I retroscena in casa Patt, Dallapiccola: “Lo scontro tra Svp e Fdi? Sembrano due amanti che si contendono la Lega. Il Blockfrei è una strada facile”
Gli autonomisti altoatesini dell’Svp e Fratelli d’Italia litigano? Dallapiccola: “Senza mai la necessità di parlarne apertamente sembra quasi che entrambe le squadre si preoccupino di tenersi stretta la Lega in vista della Provinciali del 2023”
.png?itok=ACrzK3kF)
TRENTO. In questi giorni sta andando in scena un duro scontro tra gli autonomisti altoatesini dell’Svp e Fratelli d’Italia. Il segretario della Volkspartei, Philipp Achammer, riferendosi a Giorgia Meloni ha affermato: “Non rispettiamo chi non rispetta le minoranze”. Subito dopo è arrivata la replica del commissario regionale Alessandro Urzì: “Achammer non è l’unico titolato alla rappresentanza e cura dell’autonomia”.
In questo confronto gli autonomisti trentini del Patt si tengono un po’ in disparte. Il consigliere provinciale del Patt, Michele Dallapiccola, però interviene per dire la sua: “In questa sorta di soap opera in salsa politica c’è un fortissimo sospetto che aleggia, sembra quasi di assistere a delle schermaglie di due contendenti amorosi: gli autonomisti da una parte e Fratelli d’Italia dall’altra. Senza mai la necessità di parlarne apertamente sembra quasi che entrambe le squadre si preoccupino di tenersi stretta la lega in vista della Provinciali del 2023”.
Il Patt per le prossime elezioni nazionali ha scelto di allearsi con Progetto Trentino, il partito che può contare sull’attuale vicepresidente della Provincia Mario Tonina (eletto in coalizione con Lega e Fratelli d’Italia). Se in un primo momento sembrava cosa fatta la candidatura dello stesso vicepresidente della Pat da Roma è arrivato un diktat che ha costretto tutti a fare retromarcia. Così al posto di Tonina, nel seggio della Camera a Rovereto, ci sarà una esponente di secondo piano di Progetto Trentino, Elena Albertini.
“Al Patt – sottolinea Dallapiccola – l’esperienza Blockfrei in solitaria permette, almeno per ora, di non dover affrontare argomenti spinosi. Blockfrei è una strada facile, non scontenta nessuno. Alle Provinciali però non si potrà più sottrarsi al gioco delle alleanze perché per provare a vincere bisogna andare d’accordo con altre forze politiche”. Naturale quindi che nel 2023 la Lega di Matteo Salvini provi a corteggiare sia l’Svp, con la quale già sta governando in provincia di Bolzano, che il Patt. Quest’ultimo entrato nella maggioranza regionale con Svp e Lega.
“In Provincia di Trento però – osserva sempre Dallapiccola – l’alleanza con la Lega sarebbe una cosa mai vista prima, fuori dagli schemi”. È qui che il consigliere provinciale svela alcuni retroscena in vista delle prossime elezioni del 2023 e parla di “un sogno leghista”, che sarebbe appoggiato anche da alcuni importanti rappresentanti di associazioni di categoria. “A quanto pare l’intento di provare a costruire un grande centro moderato assieme alla Lega è il sogno di più d’una persona”.
L’idea però non piace a quelli che considerano la Lega tutto fuorché moderata. E fra questi c’è lo stesso Dallapiccola che non manca di sottolineare gli scarsi risultati dell’attuale Giunta guidata dal leghista Fugatti. “Almeno formalmente e nei suoi organi di governo, il Patt non ha ancora parlato di queste speculazioni ma il fatto di aver imbarcato Progetto Trentino qualcosa suggerisce”. Il consigliere provinciale non ha tutti i torti perché durante la presentazione dei candidati autonomisti qualcuno si è lasciato sfuggire che questa collaborazione va letta anche in vista delle prossime Provinciali. E dove c’è Progetto trentino è improbabile che ci sia anche il Partito Democratico.
“Trovo inconcepibile un’alleanza fra Patt e Lega – afferma Dallapiccola – ma a Fugatti pare piaccia tanto, da sempre. E gli piacerebbe pure provare a lasciare da parte Fratelli d’Italia. Abbandonato il partito di Meloni potrebbe provare a spacciare la Lega come forza moderata e formare il grande Centro insieme agli autonomisti con l’aiuto di tanti cespugli civici, piccole liste composte da candidati minori ciascuna con il compito di fare eleggere il proprio capolista. Così gli autonomisti potrebbero pure ritrovarsi e riunirsi nell’avamposto a Destra che costruì Kaswalder quattro anni fa”.
A questo punto però viene da chiedersi cosa ne pensino i rappresentanti locali di Fratelli d’Italia di queste ipotesi. “Chissà se a Salvini arriverà una nuova telefonata da Meloni per mettere tutti a cuccia – conclude Dallapiccola – chissà se tutti gli affezionati autonomisti saranno disposti a considerare la Lega un partito moderato di Centro e a lavorarci insieme, in quel caso però non sarò fra loro”.














