Contenuto sponsorizzato

Senza dimora, per Segnana “i posti letto sono sufficienti” ma in strada ci sono ancora fra le 30 e le 50 persone

Dove non arriva la Provincia ci sono le reti di assistenza costituite da associazioni e famiglie trentine ma l’Assemblea Antirazzista lancia l’allarme: “In strada ci sono ancora fra le 30 e le 50 persone”. Zanella: “Per Segnana queste persone sono fantasmi e il problema non c’è”

Di Tiziano Grottolo - 13 gennaio 2021 - 21:56

TRENTO. I posti letto per accogliere i senza dimora? Quelli messi a disposizione sono sufficienti. Parola dell’assessora alla Salute e alle Politiche sociali Stefania Segnana che in aula ha risposto alle domande poste dal consigliere di Futura Paolo Zanella. “L’interlocuzione con il Comune di Trento è sempre stata attiva e presente – ha specificato Segnana – mai interrotta, anche durante l’apertura dei posti letto dell’ostello della gioventù. È vero – ha ammesso – si è interessato il Comune di Trento ma in sinergia con la Pat e il mio assessorato”.

 

Questo infatti è il primo punto fermo, a mettere a disposizione una cinquantina di posti letto è stato il Comune di Trento e non la Provincia. Il secondo punto riguarda le 13 persone che sono state svegliate nel cuore della notte e sbattute per strada nel giorno della grande nevicata, quando fuori il termometro era sotto zero. In tutto questo non c’è mai stata una presa di posizione da parte dell’assessorato. Ma è sicuro che, come sostiene Segnana, i posti letto siano sufficienti? Zanella non è per nulla convinto: “Se così fosse – spiega – la cooperativa ‘il Punto d’Incontro’ e l’associazione il ‘Gioco degli specchi’ non avrebbero rilevato nei giorni scorsi la presenza di persone che dormono ancora in strada, in un numero che si stima essere tra la ventina e la cinquantina. Siamo in una situazione di emergenza pandemica e di freddo estremo – prosegue il consigliere – ma evidentemente per la Provincia queste persone sono fantasmi e il problema non c’è”.

 

Sempre in aula Segnana ha riferito che per l’accoglienza di persone senza dimora, durante il periodo invernale, sono stati messi a disposizione 202 posti letto (poi arrivati a 253 con l’ostello). C’è poi il nodo della residenza Fersina: “Anche a seguito delle indicazioni del commissariato del governo – ha detto l’assessora – legate in particolare a tenere distinti i percorsi di accoglienza tra persone richiedenti protezione internazionale e persone senza dimora era stata effettuata una valutazione della residenza Fersina risultata non idonea dal punto di vista logistico all’accoglienza contestuale delle due tipologie di persone”.

 

I motivi di tale decisione sono ignoti fatto sta che è a quel punto che il Comune di Trento deve attivarsi per trovare una soluzione d’emergenza, cioè l’ostello aperto dal 26 dicembre e fino a marzo 2021. Tanto basta per convincere l’assessorato che il problema sia risolto. “Il successivo potenziamento della capacità ricettiva – ha sostenuto Segnana – ha fatto venir meno alla necessità di incremento di ulteriori posti per l’accoglienza invernale. Si ritiene infatti che il numero complessivo di posti messi a disposizione che ha raggiunto i 253 posti letto caratterizzato da una differenziazione delle tipologie di accoglienza e dal potenziamento degli orari delle strutture si possa ritenere sufficiente anche a seguito del costante monitoraggio della situazione delle persone in strada e della sostenibilità complessiva del sistema”.

 

La verità riportata da chi lavora per strada però è un’altra. L’assemblea Antirazzista di Trento conferma che ci sono ancora fra le 30 e le 50 persone che non hanno accesso a un posto letto. A queste si aggiungono una serie di soggetti che hanno trovato riparo da famiglie trentine: “Grazie a una rete di persone solidali stiamo ospitando una quindicina di ragazzi che non hanno trovato posto o che hanno terminato i giorni”, ricordano dall’Assemblea Antirazzista. Anche il Centro Sociale Bruno sta dando accoglienza a 6 persone all’interno di un progetto che cerca di superare l’emergenza e la cosiddetta accoglienza di bassa soglia per trovare a chi è senza dimora una soluzione abitativa a medio-lungo termine.

 

Per gli attivisti sarebbe necessario aprire almeno un’altra struttura o sfruttare meglio la residenza Fersina “ma soprattutto – sottolineano – è tempo iniziare a pensare oltre all’emergenza freddo con progetti abitativi intermedi per persone a basso reddito che non riescono ad accedere al mercato immobiliare, o che per la crisi economica rimarranno senza alloggio”. Infine c’è la questione dei documenti e della residenza “chi non la possiede – ricordano gli attivisti – può rimanere nei servizi di bassa soglia solo 30 giorni. Quando termineranno i giorni dove andranno a dormire? Nell’androne dell'assessorato?”. Una domanda alla quale nessuno ha saputo dare risposta.

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 23 gennaio 2021
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

24 gennaio - 05:01

Dalle versioni contraddittorie di Pat e Apss alla conferma del Ministero della Salute che sottolinea: “Il tampone molecolare di controllo deve essere fatto nel più breve tempo possibile. Su questo non c’è dubbio. Non mettiamo un limite temporale, ma possibilmente entro 24-48 ore”. Eppure in Trentino è stato dimostrato che servono almeno 10 giorni

23 gennaio - 20:31

Sono 246 le persone che ricorrono alle cure del sistema ospedaliero di cui 43 pazienti sono in terapia intensiva e 40 in alta intensità. Oggi sono stati comunicati 6 decessi, mentre sono 28 i Comuni con almeno 1 nuovo caso di positività

23 gennaio - 19:50

Oggi la conferenza Stato - Regioni, Fugatti: ''I programmi dell'arrivo dei vaccini sono saltati. Ci dobbiamo arrangiare con gli strumenti che abbiamo. Con i vaccini, purtroppo, ci vorrà molto tempo per avere un numero alto di somministrazioni nella popolazione”

 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato