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Coronavirus, il ministero: ''Obbligatorio inserire i positivi intercettati anche da laboratori privati''. Demagri: ''Troppi dati non sono stati comunicati alla popolazione''

Il ministero ha inviato nelle scorse ore una nuova circolare per aggiornare le definizioni di caso ai fini della sorveglianza e la strategia di testing e screening. Paola Demagri: ''L'ultima volta non erano a conoscenza dei dati registrati dalle strutture private. A oggi non siamo ancora stati informati di tutti i numeri, compresi quelli delle influenze"

Di Luca Andreazza - 10 gennaio 2021 - 05:01

TRENTO. "Abbiamo chiesto fino a oggi i dati complessivi, ma ancora non è stato messo a disposizione nulla". Così Paola Demagri, consigliera provinciale in quota Patt, che aggiunge: "La popolazione è in grado di autoregolarsi se è nelle migliori condizioni di valutare quanto avviene in Trentino. Invece non si conoscono ancora troppi numeri relativi alla situazione epidemiologica".

 

A inizio dicembre vengono quotidianamente riferiti i test antigenici risultati positivi. Una comunicazione sbloccata dalla richiesta del ministero un paio di mesi fa, cioè quella di inserire i dati completi, così come di tenere separate le voci ''positivi da antigenici'' e ''positivi da molecolari''. Il compito viene ora svolto e questo sembra certificare quanto è stato più volte spiegato da Il Dolomiti: i casi totali sono stati il doppio o il triplo rispetto a quanto sempre comunicato da piazza Dante.

 

Non si conosce però il numero delle persone totali contagiate a novembre, così come il peso totale sugli attuali casi attivi in provincia: i pannelli di monitoraggio riportano esclusivamente i positivi accertati da test molecolare tra nuovi contagi e conferme di test antigenici. Questo dopo che sulle procedure il presidente stesso ha fornito più versioni in contraddizione, anche con l'Azienda provinciale per i servizi sanitari (Qui articolo). 

 

Il ministero ha inviato nelle scorse ore una nuova circolare per aggiornare le definizioni di caso ai fini della sorveglianza e la strategia di testing e screening. "Vengono chiarite le modalità di utilizzo dei tamponi molecolari e dei test antigenici - commenta il presidente Maurizio Fugatti - questi ultimi si devono utilizzare in particolare sui sintomatici. Abbiamo sempre operato in questo senso perché abbiamo sempre creduto sulla maggiore capacità di ottenere un risultato certo. Prendiamo atto di questa impostazione che abbiamo avuto fin all'inizio".

 

 

E come strategia non sarebbe stata messa in dubbio, la sensibilità e la specificità degli antigenici sono prossime al 100% in caso di positività e sintomatologia riconducibile a Covid-19, ma non c'è ancora una comunicazione ufficiale che tenga conto di entrambe le metodologie di test. Si aspetta ancora il ministero. "Si deve passare al conteggio del numero degli antigenici. Ci devono dire Istituto superiore di sanità e ministero come trattare questa situazione - dice Fugatti - perché ci sono Regioni che agiscono in un modo, altre in un altro modo e altre ancora non agiscono".

 

Si è in fondo ancora ai livelli del confronto tra territori, materia più politica da regolare con il ministero, quanto piuttosto a fornire una comunicazione trasparente è un diritto della popolazione più forte di una fragile rassicurazione, oltre che un'assunzione di responsabilità. Una richiesta arrivata alla Pat da più parti, soprattutto a fronte di un livello delle ospedalizzazioni ancora importante e che accende più di qualche campanello d'allarme anche sul piano statale (Qui articolo).

 

C'è anche l'obbligo di tracciabilità di tutti i test nei sistemi informativi regionali. "Gli esiti dei test antigenici rapidi o dei test RT-PCR, anche se effettuati da laboratori, strutture e professionisti privati accreditati dalle Regioni devono essere inseriti nel sistema informativo regionale di riferimento", si legge nel documento statale.

 

"A precisa richiesta l'assessora Stefania Segnana - spiega Demagri - ci ha comunicato di non essere in possesso di questi dati, che ora auspichiamo ci vengano comunicati. Se così fosse ci sembra peraltro una mancanza quella di non disporre di questi numeri, almeno delle strutture convenzionate e accreditate, in quanto non ci sarebbe un totale controllo di quanto avviene in Trentino: sono moltissime le aziende che intervengono per effettuare controlli sui dipendenti, così come i privati cittadini. Dati importanti per monitoraggio dell'emergenza". 

 

Una completa e trasparente informazione sulla situazione epidemiologica è un modo per aumentare la consapevolezza nella cittadinanza. "La popolazione è molto sensibile e attenta. Tanti - evidenzia la consigliera provinciale delle Stelle alpine - si sono rivolti ai privati a proprie spese per svariate ragioni, quindi queste informazioni rappresentano una fonte di screening preziosa. E' necessario poi però una comunicazione precisa per dare un riscontro alle persone, valorizzare l'impegno, aumentare la responsabilità nell'autogestione e nel mettere in pratica comportamenti corretti". 

 

La Giunta si è impegnata a rendere noti i dati, ma dopo diverse settimane ancora non è avvenuto e le minoranze hanno chiesto un'informativa all'esecutivo in Aula. "E' necessario conoscere non solo i tamponi effettuati ma anche la ratio e quante persone sono state effettivamente testate. Un altro dato da comunicare è quello relativo alle influenze, anche a fronte di una importante campagna di vaccinazione. Ci sono numeri troppo parziali per un'analisi davvero complessiva sulla situazione in Trentino, che sembra purtroppo più delicata di quanto si voglia far apparire", conclude Demagri.

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