Si possono perdere specificità e Dna del territorio. Il sistema funziona e la prima regola dovrebbe essere quella di non toccarlo. Le Apt più piccole - evidenzia il numero uno dell'Apt Rovereto e Vallagarina - non devono sparire, un territorio rischia di restare marginalizzato nell'ampliare i confini. Si deve trovare una formula per valorizzare gli enti senza puntare esclusivamente sugli asset più forti, non ci sono solo Garda e Fassa, Campiglio e val di Sole: il turista cerca anche altro e non sempre le solite destinazioni, il cliente ormai diversifica".

 

Non si deve confondere promozione e prodotto. "La promozione viene portata avanti da Trentino Marketing - conclude Prosser - ma c'è ancora un grandissimo omissis nella bozza. Il resto deve restare in capo alle Apt che conosco le caratteristiche e i territori nel dettaglio. Le fusioni possono far perdere voglia di partecipare agli operatori che sono una ricchezza perché vivono e lavorano negli ambiti. I prodotti sono traversali e se si uniscono Trento e Rovereto in nome della cultura si rischia un effetto boomerang fuorviante: castel Thun in val di Non o le mostre di Sgarbi in val di Sole non sono più cultura? Brentonico o il Monte Bondone quanto possono perdere se altri ambiti diventano prettamente sciistici? Il metodo non ci convince, si rischia di inceppare tutto".

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