Contenuto sponsorizzato
| 01 giu 2022 | 16:46

Infortuni e morti sul lavoro, Grosselli: "La Pat potenzi l’ispettorato e prema sulle aziende per educare alla sicurezza: tre morti in 4 mesi non sono accettabili"

Nel primo quadrimestre del 2022 il Trentino ha registrato 2.765 denunce in quanto a infortuni sul lavoro, in aumento rispetto al 2021, e 3 morti. A livello locale, e nazionale, la Provincia di Trento viene indicata come territorio con il maggiore aumento. Grosselli: "L’assessore Spinelli faccia pressioni sulle aziende perché anche nel settore dell'agricoltura e dell'edilizia si trovino figure di rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza"

di Francesca Cristoforetti

TRENTO. “La Provincia non sottovaluti questi numeri. Le istituzioni non possono accettare che muoiano delle persone sul posto di lavoro, tantomeno dei ragazzi. La politica si deve assumere una maggiore responsabilità". Così il segretario generale della Cgil Andrea Grosselli commenta i dati nazionali sulle morti e sulle denunce di infortunio sul lavoro del primo quadrimestre del 2022, presentati dall'Inail. "L’abbiamo detto anche all’assessore Spinelli: potenziare l’ispettorato e premere sulle aziende in quanto ad aumentare la formazione e incentivare l’assunzione di rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza".

 

In 4 mesi in Italia ci sono stati 254mila infortuni e 261 morti sul lavoro. Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail entro lo scorso mese di aprile sono state 254.493, in aumento del 48,1% rispetto alle 171.870 del primo quadrimestre del 2021. Quelle con esito mortale sono state 261, 45 in meno rispetto alle 306 registrate nel primo quadrimestre del 2021. 

 

Il Trentino per quanto riguarda gli infortuni sul lavoro, ha registrato da gennaio ad aprile 2.765 denunce in aumento rispetto lo stesso periodo del 2021 quando erano stati registrati 2215 casi.

 

Tra le regioni a cui viene assegnata la maglia nera in quanto a casi mortali compare la Provincia autonoma di Trento che presenta uno dei maggiori aumenti (+3) assieme alle Marche (+5 casi mortali), la Lombardia (+3) e Bolzano (+2). 

 

"Delle 3 morti due erano nel campo forestale che è uno dei settori più a rischio. Uno di loro aveva 22 anni - spiega Grosselli - va aumentato il livello di cultura della sicurezza e soprattutto i controlli. Non dimentichiamo che questi dati vanno anche interpretati: durante i diversi lockdown si è ridotta l'attività produttiva e di fatto questo ha abbassato anche la possibilità di incidenti. La crescita di denunce è dovuto anche a questo".  Rispetto ad altre regioni però, il Trentino ottiene un triste primato.

 

"Assistiamo a una forte crescita del settore dell’edilizia in un contesto in cui c'è una forte tensione - continua il sindacalista - le aziende lavorano sapendo che ci sono costi maggiori dovuti alle materie prime, e cercano di accelerare per chiudere prima i lavori. Inoltre c'è pressione a trovare la manodopera formata per cui si trovano spesso lavoratori che non hanno esperienze. Questo comporta un maggior rischio di infortuni".

 

I settori più esposti a rischio risultano essere quello dell'agricoltura e dell'edilizia: “Dovrebbero essere finanziati da enti bilaterali, per avere delle figure di rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza che possano censire e controllare. L’assessore Spinelli faccia pressioni sulle aziende perché anche in questi ambiti si riescano a trovare queste figure il cui ruolo non va sottovalutato".

 

Nel settore dell'artigianato e dell’industria sono invece tante le partite iva, quindi "tanti subappalti e tanta frammentazione. In un contesto di appalti privati il controllo preventivo è meno puntuale rispetto invece a quelli pubblici".

 

Grosselli accusa la Provincia in quanto al potenziamento del personale nella pubblica amministrazione: "Come sindacati l’abbiamo detto a Spinelli, c'è bisogno di assumere personale per l’ispettorato per monitorare e sanzionare. Nel pubblico non si sta assumendo per rafforzare personale né per l’Unità operativa prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro (U.O.P.S.A.L.) dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari né per il Servizio lavoro".

 

La Cgil lancia un appello: "Non sottovalutiamo questi dati, ma cerchiamo di educare alla sicurezza e mantenere alta l’allerta. La Giunta deve denunciare il fatto che tutti debbano alzare il livello di responsabilità - conclude il segretario della Cgil - insieme all'assessore Spinelli dovrebbero essere convocate tutte le imprese e dire che non è accettabile. La politica può fare molto di più e mandare segnali pedagogici perché accanto alle azioni concrete, mancano anche quelle educative".

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Montagna
| 16 luglio | 19:58
Il racconto di un'escursionista che negli scorsi giorni si trovava al Tre Scarperi: "Stava andando tutto per il meglio quando [...]
Cultura
| 16 luglio | 18:14
Dopo l’incendio che ha colpito la comunità di Vermiglio, il Museo Diocesano Tridentino mette in salvo il prezioso patrimonio custodito [...]
Montagna
| 16 luglio | 19:26
Momenti di paura in quota: in azione l'elicottero di soccorso per un uomo che ha riportato ferite gravissime durante un'escursione con un amico
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato